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Alessandria

I nuovi dottori di ricerca al Disit

Conclusi i cicli dei dottorati in Chimica e Scienze Ambientali. Il coordinatore Osella: “il prossimo anno le due scuole di dottorato termineranno la loro esistenza come entità indipendenti a causa del pesante taglio dei finanziamenti. Una cordata di sostenitori consente di mantenere i laboratori ad un elevato livello scientifico e tecnologico”
ALESSANDRIA - Martedì 19 e giovedì 26 marzo si sono conclusi al Dipartimento di Scienze ed Innovazione Tecnologica (Disit) dell’Università del Piemonte Orientale i XXVII cicli del Dottorato di Ricerca in Scienze Chimiche e del Dottorato di Ricerca in Scienze Ambientali. I dottorandi hanno presentato la loro dissertazione finale e sono ora dottori di ricerca, il titolo che in Italia viene riservato a coloro che hanno frequentato con successo il corso di alta formazione universitaria di tre anni dopo il percorso laurea breve + laurea magistrale. Gli esami finali si sono tenuto al Disit in viale Michel, con grande partecipazioni di studenti e docenti.

Le due scuole di dottorato hanno invitato a far parte della commissione d’esame colleghi di altre università Italiane, per sottoporre a un giudizio qualificato sia l’operato dei candidati sia l’organizzazione della sede Alessandrina nel campo dell’alta formazione. Le opinioni degli esaminatori sono state lusinghiere sulla preparazione dei candidati, grazie anche a laboratori di ricerca all’avanguardia. I lavori presentati dai cinque dottori di ricerca in Scienze Chimiche (Sabrina Bianco, Federica Bonello, Mina Errahali, Giada Favaro e Luca Gaino) hanno riguardato la sintesi di farmaci antitumorali e diagnostici per la risonanza magnetica, lo sviluppo di nuovi materiali per l’immagazzinamento di gas con ricadute nel campo energetico-ambientale, l’ottimizzazione di metodologie analitiche e lo studio sul potere antiossidante e tracciabilità di alcuni vini rossi italiani. I lavori presentati dai tre dottori di ricerca in Scienze Ambientali (Nadide Akay, Andrea Bisignano e Marilena Mancino) hanno riguardato studi di biochimica vegetale nel campo agro-alimentare, di turbolenza di fluidi e di resistenza a farmaci antitumorali. La consegna ufficiale delle pergamene alla presenza del Rettore sarà effettuata nella giornata del dottorato, abbinata alla notte dei ricercatori, che si tiene tradizionalmente a settembre di ogni anno a palazzo del Monferrato.

L’Università del Piemonte Orientale ad Alessandria conferma quindi la sua vocazione all’alta formazione: il dottorato di ricerca può essere un’importante volano adatto a fornire al territorio giovani dotati di capacità di ricerca autonome, in un momento in cui tutti riconoscono le necessità di innovare il sistema produttivo italiano. “Purtroppo con il prossimo anno queste due scuole di dottorato ad Alessandria termineranno la loro esistenza come entità indipendenti – afferma il professor Domenico Osella, coordinatore del dottorato in Scienze Chimiche e di Chemistry & Biology - Infatti, a causa del pesante taglio dei finanziamenti le Università hanno dovuto ridurre drasticamente la loro offerta nell’alta formazione”. Le 11 scuole di dottorato originariamente attive presso l’Upo sono state ridotte a 3. In particolare l’attuale Chemistry & Biology, che raggruppa quattro dottorati, i due alessandrini e i due novaresi di Scienze delle Sostanze Bioattive e di Biotecnologie Farmaceutiche ed Alimentari dell’ex-facoltà di Farmacia.

“Le risorse, borse di studio e fondi per la manutenzione e ammodernamento dei laboratori di ricerca, sono però del tutto sottodimensionate, in realtà proporzionate ad un solo dottorato di vecchio stampo. La nostra Facoltà, ora Disit, fiore all’occhiello dell’Upo come dimostra il primo posto tra tutti i dipartimenti nella classifica dell’Anvur, l'agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca, rischia/ha rischiato un profondo ridimensionamento di tutta la sua filiera di studi – dice ancora il professor Osella - Posso però affermare con profonda soddisfazione che al grido di dolore espresso esattamente un anno fa da queste colonne, hanno risposto con la consueta sensibilità i nostri sostenitori di sempre, cito tra i tanti l’ingegner Piergiacomo Guala e il cavalier Pierangelo Taverna, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, che si sono fatti promotori e capofila di una cordata che comprende anche la Confindustria e la Camera di Commercio alessandrine per un aiuto finanziario destinato al mantenimento e al potenziamento delle lauree scientifiche, rivolte in particolare allo studio della qualità dei prodotti agricoli con tecniche biologiche e chimiche. Questo aiuto ci ha consentito e consente di mantenere i laboratori chimici-biologici, pensati per tesisti e dottorandi, ad un elevato livello scientifico e tecnologico”.
30/03/2015

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