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Società

Da Lecco a Mauthausen, la prima settimana di viaggio del ciclista solitario

Il valenzano Diego Furini domenica 23 giugno è partito per un viaggio in bicicletta in giro per l’Europa. Il maltempo a farla da padrone, ma il morale rimane altissimo
E’ passata una settimana dalla sua partenza da Lecco; e tanta acqua e freddo da allora. Purtroppo s’è realizzato uno degli incubi peggiori di tutti i ciclisti che si cimentano in questo tipo di imprese. La pioggia infatti ha bagnato quasi incessantemente le strade percorse da Diego Furini, il valenzano di 31 anni che domenica 23 ha iniziato il suo giro in bicicletta per l’Europa in solitaria. Svizzera, Austria, Slovacchia, Ungheria, Croazia e Slovenia gli Stati che ha deciso di attraversare. A causa del maltempo Furini è stato costretto a forzare i ritmi per rimanere nella tabella di marcia prestabilita e, in sostanza, per prendere meno acqua possibile. Finora ha percorso circa 100-120 chilometri al giorno, arrivando ad un massimo di 160 nella giornata di martedì 25. Ecco una breve cronologia di questi primi sette giorni di viaggio. Dopo la partenza di domenica 23 da Lecco, lunedì 24 da Chiavenna sconfinamento in Svizzera passando per il Passo del Maloja, per poi da St. Moritz ha preso la “ciclabile dell’Inn” in direzione Innsbruck. Martedì 25 da Scuol, località termale elvetica, il valenzano residente ad Aosta è sceso in Austria raggiungendo il territorio tirolese e fermandosi a Innsbruck. Mercoledì 26 è arrivato a Niederndorf, dove comincia la “ciclabile di Mozart”, che prosegue sino a Salisburgo, la città che diede i natali al grande Wolfgang Amadeus. Giovedì 27  portata a termine una tirata di 120 chilometri, il ciclista solitario è giunto a Salisburgo dove, dopo una serata in giro per il centro cittadino, ha pernottato in un pulito e confortevole ostello. Nella mattinata di Venerdì 28 partenza dalla città di Mozart, per riprendere il viaggio attraverso l’ammaliante “ciclabile del Danubio” in direzione Mauthausen, raggiunta ieri per visitare il tristemente noto campo di concentramento. Dalla sua partenza in quel di Lecco sino a Mauthausen Diego Furini ha percorso circa 700 chilometri. Nonostante il maltempo il morale è alto, il problema della lingua che inizialmente poteva sembrare un ostacolo è stato ampiamente superato con un pochino d’inglese estemporaneo e qualche inequivocabile gesto d’intesa. Il grande rispetto per i ciclisti riscontrato in Svizzera e Austria, i due Paesi sin qui attraversati, è uno degli aspetti che più l’hanno colpito. Ogni giorno scenari incantevoli fanno da sfondo alla sua avventura, pensieri e riflessioni corrono accanto a lui, mentre solitario e silenzioso se ne va per le strade d’Europa.
30/06/2013
Alessandro Francini - redazione@alessandrianews.it

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