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Tortona

Il Derthona giocherà le gare interne ad Acqui Terme, di sabato

Il Derthona trova ospitalità ad Acqui per le gare interne. La società, vista la complicata situazione dei rapporti con il comune, ha scelto di trasferirsi all'Ottolenghi e di giocare spesso il sabato per concomitanza con la squadra locale
 Il Derthona ha scelto per disputare le partite interne lo stadio “Ottolenghi” di Acqui Terme. La società bianconera ha avuto la disponibilità della società locale, che ha sottoscritto un documento con cui autorizza il Derthona a titolo gratuito all'uso dello stadio gestito dallo stesso Acqui Calcio. In caso di concomitanza casalinga nel calendario (l'Acqui gioca in Eccellenza) le partite del Derthona verrebbero anticipate al sabato. Lo ha annunciato ieri la società tortonese, come estrema carta nella complicata situazione per la gestioen dello stadio, che il comune ha affifdato al Tortona Villalvernia e per giocare nel quale la società di Flavio Tonetto dovrebbe pagare 20.000 euro annui a quella di Vittorio Mazzariol, cifra che il patron del dErthona non intende versare alla società rivale.  Il presidente Flavio Tonetto ha annunciato la decisione come certa, ma non è da escludere qualche altro sviluppo, se il comune cercherà una mediazione: “Nel caso, ci siederemo al tavolo e ascolteremo la proposta. Ma non intendiamo versare soldi al Villalvernia”. Ieri un primo incontro era stato convocato dall'assessore Mario Galvani, in mattinata, ma il giorno prima il Derthona ha disdetto l'appuntamento per impegni legati alla riflessione sulla vicenda stadio. In comune pare non abbiano gradito, ma la trattativa potrebbe riaprirsi. Oltre alla notizia, la società ha puntualizzato vari aspetti legati alla decisione di ricorrere al Tar e in merito al controverso rapporto con il comune: “Il Comune ci ha costretti con le spalle al muro”, ha ribadito Flavio Tonetto. “avevamo tempo fino al 20 luglio per dichiarare alla federazione la disponibilità del campo e ratificare quindi l'iscrizione, siamo stati convocati solo il giorno prima, il 19, e l'allora legale rappresentante della società Ambrogio Pelagalli, per avere la liberatoria per il campo su cui giocare, ha dovuto firmare un documento in cui il comune chiedeva al Derthona di riconoscere i debiti del periodo 2007-2009, antecedenti questa gestione, per restanti 18.000 euro da versare in quattro tranche e 5000 subito (poi offerti con colletta dalla tifoseria) e in cui accettava il ruolo di subconcessionario. La firma fu apposta in quanto ritenuta male minore, visto che non avere il campo avrebbe significato blocco dell'iscrizione e intervento della Covisoc”. Ora tocca al comune accelerare i tempi di una mediazione: la tifoseria è sul piede di guerra e sarebbe surreale che per vcende intrecciate a ripicche personali la società centenaria, ora gestita in maniera più corretta, dopo anni di debiti accumulati in gestioni passate, si debba trovare costretta a cercare ospitalità lontano dalla città. La politica ha il dovere di esercitare il suo ruolo primario: l'arte della mediazione nell'interesse generale della città e della sua immagine e non il prevalere dei particolarismi. due squadre nella stessa città possono convivere e dividere oneri. Basta che ci sia la volontà, sopratutto da parte dell'ente proprietario dell'impianto nato per ospitare le imprese del calcio tortonese. 

 

28/09/2012
Stefano Brocchetti - redazione@tortonaonline.net

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