
Si è svolta oggi, alla presenza di numerose autorità, la consegna di un lotto di
40 alloggi messi a disposizione dall'Atc, l’Agenzia Territoriale per la Casa di Alessandria. Gli appartamenti, costruiti in
via Battisti 46/48 (di fatto una continuazione di via Gandolfi), sono stati destinati a famiglie che contano al proprio interno la presenza di
almeno un ultrassessantancinquenne.
La realizzazione è stata finanziata dal
“Programma Casa: 10000 alloggi entro il 2012” della
Regione Piemonte su area di proprietà comunale, per un
costo complessivo di 4,3 milioni di Euro.
Il caseggiato prevede alloggi su quattro piani, oltre a quello a piano terra dove sono stati ricavati i locali per servizi a sostegno dei residenti e un alloggio per il portiere sociale. Per garantire l’accessibilità di tutti gli alloggi sono stati installati ascensori e ballatoi. Gli alloggi, bilocali, sono pensati prevalentemente per famiglie da due componenti.
Spiegano i vertici di Atc: "siamo orgogliosi di questa ulteriore consegna, testimonianza della bontà del lavoro che viene svolto quotidianamente. Questi appartamenti sorgono in una zona che un tempo era il termine di una strada, e come tale rappresentava di fatto una periferia, con tutte le difficoltà del caso. Oggi invece l'area è già stata fortemente riqualificata, e non ci si fermerà qui, visto che nel progetto conclusivo per l'area è prevista perfino la
costruzione di una piscina. L’edificio rispetta i migliori canoni costruttivi fissati dal
Protocollo Itaca per la sostenibilità ambientale, assicurando
un'elevata efficienza energetica e quindi consumi ridotti per il riscaldamento degli ambienti; sempre per contenere i costi gestionali, gli inquilini dispongono della regolazione autonoma riscaldamento e della contabilizzazione dei relativi consumi individuali. Inoltre, l’installazione degli impianti solari termici assicurerà nel periodo estivo la produzione dell’acqua calda per uso domestico senza utilizzare combustibile fossile, con meno costi e meno emissioni in atmosfera. L’insediamento abitativo ha elevati contenuti di sperimentazione sociale, e noi speriamo che ci si riappropri anche degli spazi comuni, dei cortili dove i bambini possano tornare a giocare come si faceva un tempo. Sogniamo che anche questi edifici abbiano un ruolo nel lavoro di integrazione che è necessario compiere".