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Società

Il benessere oltre il Pil

A maggio quattro appuntamenti per esplorare le dimensioni del benessere equo e sostenibile: lavoro, cultura e salute per la qualità della vita. On line il questionario
ALESSANDRIA – Quattro appuntamenti a maggio per esplorare le dimensioni del benessere equo e sostenibile con l'organizzazione dell'associazione culturale Città delle Vittorie e il contributo dell'associazione Cultura e Sviluppo e di Alessandria Venti Venti. Nella serata introduttiva di giovedì 9 maggio interverranno Linda Laura Sabbadini, direttore del Dipartimento per le statistiche sociale e ambientali dell'Istat e lo scrittore Giuseppe Rizzo. Il 16 maggio si parlerà di lavoro, flessibilità e precariato, ovvero di come la mancanza di una “buona occupazione” abbia un impatto negativo sul livello di benessere, con Silvana Tiberti, segretario della Camera del Lavoro di Alessandria, Anna Laura Mancini della Banca d'Italia e i ricercatori universitari Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano SacchiLunedì 20 maggio si discuterà di cultura, sviluppo e qualità della vita con Luigi Amodio della Città della Scienza di Napoli e Tony Butler, direttore del progetto Happy Museum del Regno Unito. Ultimo appuntamento il 27 maggio con la salute e gli stili di vita, ospiti il ministro della Salute Renato Balduzzi, lo psicologo Mauro Croce, il dottor Maurizio Balistreri e il campione sportivo Fabio Artico.

Tutte le serate si terranno dalle 19 alle 22,30, con pausa buffet alle 20,30 nella sede di Cultura e Sviluppo in piazza de Andrè 76,

Il benessere non coincide con la ricchezza. La misurazione del benessere è oggetto di discussione in tutto il mondo e vi è ormai un consenso generale sulla necessità di misurare il progresso delle società spostando l'attenzione dalla produzione economica, il Prodotto Interno Lordo, al benessere delle persone, valutando le molteplici dimensioni soggettive e oggettive del benessere. Per promuovere il benessere non basta attendere e sperare che l'economia riprenda a crescere ma richiede di intervenire subito su molteplici aspetti della vita sociale. Misurare il benessere con indicatori più articolati sottende all'individuazione condivisa di priorità per l'azione politica e punta così a realizzare un miglior funzionamento della democrazia.  Proprio in un momento in cui la crescita economica si è fatta problematica, gli obiettivi di buon governo (ad ogni livello) richiedono di andare oltre la produzione della ricchezza (oltre il Pil) e di orientare l'azione legislativa e amministrativa verso obiettivi di benessere sostenibili e verso una maggiore equità sociale. Perché chi vive in una società in crisi, in una provincia depressa o in una città in default ha tutto il diritto (e il dovere) di ricercare, valutare e promuovere il proprio benessere.

Il concetto di benessere cambia nei tempi, nei luoghi e nelle culture. La sua definizione richiede il coinvolgimento di tutti gli attori sociali e avviene attraverso un processo di legittimazione democratica. L'Italia ha deciso di dotarsi di una misura condivisa a livello nazionale attraverso un percorso di costruzione realizzato dal Cnel (Consiglio Nazionale dell'Energia e del Lavoro, un organo di rilievo costituzionale che rappresenta un vero e proprio spaccato della società civile nazionale) e dall'Istat (l'Istituto nazionale di statistica, che possiede tutte le informazioni e l'esperienza necessarie per misurare i diversi aspetti della vita nazionale). Siccome non è possibile sostituire il Pil con una singola misura di benessere si è avviato un processo in due fasi: una prima fase, prettamente politica, di definizione del concetto di benessere cui ha fatto seguito una fase tecnica di sviluppo dei metodi di misura. Attraverso un percorso di consultazione democratica e di ricerca scientifica durato oltre circa due anni, sono stati individuati 134 indicatori articolati in 12 domini: salute, istruzione, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, benessere economico, relazioni sociali, politica e istituzioni, sicurezza, benessere soggettivo, paesaggio e patrimonio culturale, ambiente, ricerca e innovazione, qualità dei servizi. Lo scorso marzo è stato pubblicato il primo rapporto Bse (Benessero Equo Sostenibile) con lo scopo di monitorare le condizioni economiche sociale e ambientali del paese, per informare i cittadini e indirizzare le decisioni politiche. Gli indicatori del Bes ambiscono così a rappresentare la “Costituzione Statistica” del nostro paese, cioè un riferimento costante della società in grado di segnalare la direzione del nostro progresso.

Il Progetto BesAlessandria
Adesso che gli indicatori del benessere sono disponibili è importante che i contenuti del primo rapporto Bes siano divulgati perché vengano conosciuti e discussi in tutte le possibili sedi. Così come avviene in molti paesi del mondo le relazioni che illustrano le proposte di legge o che accompagnano i principali provvedimenti amministrativi potrebbero ora tentare di valutare il loro impatto sui diversi domini del Bes (invece che accertare solo lesistenza delle coperture finanziarie) Per occuparsi del proprio benessere è necessario che ogni specifica collettività, con il coinvolgimento di tutti i settori e degli esperti della misurazione, selezioni gli indicatori più rilevanti e rappresentativi del proprio benessere. Sono in corso, in Italia, numerose iniziative per promuovere le varie dimensioni del benessere e per estendere gli indicatori sia a livello provinciale che di area metropolitana.  Conoscere e discutere il Bes attraverso le esperienze locali più rilevanti e significative è un modo per avviare, anche ad Alessandria, un percorso di benessere.

Per presentare il Bes e raccogliere opinioni sul benessere da parte di questa collettività e dei suoi protagonisti stato preparato un questionario compilabile online. Il questionario contiene semplici domande sulle dimensioni del benessere ritenute più rilevanti da parte dei rispondenti e sul ruolo che le politiche pubbliche possono esercitare per la promozione del benessere. I risultati saranno illustrati nel corso delle serate di presentazione di Bes Alessandria. Occuparsi di benessere ad Alessandria è utile e necessario e oggi, con gli strumenti del Bes, si può fare più facilmente che in passato. Molte informazioni locali non sono però immediatamente disponibili (il rapporto Bes non scende sotto la dimensione regionale) così come molti protagonisti della vita alessandrina sembrano totalmente assorbiti dalle contingenze. È perciò indispensabile avviare un percorso metodologico, attivare le competenze, raccogliere e selezionare le informazioni, invitare istituzioni e società civile a una discussione che occorre alimentare e stimolare.

Il questionario è sul sito dell'Associazione Cultura e Sviluppo

Il rapporto Bes 2013 sul sito Istat
10/04/2013

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