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Alessandria

Field biology: escursione degli studenti in montagna

I ragazzi del Disit hanno trascorso tre giorni immersi negli ecosistemi alpini delle Valli Po e Varaita, arricchendo la loro formazione con osservazioni dirette ed esperienze pratiche di rilievo e monitoraggio della biodiversità
ALESSANDRIA - L’offerta formativa dell’Università del Piemonte Orientale cresce e si diversifica di anno in anno, con una sempre maggiore attenzione agli aspetti applicativi, pratici ed innovativi. Si è svolta infatti dal 22 al 24 giugno la terza edizione dell’Escursione Didattica Multidisciplinare del Disit, rivolta agli studenti del corso di laurea in Biologia. Favoriti dalle condizioni metereologiche, gli studenti hanno approfondito diversi aspetti della field biology, accompagnati dai docenti Stefano Fenoglio per la parte ecologica e zoologica, Graziella Berta e Guido Lingua per la parte botanica, dal neo-dottore di ricerca Nicola Putzu e da Donata Vigani. Il team di istruttori è stato arricchito dalla partecipazione del presidente, del direttore e del personale guardaparco del Parco del Monviso, di tecnici dei comprensori alpini Cacn1, Cacn2 e della Provincia di Cuneo. I ragazzi del Disit hanno trascorso tre giorni immersi negli ecosistemi alpini delle Valli Po e Varaita, arricchendo la loro formazione con osservazioni dirette ed esperienze pratiche di rilievo e monitoraggio della biodiversità.

Le lunghe camminate sono state punteggiate da incontri con endemismi botanici, faunistici e sistemi ecologici complessi e particolari. I ragazzi hanno così consolidato la loro conoscenza delle simbiosi, osservando direttamente in campo come numerose piante possano sopravvivere negli ambienti estremi d’alta montagna solo in virtù dello stretto rapporto con batteri azotofissatori, oppure come laghi alpini molto vicini tra loro possano ospitare ecosistemi diversissimi in base a piccole variazioni biotopiche.

L’incontro con le numerose marmotte ha permesso di approfondire il tema della riduzione metabolica invernale, legata al letargo: questi roditori sopravvivono al lungo inverno alpino riducendo i battiti cardiaci e la temperatura corporea (da 37° a 5 °C), argomento che risulta di estremo interesse anche in ambito biomedico per la conservazione di organi destinati a trapianti, la criochirurgia, la cura dell’ipotermia e altro ancora. Alloggiati alla Galaberna, rifugio di Ostana, i ragazzi hanno seguito anche alcune proiezioni tematiche sulla flora alpina, condotto un’uscita notturna di censimento rivolta alla gestione di cervi e caprioli e assaporato la biodiversità culturale attraverso gastronomia e musica delle valli occitane.
29/06/2016

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