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Lo Spazio

Tribunale per i diritti del malato: la giustizia passa (anche) dal volontariato

Abbiamo incontrato i volontari del Tdm: la realtà creata da Cittadinanzattiva che lavora per aiutare i pazienti danneggiati a ottenere giustizia. Ecco quanti casi si registrano ad Alessandria e cosa si deve fare per ricevere assistenza.
Due piccoli uffici ospitati all’interno dell’Ospedale Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria, un archivio pieno di faldoni, un computer recuperato da qualche dismissione e materiale di cancelleria portato in parte da casa: si presenta così la sede alessandrina del Tribunale per i diritti del malato (Tdm), una struttura tanto essenziale nell’aspetto quanto preziosa per i servizi che offre. Ad accoglierci troviamo 4 volontari, Raffaele Formicola, Gabriella Genovese, Laura Leonzino e Anna Serafini. Di loro balza subito all’occhio il grande affiatamento e la disponibilità. Per prima cosa ci raccontano come nel corso del tempo abbiano trovato equilibri e specializzazioni interne per far funzionare tutto al meglio: c’è chi ha grande pazienza e si occupa dei lavori al computer, chi si preoccupa di scrivere le lettere, chi bada all’organizzazione interna e alla gestione degli appuntamenti. Con loro iniziamo una chiacchierata per farci raccontare le attività che vengono svolte sul territorio, un’opportunità preziosa messa a disposizione dei pazienti che in città resta purtroppo sconosciuta ai più. Quella del Tdm è una storia che inizia nel 1980, grazie all’impegno di Cittadinanzattiva e ha lo scopo di tutelare e promuovere i diritti dei cittadini nell’ambito dei servizi sanitari e assistenziali, contribuendo a un’organizzazione più umana, efficace e razionale della Sanità. Dalla sezione di Alessandria sono passati nel corso del tempo una quindicina di operatori, e al momento, oltre ai volontari che abbiamo incontrato, svolgono un prezioso ruolo di coordinamento anche Davide Ghelleri, responsabile provinciale del Tdm, e Gabriele Ideo, responsabile regionale di Cittadinanzattiva.
Il nome “Tribunale” può essere forse un po’ fuorviante: non ci troviamo infatti di fronte a un organo della Giustizia, ma a uno spazio preposto prima di tutto all’ascolto e poi all’assistenza di quanti si trovino in difficoltà con le prestazioni offerte non solo dall’ospedale cittadino, ma anche da cliniche private, medici di famiglia, asl, e più in generale qualsiasi realtà che operi in ambito medico e della cura della persona (non solamente quelle della nostra provincia).
L’iter da seguire per richiedere assistenza al Tribunale è piuttosto semplice: tre volte a settimana - lunedì, martedì e giovedì dalle 9 alle 12 - ci si può recare direttamente presso la loro sede - situata sulla sinistra poco dopo aver superato l’ingresso di via Venezia, praticamente di fronte agli sportelli interni della banca - e incontrare i volontari (che per venire incontro alle esigenze di tutti sono perfino disposti a fissare appuntamenti in altri giorni e orari). Di solito da un primo colloquio esplorativo emergono le problematiche da affrontare e se ci siano i margini per procedere. “Spesso - spiega Anna Serafini - chi si rivolge a noi ha più che altro il desiderio di essere ascoltato. Più che ottenere rimborsi è interessato a fare in modo che i disservizi vengano corretti e che non possa capitare ad altri quello che è capitato a lui”. E proprio sul fronte dell’ascolto c’è forse il massimo impegno profuso dai volontari. Come sottolinea Laura Leonzino “il nostro obiettivo non è quello di creare scandali ma di aiutare chi ha subito un torto reale a ottenere giustizia con più facilità e nel minor tempo possibile. Spesso risolviamo tutto con una lettera alla direzione dell’Ospedale, che ci risponde allegando anche i risultati dell’eventuale indagine interna svolta dai responsabili del reparto interessato. Con le cliniche private e i medici di famiglia è più difficile operare ma forse sono anche i casi nei quali ci sarebbe maggiore bisogno. A rivolgersi al nostro centro sono cittadini di tutte le età - prosegue Laura - anche se in particolare gli anziani e gli stranieri spesso hanno bisogno di aiuto per la compilazione dei moduli o anche solo per ottenere informazioni che nessuno fornisce loro”.

Lo sportello di Alessandria nel 2009 ha registrato attività di ascolto, raccolta di segnalazioni e consulenze per un totale di 119 casi (mentre nel 2008 erano stati 114), la maggior parte dei quali per presunti errori durante interventi chirurgici, o in fase di diagnosi, e per attività di informazione sul fronte legale. Di queste le pratiche che hanno poi richiesto una vera e propria perizia del medico legale sono state 225 sono poi arrivate realmente in mano agli avvocati.
Nel 2010 i contatti sono stati invece 85, soprattutto per presunti errori nelle pratiche mediche (specie legate a interventi chirurgici e ortopedici), 9 interventi del medico legale e 8 pratiche prese in carico dagli avvocati.
Per quanti lo desiderino i volontari del Tdm sono in grado di fornire i contatti di un team di avvocati e di medici legali di fiducia che, avendo firmato una convenzione con Cittadinanzattiva, sono disposti ad applicare le tariffe minime previste per legge. Un ulteriore aiuto prezioso per quanti si trovino nella necessità di dover passare alle vie legali per ottenere giustizia. Nella maggior parte dei casi però le problematiche si riescono a risolvere già nelle fasi precedenti, grazie all’abilità e all'esperienza dei volontari ormai in grado di instradare i pazienti verso i giusti canali da percorrere. 
A livello nazionale la realtà del Tribunale del malato è ormai piuttosto innervata e conta ben 300 sezioni locali presenti su tutto il territorio, coordinate da una struttura centrale che provvede anche a organizzare gruppi tematici di approfondimento che si attivano su aree specifiche.
Per tutelare al meglio le persone in ambito sanitario nel 2002 a Bruxelles è stata presentata una vera e propria Carta europea dei diritti del malato, frutto del lavoro comune svolto da Cittadinanzattiva con altre organizzazioni civiche di 11 Paesi europei. La Carta ha ottenuto il riconoscimento dal Parlamento Europeo, dalla Commissione Europea e dal Comitato Economico e Sociale, oltre che dal Parlamento Italiano in una mozione approvata all’unanimità. A testimonianza del grande valore sociale del progetto nel 2006 l’organizzazione ha inoltre ottenuto la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica, conferita dal Presidente della Repubblica.

Per contattare i volontari della sezione alessandrina del Tribunale dei diritti del malato è possibile recarsi presso lo sportello in Ospedale oppure telefonare al numero 0131 206140 o ancora scrivere loro un'email all’indirizzo tdmaless@gmail.com.

Di seguito ecco i 14 punti della Carta europea dei diritti del malato, sui quali i volontari del Tdm vigilano e che sono patrimonio di tutti noi quando ci rivolgiamo alla Sanità:

1. Diritto a misure preventive: ogni individuo ha diritto a servizi appropriati per prevenire la malattia.

2. Diritto all’accesso: ogni individuo ha il diritto di accedere ai servizi sanitari che il suo stato di salute richiede. I servizi sanitari devono garantire eguale accesso a ognuno, senza discriminazioni sulla base delle risorse finanziarie, del luogo di residenza, del tipo di malattia o del momento di accesso al servizio.

3. Diritto all’informazione: ogni individuo ha il diritto di accedere a tutte le informazioni che riguardano il suo stato di salute, i servizi sanitari e il modo in cui utilizzarli, nonché a tutte quelle informazioni che la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica rendono disponibili.

4. Diritto al consenso: ogni individuo ha il diritto di accedere a tutte le informazioni che possono metterlo in grado di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la sua salute. Queste informazioni sono un prerequisito per ogni procedura e trattamento, ivi compresa la partecipazione alle sperimentazioni.

5. Diritto alla libera scelta: ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente tra differenti procedure ed erogatori di trattamenti sanitari sulla base di informazioni adeguate.

6. Diritto alla privacy e alla confidenzialità: ogni individuo ha il diritto alla confidenzialità delle informazioni di carattere personale, incluse quelle che riguardano il suo stato di salute e le possibili procedure diagnostiche o terapeutiche, così come ha diritto alla protezione della sua privacy durante l’attuazione di esami diagnostici, visite specialistiche e trattamenti medico- chirurgici in generale.

7. Diritto al rispetto del tempo dei pazienti: ogni individuo ha diritto a ricevere i necessari trattamenti sanitari in tempi brevi e predeterminati. Questo diritto si applica a ogni fase del trattamento

8. Diritto al rispetto di standard di qualità: ogni individuo ha il diritto di accedere a servizi sanitari di alta qualità, sulla base della definizione e del rispetto di standard ben precisi.

9. Diritto alla sicurezza: ogni individuo ha il diritto di non subire danni derivanti dal cattivo funzionamento dei servizi sanitari o da errori medici e ha il diritto di accedere a servizi e trattamenti sanitari che garantiscano elevati standard di sicurezza.

10. Diritto all’innovazione: ogni individuo ha il diritto di accedere a procedure innovative, incluse quelle diagnostiche, in linea con gli standard internazionali e indipendentemente da considerazioni economiche o finanziarie.

11. Diritto a evitare le sofferenze e il dolore non necessari: ogni individuo ha il diritto di evitare quanta più sofferenza possibile, in ogni fase della sua malattia.

12. Diritto a un trattamento personalizzato: ogni individuo ha il diritto a programmi diagnostici o terapeutici il più possibile adatti alle sue esigenze personali.

13. Diritto al reclamo: ogni individuo ha il diritto di reclamare ogni qualvolta abbia subito un danno e di ricevere una risposta.

14. Diritto al risarcimento: ogni individuo ha il diritto di ricevere un risarcimento adeguato, in tempi ragionevolmente brevi, ogni qualvolta abbia subito un danno fisico, morale o psicologico causato dai servizi sanitari.
29/06/2011

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