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Provincia

Uffici postali, sospesi i tagli. "Prima il confronto con i sindaci"

Cinque uffici dovevano venire chiusi dal 13 aprile, altri 24 subire una riduzione d'orario. Per ora il piano di razionalizzazione è stato accantonato. Ma non finirà in un cassetto: Poste Italiane ha annunciato che si confronterà con la Regione e con gli enti locali, poi deciderà
PROVINCIA – Il piano di razionalizzazione (leggasi: chiusure) degli uffici postali in provincia di Alessandria è sospeso. Lo hanno comunicato Poste Italiane, spiegando che prima di attuare il piano si confronteranno con la Regione Piemonte e con i sindaci interessati.

Gli uffici postali di Castelferro (Predosa) e Pollastra (Bosco Marengo), insieme a quelli di Pozzengo (Mombello Monferrato), San Martino (Rosignano Monferrato) e Alluvioni Cambiò erano destinati a chiudere il 13 aprile prossimo. Altri 24 uffici avrebbero dovuto una riduzione negli orari di apertura (San Giuliano Nuovo, Alfiano Natta, Coniolo, Casalbagliano, Sala Monferrato, Serralunga di Crea, Odalengo Grande, Frascaro, Rivarone Montecastello, Treville, Olivola, Alice bel Colle, Carezzano, Castelnuovo Bormida, Gamalero, Garbagna, Lerma, Melazzo, Prasco, Castellar Guidobono, Volpeglino, Paderna, Cerreto Grue).

Soddisfatto il senatore del Pd Federico Fornaro: “La decisione di Poste Italiane di sospendere il piano di razionalizzazione e chiusure anche nella provincia di Alessandria è un segnale certamente positivo”.
L'ascolto delle ragioni dei sindaci non dovrà però essere un mero atto formale – ha detto Fornaro, che fa parte della commissione Finanze di Palazzo Madama – Si deve avviare al più presto un confronto vero alla ricerca di soluzioni che possano consentire di non privare i cittadini di un servizio di primaria importanza come quello rappresentati dalla presenza dell’ufficio postale”.

“È una buona notizia”, ha affermato il consigliere regionale del Pd Walter Ottria, che il 6 febbraio scorso aveva presentato in Regione una mozione chiedendo la sospensione del piano di chiusure.
“Il lavoro però non è terminato – ha sottolineato Ottria – Per fare in modo che il nuovo piano sia effettivamente il più aderente possibile alle reali esigenze del territorio, la Regione e gli enti locali devono fare la loro parte, proporre soluzioni più razionali e che non privino i nostri paesi di un punto di riferimento per la vita quotidiana di tante persone”.
20/03/2015

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