Ovada

Il calendario? Con "Ra Sghinsera" č in dialetto

Dodici mesi di poesie, aneddoti, immagini della vecchia Ovada grazie al lavoro del gruppo nato su Facebook per promuovere il linguaggio popolare della cittā. Collaborazione con l'Accademia Urbense
 OVADA - Curiosità, la storia popolare della nostra città compresa di poesie, aneddoti e ricette. Arriva un calendario bilingue per Ovada. Inglese-Italiano? Assolutamente no. Nasce il “Tacuein 2019 d'“RaSghinséra”rigorosamente in dialetto ovadese-italiano. Il progetto nasce dal gruppo Facebook “Ra Sghinséra”, creato qualche anno fa proprio per riscoprire in chiave moderna la tradizione orale ovadese. “Rendere il dialetto una “lingua viva” - spiega uno dei fondatori del gruppo Dino Gaggero (per tutti semplicemente Sauro Gadget) - è quello che proviamo a fare ogni giorno tramite il gruppo Facebook “Ra Sghinsera” dove i vari membri interagiscono sia in dialetto che in italiano facendo incontrare le vecchie e le nuove generazioni desiderose di imparare”. Nelle prime pagine oltre all'introduzione di benvenuto di Giancarlo Torello (uno dei membri più attivi del gruppo) troviamo anche la grammatica dell’ovadese e come si pronunciano i diversi suoni. La parte difficile nei primi mesi di esperienza “socia” è stata trasformare in lettere espressioni per loro natura esclusivamente orali. Il dialetto è il filo conduttore di questo progetto nel quale per ogni mese si trovano una poesia, cenni storici, una immagine di archivio dell’Ovada che fu, proverbi e modi di dire del periodo ed il nome di una ricetta che storicamente è patrimonio di quella stagione dell’anno. “Proponiamo le poesie in ovadese - spiega Dino Gaggero - partendo dallo storico poeta della città Colombo Gajone con il suo stile dialettale aulico che gli valse il nome di “Dante Alighieri” di Ovada. Ma non solo, diamo spazio anche a chi si cimenta nella scrittura ovadese come Carla Bogliolo, Giancarlo Torello, Tonino Tassistro”.

La pubblicazione è stata realizzata con la collaborazione dell’Accademia Urbense. I proventi della distribuzione del calendario, che costerà sei euro, andranno a finanziare le attività dell’ente culturale di piazza Cereseto. Sfogliando le pagine si riafferma il forte legame della nostra terra con la Liguria. A parlarne è lo storico Paolo Bavazzano che dedica alle ragioni storiche e alle motivazioni popolari per cui gli ovadesi si sentono un po’ piemontesi e un po’ liguri un’articolata analisi. “U dialetto d'UO le piemuntaise, u ia du zenaise e dei française”, spiega lo stesso Tassistro nella sua poesia “U dialetto”. Oltre alle parole parlano anche le foto di un’epoca che attraversa il ‘900. Tra le pagine si riscopre un Ovada in costruzione e rapida trasformazione. Nella foto risalente ai primi del secolo scorso si può vedere la Chiesa di Costa della Madonna delle Nevi ancora senza la cupola; oppure altri stralci di vita come la vecchia Banda Rebora e la vendemmia o i primi sciatori ovadesi (si un tempo ad Ovada si sciava). Un viaggio nel tempo che accompagnerà le persone per tutto il 2019 che sta per arrivare.

 

28/10/2018
Redazione - redazione@ovadese.it