Cuoco a domicilio

I Baci di Dama

Narra la leggenda che i baci di dama nacquero in una sera di novembre del 1852 in seguito ad una richiesta di Vittorio Emanuele II, che, desideroso d'assaporare qualcosa di nuovo chiese al suo cuoco di creare un dolce
Cari amici ben ritrovati, certamente tutti conoscete questo simpatico biscotto tutto piemontese, così chiamato in quanto le due metà, unite da una dolce velo di cioccolato, ricordano due labbra intente a baciare. Se certe sono le origini del nome, incerte sono però le origini del biscotto in se. Narra infatti la leggenda che i baci di dama nacquero in una sera di novembre del 1852 in seguito ad una richiesta di Vittorio Emanuele II, che, desideroso d'assaporare qualcosa di nuovo chiese al suo cuoco di creare un dolce. Questi trovando solo mandorle, armelline, burro, cioccolata e zucchero, li usò per confezionare i "baci di dama". Da allora sempre presenti sulle tavole reali d'Italia e d'Europa. Sembra però che questa si solo una leggenda, molte sono infatti le prove che ne attribuiscono la paternità a Tortona (Al). A sostenere questa tesi è stato in questi ultimi anni il ricercatore documentarista ed esperto di storia tortonese Carlo Sterpone. Anni di ricerca lo hanno portato a raccogliere numerose testimonianze, comprese quelle relative alla diatriba che, nel 1903, vide fortemente contrapposti due laboratori di pasticceria cittadini, impegnati a rivendicare la propria autorizzazione alla produzione. Dalla documentazione raccolta, poi presentata nell'ambito del progetto Dertona Eccellenze, avviato nel 2010 per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari del tortonese appare evidente; i Baci di Dama sono nati a Tortona. Attualmente i baci di dama di Tortona hanno ottenuto il riconoscimento di Prodotto Agroalimentare Tradizionale della regione Piemonte. Essi devono essere prodotti esclusivamente a Tortona e paesi limitrofi con i seguenti ingredienti: mandorle, burro, zucchero, farina e cioccolato. Va però detto che nel secolo scorso venivano utilizzate le nocciole, più facili da reperire e meno costose. L'uso delle mandorle, è infatti frutto di un’attenta ricerca di qualità e perfezionamento dei pasticceri tortonesi sin dall’Ottocento. 

Sarà infatti il cavalier Stefano Vercesi sul finire del 1810 a modificare la ricetta sostituendo le nocciole con le mandorle, aggiungendovi anche una spolverata di cacao. Nacquero così i ” baci dorati” vincitori nel 1906 della medaglia d’oro. Massimo riconoscimento dell’epoca. Oggi giorno diverse son le varianti di questa celebre ricetta copiata un po in tutto il mondo, ma se volete quelli autentici dovete recarvi a Tortona.

Se però vi ho incuriosito e volete cimentarvi nella preparazione ecco a voi la ricetta:

Ingredienti
300 g di burro, 300 g di farina, 300 g di zucchero, 300 g di mandorle spellate (oppure nocciole se volete provarli in questa variante), 50 di cioccolato fondente, un pizzico di vaniglia in polvere.

Procedimento
Frullate le mandorle (o le nocciole) col mixer; in una terrina unire 300 g di burro ammorbidito, 300 g di farina, 300 g di zucchero, le mandorle tritate e la vaniglia. Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere una palla e mettere a riposare in frigo per qualche ora. Togliere la pasta dal frigo e ricavare tante palline della dimensione di una ciliegia; metterle sulla placca da forno imburrata e infarinata (oppure utilizzate la carta da forno) schiacciandole leggermente. Cuocere a 160°C per 10 minuti, finchè risulteranno dorate (togliendoli dal forno risulteranno ancora molli); lasciar raffreddare ed unire a due a due col cioccolato precedentemente sciolto a bagnomaria, quindi mettere a raffreddare.
18/11/2012
Damiano Gasparetto - Cuoco a domicilio - www.cuoco-adomicilio.com - damgas86@gmail.com