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Tortona

Resta vuota l'Accademia Perosi. Costi alti, gli insegnanti gettano la spugna

La coop che insegnava a duecento allievi ha rinunciato al bando per gli elevati costi di gestione richiesti. Una storica istituzione rischia di scomparire, o comunque di riaprire in forte ritardo
TORTONA - Nonostante Tortona si definisca Città della Musica per l'importante eredità del suo illustre concittadino don Lorenzo Perosi, nonostante le 'invasioni' di musicisti nelle vie e nelle piazze cittadine per celebrare il compositore, l'Accademia Musicale non ha riaperto i battenti. Né potrebbe più riaprirli.

La cooperativa di insegnanti musicisti che dal 2007 gestiva la scuola che è arrivata a contare oltre 200 allievi non ha potuto partecipare al bando, tardivo.

“In primavera ed estate, mentre le altre scuole musicali tortonesi uscivano con la promozione, D.A.L. Music aspettava il bando per la concessione dell'Accademia, arrivato il 29 settembre. Tale gara era però, a nostro avviso, assolutamente insostenibile sotto il profilo economico”, spiega Lorenzo Caramagna, coordinatore dell'Accademia, che parla a nome dei 15 insegnanti di varie discipline che in quelle aule erano un po' cresciuti anche loro. I gestori avrebbero dovuto accollarsi tutte le spese: dal riscaldamento alla tassa rifiuti, dalle utenze, vigilanza, pulizia. E pure una segretaria. “i già ridotti margini di guadagno erano in forte rischio per gli alti costi e per il ritardo di due mesi in cui sarebbero partite le iscrizioni”, continua Caramagna. Il rischio d'impresa era decisamente troppo alto. Non solo per la cooperativa, visto che la gara è andata deserta.

“Per una città che si definisce “Tortona città della musica” l’avere, per il primo anno dal 1907, un'Accademia Musicale chiusa è un autogol clamoroso, con più di 200 allievi che si rivolgeranno ai privati”.

Le trattative con il Comune non sono comunque concluse, e gli incontri si susseguono per dei progetti alternativi che prevedano almeno uno sgravio maggiore sui costi fissi.

Se non si arriverà resto ad una soluzione la Città della musica rischia così di perdere una parte di quella tradizione che l'ha resa tale.
11/11/2017

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