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Novi Ligure

Coppi, primo giorno di lavoro: "In sella a una bici enorme, ma volevo cantare"

Da ieri una targa ricorda i tempi in cui Fausto Coppi era solo un garzone di macelleria a Novi Ligure. Grazie a un documento scritto dal Campionissimo, ricordato il suo primo giorno di lavoro nel 1933
NOVI LIGURE – Da ieri una targa ricorda i tempi in cui Fausto Coppi era solo un garzone di macelleria. È stata collocata al civico 21 di via Paolo da Novi, dove un tempo si trovava il negozio di Domenico Merlano, detto Minghein. Qui, un giovanissimo Fausto aveva iniziato a lavorare nel 1933 e ogni giorno macinava chilometri e chilometri in bici: due volte al giorno percorreva la strada che unisce Castellania a Novi, senza contare le varie consegne che gli venivano affidate da Merlano.

L’idea di apporre una targa che ricordasse Coppi – quando ancora non era diventato il Campionissimo – è stata del consiglio direttivo della società ciclistica Pietro Fossati: tra di loro il presidente Gian Paolo Ghelardi, il suo vice Giuseppe De Carli, il segretario Giampaolo Orlando e Piero Coscia, memoria storica del ciclismo locale. Ma se l’operazione è andata a buon fine lo si deve soprattutto a Silvana Maumary, attuale proprietaria dell’immobile, di Piera Boccardo e Massimiliano Merlano, eredi del tassarolese Domenico oggi residenti a Tortona, e di Faustino e Marina Coppi.

Il ricordo di quegli anni, dal 1933 al 1939, è stato affidato direttamente a Fausto Coppi, grazie a uno documento scritto dall'Airone e letto da Ghelardi. Il primo giorno di lavoro, inforcata una bicicletta che gli aveva prestato suo fratello maggiore Livio, «ben diversa da quelle che in seguito avrei usato, pesante, enorme, con gomme grandi come un salvagente» Fausto fu accompagnato per un tratto di strada dal padre: «Mi accompagnò fino ai piedi della prima salitella, era la prima volta che mi allontavano da casa per un lungo viaggio (un lungo viaggio!). Salii sulla bicicletta, mi sentivo straordinariamente felice e avrei voluto mettermi a cantare dalla gioia su quella strada su cui era scritto il mio destino».

Alla cerimonia erano presenti tra gli altri il sindaco Rocchino Muliere, l’assessore allo Sport Stefano Gabriele e il presidente provinciale di Federciclismo Boris Bucci, oltre a tanti appassionati.
3/01/2019

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