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Valenza

Rischio cassa integrazione per 160 alla Damiani

Oggi l'incontro al Ministero per discutere della richiesta di cassa integrazione avviata dalla Damiani per 160 dipendenti. I sindacati chiedono di vederci chiaro e propongono l'applicazione dei contratti di solidarietà
VALENZA – Anche il lusso cede il passo davanti alla prepotenza della crisi. Il gruppo Damiani Gioielli ha presentato richiesta di cassa integrazione straordinaria “per crisi” per circa 160 dipendenti, 150 lavoratori di Damiani e 18 per Rocca. “Numeri importati, che ci preoccupano e che ci fanno temere per il futuro”, ha commentato “a caldo” Mario Galati di Filcams Cgil.
La motivazione a corredo della domanda presentata lo scorso 18 aprile al Ministero è quella di “crisi aziendale” per Damiani e di “ristrutturazione aziendale” per Rocca. In totale i dipendenti del gruppo orafo, celebre in tutto il mondo, sono 256, di cui la maggior parte dislocati a Valenza ed altri a Milano. La cassa integrazione straordinaria a zero ore non verrebbe applicata contemporaneamente a tutti i 160 dipendenti, ma a rotazione. “Non appena abbiamo avuto notizia dell'apertura della procedura presso il ministero – spiega Galati – abbiamo chiesto un incontro sul territorio all'azienda con la quale non abbiamo mai avuto rapporti in precedenza. L'incontro ci è stato negato ma abbiamo tenuto un'assemblea molto partecipata con i lavoratori. In quell'occasione è emerso come molti di loro fossero allo scuro di tutto”. 
La Damiani è passata indenne ai primi anni della crisi grazie ad un settore export molto forte e ad una campagna di commercializzazione e comunicazione di impatto (tra i testimonial Jennifer Aniston, Isabella Rossellini, Gwyneth Paltrow).
Ora, però, la necessità sarebbe quella di una riorganizzazione interna. L'applicazione della cassa riguarderebbe, per Damiani, i settori della direzione e gestione. Per Rocca coinvolgerebbe logistica e acquisti.
“La nostra priorità – dice Galati – è quella di tutelare il lavoro. Non accetteremo ipotesi di esuberi”. Davanti a Ministero, la proposta del sindacato sarà quella dell'applicazione dei contratti di solidarietà al posto della cassa integrazione: “rappresenterebbe una distribuzione più equa del sacrificio richiesto ai lavoratori”. La proposta era già stata avanzata durante il primo incontro, ma fu rifiutata dall'azienda. “Oggi, davanti al Ministero, la riproporremo, in forza di un'equità maggiore”.
Intanto venerdì sera, presso la camera del lavoro di Alessandria, è prevista una nuova assemblea per comunicare gli esiti dell'incontro di oggi.
5/06/2014

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