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Alessandria

"Non siamo senza cuore, ma senza soldi"

Torniamo a parlare di emergenza casa in città dando la parola all'Unione Italiana Ciechi che racconta dell'alloggio di sua proprietà: "Gli occupanti sono ormai morosi da oltre 30 mesi, creando un grave danno alle già quasi inesistenti risorse dell’associazione. L’Unione non può più permettersi di affrontare ulteriori spese. Forse vorranno intervenire le associazioni che fino ad ora hanno ostacolato lo sfratto..."
ALESSANDRIA - Torniamo a raccontare dell'emergenza casa in città ma questa volta, così come avevamo fatto tempo addietro dando la parola a un proprietario di un appartamento dato in affitto e ora in attesa di “sfrattare” gli inquilini, riportiamo quanto scrive la sezione alessandrina dell'Unione Italiana Ciechi.
Martedì 27 gennaio è stato effettuato da parte dell’Autorità competente l’ennesimo tentativo di sfrattare una famiglia da un alloggio di proprietà dell’Unione Italiana dei Ciechi ed Ipovedenti di Alessandria.
Gli occupanti sono ormai morosi da oltre 30 mesi, creando un grave danno alle già quasi inesistenti risorse dell’associazione. Al mancato introito della quota di locazione vanno infatti aggiunte le spese condominiali e di riscaldamento delle quali in gran parte dobbiamo farci carico...
Considerato il periodo di crisi che costringe diversi nostri associati a rivolgersi a noi per un aiuto, non solo morale, la situazione sta diventando sempre più insostenibile.
I Servizi Sociali sono intervenuti offrendo agli occupanti una soluzione alternativa che, però, non è stata presa in considerazione, a dimostrazione del fatto che la loro ultima preoccupazione è quella di lasciare l’alloggio.
L’Autorità Giudiziaria, constatata l’impossibilità di eseguire lo sfratto, non ha potuto che concedere una ennesima proroga (l’ottava?) concedendo tempo all’inquilino fino al 13 marzo prossimo per lasciare l’alloggio.
A tal punto risulta inconcepibile la mancanza di tutela dei proprietari di alloggi nei confronti di inquilini inadempienti da parte delle competenti autorità, soprattutto se si tiene conto del danno che il proprietario ne viene a subire, trattandosi noi di una onlus.
Ma ancora più inconcepibile e gravissima è l’interferenza di associazioni che tutelano gli occupanti degli alloggi, adducendo a loro difesa ogni tipo di pretesto, (la presenza di minori, la moglie ammalata) senza minimamente tener conto delle esigenze altrui. In particolare l’Associazione Verso il Curdistan è arrivata ad accusarci di insensibilità. Ritengo di non sbagliare se dico che mi pare che, forse anche inconsciamente, essi stiano difendendo l’indifendibile, rendendosi complici nella sottrazione di risorse a persone non vedenti od
ipovedenti residenti nella nostra provincia.
Infine come già scritto, ribadisco che l’Unione non può più permettersi di affrontare ulteriori spese. Forse vorranno intervenire le associazioni che fino ad ora hanno ostacolato lo sfratto.

Paolo Bolzani - Presidente provinciale Uic
 
30/01/2015

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