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Ovada

Gli scout di ieri e oggi in festa per i cent'anni del gruppo ovadese

Conto alla rovescia per il via ai festeggiamenti fissato per il 12 gennaio. Dal 16 febbraio la mostra dei cimeli alla Loggia. Nasce anche il piatto del centenario
 OVADA - E' uno dei gruppi più antichi a livello nazionale, visto che fu «immatricolato» all’Asci, poi divenuta Agesci, il 13 maggio 1919, come 87° riparto d’Italia. Nella sede di piazza San Domenico, accanto ai padri Scolopi, i membri di Ovada 1 sono al lavoro da mesi per preparasi a un anno di celebrazioni, che inizieranno il 12 gennaio nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, con la messa solenne alle 16,30 a cui sono invitati tutti gli Scout di ieri e di oggi. Poi, i due momenti clou: dal 16 al 24 febbraio la mostra alla Loggia di San Sebastiano, dove saranno esposti cimeli, foto, documenti e oggetti d’epoca, che aiuteranno a ripercorrere i cento anni di storia del gruppo, poi, il 31 maggio e l’1 e 2 giugno, al Parco Pertini, il «Centevento». Si tratterà di una manifestazione lunga tre giorni, ispirata ai principi dello scoutismo, con stand, giochi, attività e molti altri appuntamenti, a ingresso gratuito. Ma ci sarà molto di più. 

«Coinvolgeremo i commercianti, prima di tutto, chiedendo loro di esporre in vetrina cento foto del nostro archivio, una per ogni anno di storia del gruppo, ma anche i ristoratori della città: vorremmo che inserissero in menù quello che noi consideriamo il «piatto del Centenario», ossia la «patata trapper», cotta nella brace e condita con uova e formaggio, tipica delle nostre uscite» spiega Fabrizio Majan, uno dei 22 capi Scout che oggi guidano una truppa di 163 bambini e ragazzi, da 7 a 21 anni: 188 giovani in tutto, affiancati dagli assistenti spirituali padre Ugo, padre Guglielmo e padre Luigi, degli Scolopi. Il gruppo ovadese nacque nel ’19 su iniziativa di Mario Mazza, che coinvolse don Giuseppe Salvi: crebbe poi col maestro Giacomo Parodi, divenendo un punto di riferimento per le famiglie dell’Ovadese. Per tutto il 2019, il motto sarà «Del mio meglio», preso in prestito dai Lupetti per sottolineare il valore dell’impegno di tutti dentro una comunità. Nel 2019 sono previsti anche incontri formativi e un progetto creativo per le scuole, già partito, oltre a una serie di gadget come magliette, cartoline, matite, bottoni: si avvierà una raccolta fondi per il rifacimento dei pali dell’alzabandiera nella sede di piazza San Domenico, nel cortile dei padri Scolopi.

30/12/2018

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