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City Sounds

Caffè degli Artisti: "Non facciamo la guerra tra chi cerca di offrire qualcosa di diverso"

"La cultura musicale in Italia è imbarazzante, purtroppo e spesso, anche le bands che si propongono non danno una mano. Molti, non tutti per fortuna, si presentano da “rock star”, quando probabilmente devono ancora imparare e capire da che parte sono girati"
CITY SOUNDS - Prosegue il viaggio nella musica in provincia. Questa volta abbiamo incontrato Paolo Pastorino, che si occupa della direzione artistica del Caffè degli Artisti di Alessandria e, nel contempo, lavora per la storica etichetta italiana della scena musicale alternativa e undergound, Mescal, che ha sede a Nizza Monferrato. Insieme a Paolo abbiamo discusso delle difficoltà che ci sono nell'organizzare di eventi in città ma anche più ampiamente del momento delicato che l'industria discografica sta affrontando. 

In UK ci sono stati degli sviluppi sul fronte della musica dal vivo. Quali difficoltà affronta un locale per far suonare musica dal vivo invece in Italia o più semplicemente a livello provinciale?
Prima di tutto rapportarsi con chi si propone. La cultura musicale in Italia è imbarazzante, purtroppo e spesso, anche le bands che si propongono non danno una mano. Molti, non tutti per fortuna, si presentano da “rock star”, quando probabilmente devono ancora imparare e capire da che parte sono girati. Oltre a non suonare niente di nuovo e diverso rispetto a sonorità già sentite e risentite. Poca umiltà e tante pretese. Noi ti diamo la possibilità di suonare, di fare la tua musica (nelle serate del sabato sera), cosa sempre più difficile visto che i locali prediligono i gruppi cover per vari motivi, tu musicista, dovresti apprezzare e sfruttare questa occasione. Senza chiedere come prima cosa, un cachet elevato. Cosa che certi “artisti” non capiscono. Io locale non devo pagare solo te, ma deve pagare per avere i permessi (cosa ridicola in Italia), deve pagare per la SIAE (altra cosa ridicola), deve pagare per allestire il locale (dai manifesti pubblicitari all’arredamento) in modo che sia più confortevole possibile per ospitare un certo tipo di prodotto. Ed in regola con tutto il resto. Se le bands si propongono in un certo modo, noi siamo ben lieti di ospitarli. Sono venuti a cantare/suonare da noi ragazzi da Bologna, Bergamo, Torino, Genova, “sconosciuti” nella nostra città. Questo per dire che a noi non interessa se portano o non portano gente. Offriamo uno spazio che è sempre più difficile da trovare per colpa dei locali che ammazzano la musica. Io locale vengo incontro a te, tu band viceversa. Ecco, la vera difficoltà è organizzarsi. Se ti organizzi, non hai problemi.

Quali sono le spese medie tra SIAE, permessi vari, fonico e impianto per poter organizzare un live? Circa 700€ al mese: il permesso SIAE per il dj ha un prezzo, per il gruppo un altro. Noi facciamo quattro volte musica a settimana spalmata in due giorni (dj + live, sia al venerdì che al sabato). Più i permessi che hanno cadenze di un certo tipo. Non abbiamo costi di fonico ed impianto in quanto la band, o il dj, si organizza autonomamente. Oltre alla spesa, è anche più comodo a livello logistico.

La vostra programmazione favorisce tributi o band originali? Cosa vi fa propendere per una o per l'altra scelta?
Il venerdì sera è cover, i tributi neanche voglio sentirli nominare: quando non seguivo ancora la programmazione musicale, il mio predecessore ha optato per questa scelta. È stata dura, ricordo serate con pochissima gente. Se sei un locale che decide di fare musica dall’oggi al domani devi partire dalle cover, purtroppo. Colpa della mentalità ristretta. Dopo un po’ si è preso il giro giusto, ormai c’è una clientela affezionata. Le cover band, in un certo tipo di contesto, si possono ancora accettare. Diciamo che è più un accompagnamento musicale alla serata, che un vero e proprio concerto. Il sabato è live con band che propongono materiale inedito: è stato difficile anche qui, soprattutto per i motivi elencati nella prima domanda, ma anche perché la gente abituata alle cover al sabato rimaneva un po’ spiazzata. Problema risolto: al sabato puntiamo su un altro tipo di clientela. I risultati alla fine non cambiano, anzi, meglio così. E che non mi vengano a dire che per la riuscita della serata bisogna puntare sulle cover e/o tributi! Se tu locale lavori bene, se hai dei clienti fidati, presenti, contenti, amici, sostenitori o quant’altro, e tutto questo è merito di come lavora il locale, la serata avrà successo allo stesso modo!

Si riesce a instaurare una certa collaborazione (sempre con un minimo di concorrenza legittima sia chiaro) con alcuni locali?
Certo! Ti rispondo per quanto riguarda il mio “settore”: ci si telefona e ci si parla in modo da non avere lo stesso gruppo nell’altro locale a distanza di 10/15 giorni. Personalmente consiglio anche, inoltrando i vari contatti, ai locali chi chiamare nel caso avessero una data libera. Senza interessi, se non quello di promuovere la buona musica, inedita. Non dobbiamo fare la guerra tra chi cerca di offrire qualcosa di un po’ diverso. C’è chi lo capisce, altri, i più ignoranti, la mettono subito sul personale.

Qualche soluzione per migliorare l’affluenza del pubblico alla musica live e sensibilizzare la gente verso questo?
Si dovrebbe prima cosa sensibilizzare il pubblico ad avere un certo tipo di Cultura Musicale. È un discorso che andrebbe approfondito, ma in sintesi penso che in Italia questo tipo di attenzione sia sparita da anni. Se tu hai un ideale di serata, di musica, di live è giusto percorrere la strada intrapresa e continuare a lavorarci su. Devi parlare con le persone, “coccolarle”, farle sentire a casa. Se il locale funziona, funziona anche quello che proponi.  


Tu oltre che organizzare le serate al Caffè degli Artisti lavori principalmente per la Mescal. Puoi raccontarci qualcosa in particolare? Che rapporto stringe con l'artista?

Sulla Mescal? Beh, chi conosce la musica indipendente italiana la conoscerà per forza. In breve: Mescal ha inventato un nuovo modo di gestire la carriera di un’artista, a 360°: dal management, al booking, all’etichetta discografica, andando a coprire quel vuoto artistico lasciato dalle major. Molti non venivano presi in considerazioni, ma Mescal ha fatto in modo che anche loro avessero una possibilità.

Qualche nome?

Ligabue, Afterhours, Bluvertigo prima e Morgan poi, Modena City Ramblers, Subsonica, Cristina Donà, Perturbazione, Mau Mau, Lele Battista, Mauro Ermanno Giovanardi, Carmen Consoli, Fratelli di Soledad, Cesare Basile, Marco Parente, Mambassa, Arisa nel 2012, Ron, Violante Placido. Solo per fare alcuni nomi. Mescal ha prodotto più di 150 dischi! Oltre a ciò ha inventato, insieme a Manuel Agnelli degli Afterhours, il Tora! Tora! che per quattro anni consecutivi è stato il vero ed unico festival alternativo della musica italiana. Questo sinteticamente, ci sarebbe da dire molto di più.

Le etichette sono state le principali a risentirne della crisi del mercato discografico e quindi molte hanno deciso appunto di aprirsi su più fronti, affiancando a quelli della produzione musicale l'ufficio stampa e il booking. Come sta Mescal da questo punto vista e come sta affrontando il momento?
Mescal ha sempre curato l’artista in tutti i suoi settori: è proprio questa una delle cose più importanti e belle della nostra etichetta. È più facile, più produttivo, più funzionale se una stessa struttura cura l’ufficio stampa, la promozione, il booking, la produzione, il management. Il nostro ufficio è l’ufficio dell’artista. Siamo una squadra e, se si lavora da squadra, si ottengono grandi e soddisfacenti risultati. Poi ovvio, c’è il momento in cui si gira a mille e il momento in cui si fa un po’ più fatica a lavorare. E allora?! Investi su nuovi progetti, studi nuove strategie, ti adatti e ti modernizzi. Solo se sei una squadra però, altrimenti non funziona. Lo facciamo innanzitutto per passione. Non per interessi personali. Da noi funziona così.

Appuntamenti che vuoi segnalarci live per il Caffè e uscite discografiche o novitá in casa Mescal?
Il 29 marzo avremo Nadia & The Rabbits (una nostra emergente di Mescal) live, in acustico, al Caffè. Poi ogni sabato c’è un gruppo interessante e nuovo da vedere ed ascoltare.
Con Mescal, per il momento, abbiamo la sopra indicata Nadia (uscita con il nuovo disco il 29 gennaio scorso); sempre il 29 gennaio siamo usciti con Ron e il suo nuovo disco “Way Out”. In questo caso facciamo solo la produzione live e ufficio stampa live, ma è un onore che un grande della musica italiana ci abbia chiamato, in prima persona, per lavorare con noi. Il 5 febbraio usciremo con i Modena City Ramblers (ormai un’icona nella musica italiana!); in primavera con i Perturbazione. Lavoriamo anche con Violante Placido con la quale usciremo sempre quest’anno. Poi?! Sì, due progetti grossi, importanti e di prestigio. Ovviamente non dico nulla…..


[foto di Tatiana Milia, dalla pagina facebook del Caffè degli Artisti]
 

 

 

1/02/2013
Nicholas David Altea - musica@alessandrianews.it

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