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Ovada

La città avara coi giovani. "Meglio Youtube che uscire"

Mentre va sempre di moda la polemica sulla chiassosità e la maleducazione, i giovani ci raccontano le loro serate nel contesto cittadino
 
OVADA - “Cosa facciamo stasera?” “Non lo so, non c’è niente da fare”. Due ragazzi ovadesi in poche battute descrivono il sabato sera tipico di un adolescente del posto a cavallo dell’età della patente. Senza la possibilità di spostarsi in modo autonomo “la serata si trascorre seduti sul divano davanti alla tele o sulle panchine al parco a fumare sigarette e guardare video su Youtube”. Quali sono le reali opportunità di svago per le nuove generazioni della nostra piccola realtà? Musica, locali, pub, alcool sono le parole associate a questo argomento, ma “bisogna promuovere nuove iniziative, creare nuovi spazi”. A parlare è Giacomo, 17 anni, residente a Ovada dalla nascita che riassumo ciò che molti coetanei pensano “Non è la mancanza di alcool – lancia la provocazione - a rendere piatte le nostre serate, anzi è la routine che si crea nel passare da un bar all’altro, da un cocktail ad una birra: tanto vale stare a casa e rompere questa routine”. A cavallo tra gli anni ‘70 e ‘80 Ovada ballava e si divertiva alternando le serate tra le mura della discoteca “Apple”, alle domeniche pomeriggio alla SOMS, punto di ritrovo per i giovani del luogo e non solo. Valentina, 52 anni nata e cresciuta in città ricorda così la sua adolescenza e le serate con gli amici “non penso di aver trascorso un sabato sera a casa durante l’estate del 1980”.

Le testimonianze degli adolescenti ovadesi possono e devono essere il punto di partenza per la promozione di nuove opportunità di ritrovo e svago per i ragazzi lasciando da parte discorsi sulla loro pigrizia. Le idee sono poche, gli stimoli scarseggiano e la creatività manca, ma sono un inizio. “Creare spazi chiusi che siano luogo di ritrovo, arredati da gruppi diversi ed espressione degli interessi che uniscono e dividono le varie compagnie: compagnie accomunate dalla passione per la musica”, sottolinea Francesco, 18 anni. “Le iniziative e le serate all’insegna del divertimento non mancano, ma perché non dare la possibilità di mettersi in gioco su stili e generi diversi promuovendo chi fa musica? Non parlo di chi da tempo organizza feste nei dintorni, ma soprattutto di chi ama ascoltare la base giusta, prendere il microfono e improvvisare due rime con la voglia di condividere un pensiero. Queste persone ci sono, ma il loro palcoscenico è il salotto di casa”. L’idea è promuovere il confronto tra generi, stili e passioni diverse dando vita a giornate all’insegna dell’arte: arte espressa attraverso tutto ciò che genera interesse e merita di essere condiviso. Com’è possibile fare ciò? Una prima ipotesi nata creare un filo diretto con il Comune, un piccolo gruppo di giovani che rappresenti le nuove generazioni raccogliendo proposte per l’organizzazione e la gestione di spazi ed eventi sul territorio, collaborando con chi ha idee, ma non sa come concretizzarle.
2/05/2018

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