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Materia Grigia

Quali i veri Grigi? Inizio di stagione tra luci ed ombre

"...la sensazione è che la squadra abbia tutte le potenzialità per crescere di molto, che necessiti ancora di parecchio tempo per amalgamarsi al meglio, ma che abbia anche limiti piuttosto evidenti. Difficile avere ambizioni di vertice, come qualcuno sperava dopo l'esordio convincente e vittorioso"

MATERIA GRIGIA - Dopo due turni di campionato, dall'esito opposto, è ancora difficile comprendere quale sia il reale valore dell'Alessandria di mister D'Agostino. All'esordio, una prestazione molto convincente contro la Juventus Under 23. Una vittoria per 2-1, nata dalla determinazione dei giocatori, dalla classe di Sartore in avanti e di Maltese a centrocampo, dalla manovra ordinata e dai ritmi intensi sostenuti per tutti i novanta minuti. Nella seconda partita, al debutto casalingo (dopo la paradossale situazione di essere ospiti al Moccagatta, come avvenuto per la gara con i bianconeri di Zironelli), una brutta battuta d'arresto. Netta la vittoria della Pro Piacenza di Giuliano Giannichedda. Senza discussioni e senza attenuanti (a proposito, e fa piacere sottolinearlo quando accade, ottima la direzione di gara del signor Marco D'Ascanio di Ancona). Un quarto d'ora di black-out nella ripresa costato tre gol (Scardina, Nolè e Sicurella a segno, con il contributo decisivo su molte azioni del migliore in campo, il giovane Sedrick Kalombo). È piaciuta comunque la voglia di lottare su ogni pallone da parte dei giocatori grigi, anche a fronte del pesante passivo. Gli applausi del pubblico al fischio finale sono la migliore conferma. 

A proposito, gli spalti non sono gremiti come nelle migliori occasioni. Poco meno di 1800 i presenti, 900 gli abbonati (con una flessione di circa 400 tessere rispetto all'anno scorso), e una curva in silenzio per rispetto della tragedia che ha colpito la famiglia di Salvatore, un tifoso molto conosciuto della Nord, che ha perso per un'assurda fatalità il piccolo Gianfilippo di soli tre anni. Niente striscioni, ritirati prima del fischio d'inizio, niente cori. Solo un grande dolore. 

Tornando al campo, c'è rammarico per gli errori in difesa (in particolare di Gjura che ha propiziato il vantaggio emiliano, e di Cucchietti per l'ultima rete). De Luca ha anche avuto l'occasione per riaprire il match dopo il rigore di Bellazzini, ma un grande intervento di Zaccagno ha negato un finale palpitante. Nel complesso, però, la sensazione è che la squadra abbia tutte le potenzialità per crescere di molto, che necessiti ancora di parecchio tempo per amalgamarsi al meglio, ma che abbia anche limti piuttosto evidenti. Difficile avere ambizioni di vertice, come qualcuno sperava dopo l'esordio convincente e vittorioso. 

Saranno comunque le prossime gare a dirci qualcosa in più. Già da domenica, di nuovo sul terreno amico, contro una Lucchese che può essere avversario insidioso (come dimostra la vittoria in trasferta a Pistoia). Certamente provvidenziale il rinvio della partita infrasettimanale a Vercelli. Anche se - va sottolineato con forza - una serie C così bistrattata non la si era mai vista. Ricorsi a raffica, tempi di decisione lentissimi, partite sospese, campionato se non falsato, abbastanza compromesso. Di sicuro un sintomo del nostro calcio alla deriva. Non è forse un caso che l'Italia abbia clamorosamente mancato - dopo ben sessant'anni - la qualificazione ai mondiali di Russia - peraltro bellissimi, diciamolo! Magari entro la prima decade di ottobre sapremo finalmente che cosa accadrà al Novara, alla Pro Vercelli, al Robur Siena, alla Ternana e al Catania, e pure all'Entella e alla Viterbese, nonché a tutte le squadre che dovevano incrociarle. Resta comunque una pagina nera, che non sarà priva di conseguenze anche sul medio-lungo periodo. 

Guardando all'Alessandria, avere una società solida e un progetto proiettato al futuro è già molto in questo scenario. Certo, i sogni sono meno belli e avvincenti di quelli delle ultime stagioni...

 
27/09/2018
Giorgio Barberis - sport@alessandrianews.it

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