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Opinioni

Libertà di cura, tra scienza ed etica

Questi sono solo alcuni dei tanti, troppi casi di morti causati dal rifiuto di affidarsi alle conquiste della moderna medicina. Si, è vero, anche chi si affida alla medicina vera può morire, ci sono complicanze che possono portare a vari gradi di invalidità, ma sono fortunatamente pochi casi rispetto a quanti sono invece guariti
OPINIONI -  2008, Clara Palomba, sedicenne toscana, muore per un diabete NON curato da una sedicente guaritrice antropofisica, da cui era stata portata dai genitori che non si fidavano delle cure ‘ufficiali’ a base di insulina, che tengono in vita senza problemi decine di migliaia di persone in tutto il mondo.

2011, Luca, un bambino di 4 anni del Salento, arriva all’ospedale senza vita dopo essere stato NON curato con preparati omeopatici. Molto probabilmente, se fosse stato curato con delle vere medicine, oggi sarebbe un vispo ragazzino di 9 anni.

2015, una bambina romana di 4 anni, non vaccinata, muore a causa delle complicanze del morbillo, una delle malattie che ancora oggi mietono più vittime.

2016, Eleonora Bottaro, padovana 18enne, muore di leucemia, dopo essere stata NON curata con i ‘metodi alternativi’ di Hamer. Con le cure oggi disponibili, avrebbe avuto oltre l’80% di possibilità di guarire.

Questi sono solo alcuni dei tanti, troppi casi di morti causati dal rifiuto di affidarsi alle conquiste della moderna medicina. Si, è vero, anche chi si affida alla medicina vera può morire, ci sono complicanze che possono portare a vari gradi di invalidità, ma sono fortunatamente pochi casi rispetto a quanti sono invece guariti.

Dall’altra parte, chi si affida alle varie ‘alternative’, dall’omeopatia alla medicina hameriana, quando si trova davanti a qualcosa che non può guarire da solo, come un raffreddore, di solito MUORE. E spesso soffrendo.

La medicina moderna ha una serie di protocolli e controlli strettissimi. Un nuovo farmaco, una nuova terapia, deve passare varie fasi di sperimentazione, e DEVE dimostrare di funzionare MEGLIO del placebo e deve offrire vantaggi terapeutici verificabili rispetto ai medicinali esistenti. Può anche essere un’idea nuova, apparentemente strampalata, ma SE FUNZIONA, se non ha controindicazioni, viene adottata.

Le ‘alternative’ non hanno riscontri verificati. Si basano su leggende, su tradizioni, su credenze strampalate, e quando vengono messe alla prova FALLISCONO. Sempre.
I dati sanitari sono disponibili e chiarissimi. Ci sono cose che funzionano (e quindi fanno parte della scienza medica) e cose che non funzionano. Eppure, da diversi anni aumenta il ricorso a queste terapie senza valore scientifico, ed aumenta il numero di genitori che non vogliono vaccinare i loro figli. False notizie che circolano in rete diffondono paure infondate nei riguardi della medicina, e favoriscono il proliferare di guru e santoni vari.

Tuttavia esiste un problema etico. Non si può obbligare una persona in possesso delle sue facoltà a curarsi in un modo o a (non) curarsi nell’altro. Esiste il libero arbitrio, e se il signor Tizio, in possesso delle sue facoltà e correttamente informato, decide (esempio inventato) che un cristallo di agata posato sul comodino è la terapia che vuole seguire per guarire la sua polmonite, non posso imporgli la cura antibiotica che in pochi giorni lo guarirebbe. Oppure posso? Dopotutto, se non lo faccio, molto probabilmente il sig. Tizio morirà!

Dove finisce la libertà di scelta? È morale imporre a qualcuno una cura che non vuole, anche se è l’unica maniera per salvargli la vita? E che fare quando il malato è un minore?
Sono domande alle quali spero di trovare risposte il prossimo giovedì 19 gennaio, alle 21, quando al Dorian Gray Ristorante Letterario (via Roma 51, Novi Ligure) si svolgerà la prima ‘Razionale Alcoolica’ (https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=278124) a Novi Ligure, con ospite il dott. Giacomo Orlando, vicepresidente della Consulta di Bioetica ONLUS (http://www.consultadibioetica.org/).
10/01/2017
Claudio Casonato - redazione@ilnovese.info

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