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Sezzadio

Tangenziale, partono i primi espropri tra le proteste

Arrivate le prime lettere di esproprio ad un centinaio di cittadini da parte della Provincia per la realizzazione della tangenziale di Sezzadio, prescritta dalla conferenza dei servizi per la discarica di cascina Boiro. I comitati: “il progetto non esiste ancora. Chiaramente l’illegittimità di tale procedimento è già in mano agli avvocati che valuteranno il da farsi”
SEZZADIO – Non ha perso tempo la Provincia di Alessandria che, dopo l'approvazione della bozza di convenzione con la ditta Riccoboni per la realizzazione della tangenziale a Sezzadio, ha già inviato ad un centinaio di cittadini le raccomandate per l'avvio delle procedure di esproprio.
Il comitato Sezzadio per l'Ambiente, che si oppone all'autorizzazione della discarica di cascina Borio, per raggiungere la quale verrà realizzata, appunto, la tangenziale, parla di “un atto, l’ennesimo, di prepotenza inaudita compiuto dall’ormai inqualificabile Rita Rossa spalleggiata dal Pd locale e questa volta incredibilmente da tutti i Consiglieri presenti delle altre componenti politiche del Consiglio (gli stessi che in più occasioni hanno criticato aspramente sulla vicenda e per cui spenderemo parole precise dopo esserci informati su nomi e cognomi dei presenti e dei votanti)”.
Ricordano, infatti, che sulla costruzione della discarica “pendono ancora ben 4 ricorsi giudiziari portati avanti da 24 Comuni”.
Gli attivisti stanno valutando, insieme agli avvocati, quali azioni intraprendere per bloccare gli espropri, fatti – dicono- in assenza di un progetto: “si perché in prima presentazione è stato respinto per molte ragioni che avrebbero dovuto portare ad un nuovo tracciato e ad oggi si è ancora in attesa di tale progetto in Conferenza dei Servizi per la sua discussione e approvazione. Quindi non si capisce proprio su quale diavolo di tracciato abbiano deciso gli espropri: su quello vecchio bocciato o su quello nuovo che ancora non esiste?”.

“Possiamo solo ribadire – aggiungono - l’assoluta e ferma opposizione che i Comitati, gli agricoltori della Valle Bormida e tutti i cittadini continueranno a portare avanti con la consapevolezza di essere nel giusto e di difendere una risorsa strategica e vitale per tutta la Provincia di Alessandria: l’acqua della falda di Predosa/Sezzadio. Quell’acqua che alimenta già 50 mila persone e che potrebbe servirne altre 200 mila”.
30/07/2016

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