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Società

Indagine sul gioco d’azzardo in Piemonte

Alessandria seconda provincia del Piemonte nella graduatoria regionale del gioco d’azzardo legale. Il gioco è considerato una potenziale droga
“A nome del Consiglio regionale del Piemonte mi impegno a sollecitare tutti i parlamentari piemontesi affinché venga approvata al più presto la proposta di legge al Parlamento per rendere illeciti l’installazione e uso delle slot machine nei locali pubblici che l’Assemblea ha approvato pressoché unanime lo scorso dicembre” ha annunciato il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo alla conferenza stampa in cui l’Osservatorio regionale sul fenomeno dell’usura e l’Associazione Libera hanno presentato i dati sul gioco d’azzardo in Piemonte.
All’incontro, moderato dal consigliere Tullio Ponso, delegato all’Osservatorio, sono intervenuti il presidente di Libera don Luigi Ciotti, il colonnello dei Carabinieri Vincenzo Giallongo e l’esperto dell’Osservatorio Antonio Rossi.
“Il gioco d’azzardo colpisce una fascia amplissima di popolazione che va dai 15 agli 80 anni - ha sottolineato don Ciotti - Si tratta di un problema che ha risvolti patologici, perché crea dipendenza, culturali, perché è una vera e propria tassa sui poveri che si illudono di poter cambiare con una vincita la propria vita e criminale, perché accanto al gioco cosiddetto ‘legale’ vi è quello illegale, gestito dalle mafie”.
Nel 2008 ben 28 milioni di persone in Italia si sono rivolte al gioco d’azzardo e per 7 milioni è diventato un appuntamento settimanale. Lo Stato ha incassato 54,4 miliardi di euro nel 2009 che costituiscono il 3,7% del Pil.
Il 19,8% delle persone che hanno giocato almeno una volta è a rischio dipendenza, infatti il gioco d’azzardo è riconosciuto come una potenziale droga; circa 120.000 di esse mostrano un profilo da giocatore patologico. Le macchinette e i gratta e vinci, per il basso costo e la facile accessibilità hanno un impatto fortissimo sulle persone più fragili. I ceti più colpiti sono quelli meno abbienti.
Il gioco d’azzardo si presta con grande facilità, peraltro, al riciclo del denaro sporco.
Per quanto riguarda il Piemonte, i dati si riferiscono al triennio 2008-2010.
Le spesa per i giochi legali è complessivamente diminuita a fronte di un considerevole aumento delle newslot, le cosiddette “macchinette” dei bar. Tra il 2008 e il 2009 si è registrato un aumento del 31,75%, a cui è seguita, nel 2010, una riduzione del 3,19%.
La provincia di Alessandria è seconda nella graduatoria regionale del gioco d’azzardo legale.
Le bische clandestine, che “pescano” le proprie vittime tra i giocatori d’azzardo legali, sono totalmente in mano alla criminalità organizzata. Grazie alle operazioni “Gioco duro” (2006) e “Minotauro” (2011), è stata provata la grande portata del dominio della ‘ndrangheta sulle operazione illegali in Piemonte. La situazione si aggrava se si considera che il gioco d’azzardo è la terza causa della larga diffusione del fenomeno dell’usura, anch’essa gestita in maggioranza dalla malavita.
30/06/2011

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