Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Materia Grigia

Una favola che, comunque vada, ha già il suo lieto fine

Il rigore di Balotelli ha reso un po' meno dolce l'epilogo di una serata che ha visto al fianco della squadra una città intera, una città che si ritrova riunita in un unico grande sogno. In fondo, come dichiarato da Gregucci, "nel calcio non si sa mai, non è ancora finita",
MATERIA GRIGIA - Anche se la squadra ha perso su rigore, Alessandria ha vinto, ugualmente, perché nella magica serata dell'Olimpico l'aspetto prettamente calcistico è passato inevitabilmente in secondo piano, ed è giusto così. Per una volta ha vinto la città intera. Anzi, parrebbe più corretto scrivere, la comunità. Da tanto tempo, infatti, Alessandria non si sentiva così unita e l'ultima volta, più di vent'anni fa, era successo per eventi che con il tifo, lo sport, la goia e l'esaltazione non avevano proprio nulla a che fare.

La comunità, perché mai come ieri sera all'Olimpico come in tutte le case e locali pubblici della provincia, gli alessandrini si sono sentiti parte integrante di un percorso comune, di un'avventura che senza quell'entusiasmo visto ed ascoltato in tutti i settori dello stadio torinese non sarebbe potuta diventare indimenticabile. Un entusiasmo che probabilmente ha contagiato tutti gli amanti di quelle favole sportive che, ogni tanto, vedono il più piccolo battere il più grande. Nei cori e nel calore dei tifosi alessandrini c'era (anche) tutto questo.

E a rendere ancora più memorabile la serata ci hanno pensato gli undici in campo con una prestazione da incorniciare, se pur al cospetto di un Milan parso a tratti quasi svogliato, forse perché già colpevolmente proiettato al derby di domenica sera.

Ad onor del vero la partita ha offerto poche emozioni sul piano del gioco e delle occasioni da rete, ma l'abnegazione, il sacrificio e la voglia di provarci fino in fondo dimostrate dai Grigi hanno ampiamente appagato gli oltre quindicimila tifosi alessandrini giunti all'Olimpico.

Da quando è alla guida dell'Alessandria mister Gregucci è solito ripetere che i suoi ragazzi devono dimostrare di poter onorare la città che rappresentano. Beh, anche in questa occasione Morero e compagni non hanno certo deluso le aspettative del proprio mister. Ed è proprio Gregucci il primo a crederci ancora, “nel calcio non si sa mai, non è ancora finita. Tecnicamente e tatticamente non possiamo competere, ma abbiamo dimostrato un grande senso di squadra e tanto orgoglio. Speriamo di aver regalato belle emozioni ai tifosi”, ha dichiarato in conferenza stampa.

Adesso servirà qualche ora, magari un giorno intero, per smaltire un'altra sbornia di “grande calcio”, poi di nuovo a misurarsi sull'unico palcoscenico sul quale l'Alessandria non può più permettersi alcuna stecca, ovvero il campionato. Lunedì 1 febbraio delicatissima trasferta a Cremona, con la certezza che al seguito della squadra ci saranno tante facce nuove.

Alla partita di ritorno manca più di un mese, San Siro potrebbe essere l'ultima tappa di un'avventura straordinaria. I Grigi la loro Tim Cup l'hanno gà vinta. Certamente sognare, come si sa, non costa nulla, e a volte sognare è quasi un obbligo.
27/01/2016
Alessandro Francini - sport@alessandrianews.it

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook