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Novi Ligure

Dal Pakistan a Novi: la storia di Rosario, il ragazzo delle rose

A Novi è conosciuto come Rosario, il ragazzo che vende le rose. La storia di Riaz è complicata: nato 40 anni fa, da 9 è in Italia, venuto qui per cercare di dare un futuro migliore alla moglie e alla figlia appena nata
NOVI LIGURE - Afghanistan, Iran, Turchia, Bulgaria, Serbia, Bosnia, Croazia, Slovenia: 8 nazioni e 7 mila chilometri separano Novi Ligure da Gujrat, la città del Pakistan al confine con l’India in cui è nato Riaz Muhmmad, meglio noto a Novi come Rosario, il ragazzo delle rose.
Nato 40 anni fa, Riaz da 9 è in Italia, venuto qui per cercare di dare un futuro migliore alla moglie e alla figlia appena nata. Gujrat, anche se conta quasi un milione di abitanti, è una centro minore nella provincia del Punjab pakistano. Un centro operoso anche se arretrato, dove la maggior parte delle persone lavora in agricoltura.

Prima di venire in Italia, Riaz faceva il sarto: produceva camice, pantaloni e abiti in uno dei tanti laboratori artigiani della città. Ma la storia fa il suo corso: a Gujrat arrivano i Talebani, e Riaz che è pur musulmano, capisce che le cose stanno prendendo una brutta piega e così nel dicembre del 2007 lascia la famiglia e viene a cercare un futuro migliore, per se stesso e per loro, in Italia.

Riaz tutte le sere gira per tutti i locali di Novi con il suo mazzo di rose. È sempre gentile e regala sorrisi a tutti, sia a chi compra i suoi fiori sia a chi gli fa cenno di no con una mano. L’ho incontrato pochi giorni fa davanti al bar che frequento da sempre, e ho pensato a quanti amori, a Novi, sono cominciati con il dono di una rosa portata da questo ragazzo timido che a Novi tutti conoscono, anche se pochi sanno chi è, qual è la sua storia. Non è facile chiacchierare con lui, capire cosa lo ha spinto a lasciare il suo paese, i suoi affetti, per venire qui a Novi Ligure.
"Nel mio paese i ricchi sono troppo ricchi – ci dice – e i poveri sono troppo poveri". Facile capire che lui fosse dalla parte dei poveri. "Quando sono arrivati i Talebani, ho deciso di andare via. Sono venuto in Italia, prima a Brescia, poi Alessandria e infine a Novi. Ma ora a Novi non sto più bene...".
Tra poco Riaz tornerà a Gujrat, dalla sua famiglia, come fa ogni anno. Forse non tornerà più in Italia, spera di andare in Germania o in Norvegia.

"A Novi stavo bene, ma ora ho paura a girare la sera: c’è troppa brutta gente in giro». Non è difficile capire cosa è successo: troppa droga, troppo alcool, troppi ragazzi maleducati in giro. Gli episodi “cattivi” contro di lui si ripetono troppo spesso: c’è chi lo insulta, chi gli ruba i fiori, chi gli ha messo le mani addosso. Troppo per un ragazzo timido come lui, che cerca solo di guadagnare qualche soldo per vivere e far mangiare la famiglia lontana.
Riaz spera di mettere da parte i soldi per un biglietto aereo e tornare a casa. Gli chiedo cosa gli piace dell’Italia, ma non sa rispondere: "Io ho sempre e solo lavorato: vado a Milano due volte alla settimana a prendere le rose, le vendo alla sera sette giorni su sette, tutte le settimane. Non ho mai avuto tempo per fare il turista...". Tanti auguri, Riaz.
30/12/2015
Andrea Vignoli - redazione@ilnovese.info

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