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Alessandria

Il 'Classico' negato ad Umberto Eco: Penna e Repetti non ci stanno

"Sono amareggiata. Spero non abbiano influito meschine motivazioni di carattere politico" fa sapere la senatrice Repetti. "Figuraccia planetaria" per Renzo Penna
ALESSANDRIA - Continua a far discutere la recente decisione dell'amministrazione comunale di non intitolare ad Umberto Eco il Liceo Classico di Alessandria, fino ad oggi dedicato alla memoria dell'astronomo ottocentesco Giovanni Plana, istituto che ha avuto tra i suoi banchi proprio l'illustre semiologo, romanziere e filosofo scomparso a febbraio 2016. 

"Pur comprendendo coloro che ad Alessandria non intendano rinunciare al nome dell'astronomo ottocentesco Giovanni Plana, la cui memoria ritengo giusto preservare, sono amareggiata dalla decisione della nuova giunta comunale di non intitolare a Umberto Eco, uno degli intellettuali più significativi del nostro tempo e noto in tutto il mondo, di cui il nostro territorio, la sua terra, deve andare orgogliosa, il Liceo presso il quale peraltro l'autore de 'Il nome della Rosa' ha studiato - fa sapere in una nota la senatrice Manuela Repetti del Gruppo Misto - Spero soltanto che in questa decisione non abbiano influito meschine motivazioni di carattere politico e mi auguro che la città di Alessandria rimedi al più presto con una scelta altrettanto importante".

Un 'errore grossolano' lo definisce invece Renzo Penna di Sinistra Ecologia e Libertà. "L’incomprensibile motivazione con la quale la Giunta che governa Alessandria ha negato l'intitolazione del liceo classico a Umberto Eco candida la città a una figuraccia planetaria. Chi è chiamato a responsabilità di governo - sottolinea Penna - deve dimostrare di essere al di sopra dei sentimenti di acrimonia ed invidia dando il rilievo dovuto a chi, partendo dalla propria città, ne ha portato il nome ai più alti livelli della cultura internazionale. Non comprendere che non è la memoria del grande intellettuale italiano e, prima di tutto, alessandrino che ha necessità di essere riconosciuta, ma che è Alessandria ad aver bisogno della sua valorizzazione e trarre profitto dai suoi insegnamenti, è un errore grossolano. L’unico alessandrino noto in tutto il mondo che nei suoi scritti ha continuamente fatto riferimento alla storia, tradizione e cultura della sua città viene in tal modo dalla stessa disconosciuto. Adesso, dopo il diniego comunale, saranno, legittimamente, altre città e altri territori a valorizzare e riconoscere la sua statura (l’Università di Torino lo ha già fatto).
29/09/2017

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