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Alessandria

Il libro di Chiara Tripodina sul reddito di cittadinanza

Presentato il libro della docente dell'Ateneo Avogadro: “al momento costituente si concepiva una società in cui il lavoro non sarebbe mai mancato, oggi l'occupazione in casi sempre più frequenti, pur producendo reddito, non dà al lavoratore quanto gli è necessario per vivere dignitosamente”
ALESSANDRIA - Si è tenuta lunedì 27 gennaio nella la sala lauree di Palazzo Borsalino, sede del Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze politiche dell’Università del Piemonte Orientale, la presentazione del volume di Chiara Tripodina Il diritto a un’esistenza libera e dignitosa. Sui fondamenti costituzionali del reddito di cittadinanza (Giappichelli, Torino, 2013). L’iniziativa è stata promossa dal Drasd, il Dottorato di ricerca in Autonomie locali, Servizi pubblici e Diritti di cittadinanza del medesimo Ateneo. Alla presenza dell’autrice, titolare della cattedra di Diritto costituzionale presso il dipartimento alessandrino, sono intervenuti a presentare il volume i professori Renato Balduzzi (Università Cattolica del Sacro Cuore), Massimo Cavino (Università del Piemonte Orientale), Giorgio Grasso (Università dell’Insubria) e Marco Revelli (Università del Piemonte Orientale), i quali hanno tutti sottolineato l’attualità del tema dell’opera, che rappresenta una questione aperta nell’agenda del Paese. Renato Balduzzi, che del Drasd è il fondatore e il responsabile scientifico, ha evidenziato che la domanda di fondo cui l’opera cerca di rispondere e che al contempo pone al lettore, specialmente a chi ha responsabilità pubbliche, è come l’ordinamento possa prendersi cura di chi è più debole e più povero, garantendo a tutti la dignità cui ogni persona ha diritto. In conclusione, l’autrice ha affermato che il suo lavoro è stato mosso dalla consapevolezza che, rispetto al momento costituente, le condizioni relative al lavoro sono profondamente mutate nel nostro Paese: se allora i padri costituenti, il cui dibattito fu ostile all’introduzione del diritto a un reddito minimo, concepivano una società in cui il lavoro non sarebbe mai mancato, oggi non solo questo giudizio si scontra con la difficoltà del nostro sistema produttivo di creare lavoro, ma anche con un’occupazione che in casi sempre più frequenti, pur producendo reddito, non dà al lavoratore quanto gli è necessario per vivere dignitosamente.
30/01/2014

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