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Cuoco a domicilio

Le Miacce della Val Sesia

A chi mi domanda di cosa si tratta solitamente fatico a rispondere e poi banalmente esordisco dicendo che sono sottilissime cialde, solitamente salate che, all’aspetto, ricordano le crêpes ma che presentano consistenza e sapore totalmente differenti
In realtà sono molto di più, esse rappresentano la tradizione valsesiana e il sapore e la fragranza fan letteralmente volare chi le assaggia nel passato, Di per se non si tratta di un vero e proprio piatto ma le “Miacce”, chiamate anche Mijacci in dialetto valsesiano o ancora Miljntscha in quello Walser, rappresentano una delle preparazioni più tipiche e conosciute della Val Sesia, conosciute anche nel Canavese sotto il nome di Miassa, e hanno da sempre costituito l'alternativa locale al pane .
Le Miacce sono generalmente consumate da sole o farcite con formaggio molle, burro, prosciutto, salame e pancetta, oppure, nella variante dolce, con panna, mirtilli, confetture, cioccolato fuso e miele. Attualmente vengono prodotte in tutti i comuni della Valsesia ma a livello domestico. Si possono assaggiare durante le feste tradizionali, quando, in occasione delle sagre, vengono preparate in piazza per la degustazione o, se siete fortunati, in qualche ristorante della zona che le prevede nel menù tradizionale.Bisogna però dire che prepararle non è un grosso problema, a patto però di aver a disposizione l'apposito attrezzo, chiamato per l'appunto “ferro delle Miacce” (formato da due piastre di ferro circolari con lunghi manici) ancora reperibile nei negozietti della zona.

Pur essendo solamente una “sorta di pane” e quindi un accompagnamento ne possiamo trovare ben tre tipi:
- i “Tini”, secchi e croccanti, ottimi sostituti dei più conosciuti grissini che si fanno stemprando della farina bianca nel latte e sale, rimestando sino ad ottenere una pastella ben omogenea e piuttosto lenta; questa, con un mestolino si fa colare quanto basta su uno dei dischi già caldi e unti leggermente con un pezzo di lardo; si chiudono quindi i dischi e s'accosta al fuoco, voltando e rivoltando per pochi minuti. La Miaccia è fatta
- una seconda variante è invece da farcire con pancetta, formaggio, o burro piegandola in due o in quattro, la pastella va fatta con latte, un poco d'olio, un rosso d'uovo, sale e farina bianca.
- ed infine l’ultimo tipo è la Miaccia dolce: latte, panna, zucchero o miele, polvere di cacao e farina bianca.


Vorrei ora dunque proporvi questa singolare ricetta nella sua forma originale tratta dal libro Passeggiando nella Gastronomia Walser di Cometto, Orsi, Pascariello prodotto in occasione del XVI° Walsertreffen.

Millentscha (Miacce):

Ingredienti (per 6 persone)

- Farina di grano 300 gr
- Latte intero 200 gr
- Uova 50 gr
- Panna fresca 30 gr
- Poca acqua
- Sale fino 5 gr


Versione tipica:
impastare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto abbastanza consistente ma comunque liquido. Versare un mestolo del composto su una delle due piastre ben calde dei ferri da Miaccie (sono necessari gli appositi ferri precedentemente scaldati e unti con lardo), tenere schiacciato il ferro sul fuoco. Cuocere le miacce da ambedue i lati e servire. Vengono farcite con salumi, toma, burro fuso, marmellata a piacere.

Versione rivisitata:
- proposta salata: millefoglie con Miacce a strati farcita di formaggi o salame tagliato a fette sottilissime e condito con panna ridotta e erba cipollina, conservati in frigorifero e scaldati al momento del servizio con il formo microonde. Vanno serviti con l’abbinamento di un buon brodo di carne al timo oppure di verdura all’essenza di sedano costa verde.
- proposta dolce: insieme di scaglie di Miacce, lasciate cadere in un bicchiere dove sul fondo è stata messa una cioccolata calda e a strati la panna montata con il miele, il tutto guarnito con scaglie di cioccolato alla menta.

Bè, che ve ne pare? Non vi è venuta voglia di assaggiare questa prelibatezza? Io credo proprio di sì, ma vi starete chiedendo come, visto che quasi sicuramente non siete in possesso dell'apposito attrezzo; bene, allora vi svelo un trucco: provate a farla in padella come una normale crêpes, sicuramente non sarà come quella valsesiana ma ci si avvicina.
Se poi avete voglia di farvi un viaggetto, potete sempre andare in val Sesia dove Andrea Cucciola, artigiano del luogo, ha da qualche tempo cominciato nuovamente a produrle e a commercializzarle nel suo negozio a Borgosesia.

Bene spero di avervi stuzzicato l'appetito e vi do appuntamento alla prossima settimana.
15/07/2012

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