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Società

Farmacie: sciopero dell'1 febbraio differito

Le farmacie hanno deciso di differire lo sciopero indetto per mercoledì 1 febbraio. La decisione tiene conto di alcuni segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate da Federfarma per rendere sostenibile l’impatto del decreto sulle liberalizzazioni sul servizio farmaceutico.
Le farmacie hanno deciso di differire lo sciopero indetto per mercoledì 1 febbraio. La decisione tiene conto responsabilmente di alcuni segnali di attenzione nei confronti delle richieste avanzate da Federfarma per rendere sostenibile l’impatto del decreto sulle liberalizzazioni sul servizio farmaceutico. Una scelta che è stata presa nel pomeriggio di ieri a seguito della convocazione di una riunione tra Federfarma e il Ministro della Salute, Renato Balduzzi.
“Attendiamo di conoscere quali saranno gli sviluppi dopo l’incontro con il Ministro – spiega il presidente dell’Associazione Titolari di Farmacia di Alessandria, Luca Zerba Pagella - Auspico che le ragioni per cui abbiamo deciso di aderire a questa giornata di sciopero vengano ascoltate ed accolte dal governo. Personalmente, nutro molti dubbi sul fatto che questa polverizzazione del sistema farmaceutico possa produrre un maggiore servizio al cittadino. Con questo decreto e soprattutto con le cifre in esso contenute, si rischia di far collassare il sistema farmaceutico andando a creare grossi disagi per la collettività.
Il quorum imposto, cioè il rapporto tra numero di abitanti per farmacia nel comune di appartenenza, di 3000 abitanti per farmacia, contenuto nel decreto, porterà ad un rapporto reale su base nazionale tra i più bassi d’Europa. Solo la Grecia starà peggio di noi e non mi sembra che il modello greco brilli in efficienza. Il rischio è che si verifichino numerosi fallimenti di farmacie come è avvenuto in Francia negli anni scorsi. Nel paese d’oltralpe infatti, dove vi era un quorum imposto per comune di 3500 ab. per farmacia, un quorum reale su base nazionale di 2800 ab. per farmacia, e problemi legati alla remunerazione del farmaco le farmacie fallivano. Da ottobre 2011 il governo Sarkozy ha apportato un riforma del sistema, portando il quorum a 4500 abitanti per farmacia, incentivando fiscalmente la fusione tra farmacie, per potenziare il sistema e favorire il formarsi di farmacie più grandi, adatte a fornire servizi ai cittadini francesi.
Nella nostra provincia, ad esempio, si potrebbe realizzare una situazione paradossale, con un numero spropositato di aperture, dovuto alla particolare conformazione topografica delle nostra provincia ricca di piccoli comuni. Le nuove farmacie potrebbero arrivare a oltre 95 nuove unità, un incremento che va oltre il 50% , considerate le 178 farmacie esistenti oggi.
Una vera e propria “ balcanizzazione” del sistema di distribuzione del farmaco.
Con la modifica del quorum, infatti, tra il capoluogo e gli altri centri zona le aperture potrebbero essere una dozzina di cui, tre ad Alessandria. Oltre a queste ci saranno altre diciassette aperture legate al concorso regionale dello scorso anno, come previsto dalla vecchia normativa, che apriranno sicuramente, poiché il decreto introduce anche il Fondo di Solidarietà nazionale per l’assistenza farmaceutica nei Comuni con meno di mille abitanti.
Sempre in virtù di questo Fondo, interamente pagato dalle farmacie urbane, in breve tempo si potrebbe assistere alla nascita di altre sessantasei farmacie, poiché questo è il numero dei piccoli centri che rimarrebbero senza farmacie in provincia.
Questo fondo verrà finanziato dalle farmacie urbane attraverso il versamento a favore dell’Enpaf di una quota percentuale del fatturato della farmacia, assicurando, così, il conseguimento di un reddito netto non inferiore al centocinquanta per cento del reddito netto conseguibile, in base al ccnl nazionale, da un farmacista collaboratore di primo livello con due anni di servizio”.
A queste modifiche si aggiunge la possibilità di aprire farmacie in deroga al criterio demografico, in determinate strutture ad alto afflusso di pubblico .
“Federfarma non è certo contro le liberalizzazioni utili, con l’introduzione di elementi di flessibilità al sistema a vantaggio dei cittadini – conclude Luca Zerba Pagella - Mi riferisco ad un aumento ponderato ed equilibrato del numero delle farmacie, agli sconti e ad orari più elastici. Ma tutto ciò deve essere fatto rispettando la sostenibilità del sistema”.
31/01/2012

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