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Alessandria

Esodati: l’Inps prova a fare chiarezza

In un incontro con i sindacati avvenuto ieri, venerdì 3 agosto, i vertici dell’Inps, con un rappresentante del Ministero del Lavoro, hanno incontrato le rappresentanze sindacali per tentare di fare chiarezza sulle differenti posizioni nella quali si possono venire a trovare lavoratori “esodati”
Un vero e proprio rebus da sciogliere, e neppure di così semplice soluzione: la situazione dei lavoratori cosiddetti “esodati” è ancora lontana dall’essere risolta, nonostante la buona volontà dei responsabili e dei dipendenti della sede alessandrina dell’Inps, che si prodigano per fare chiarezza in un quadro complessivo che invece tanto chiaro non è. Semplificando, stiamo parlando delle difficoltà incontrate da coloro che per, una ragione oppure un’altra, hanno accettato di lasciare il lavoro prima di aver maturato in pieno i requisiti per la pensione, trovando un accordo per averla garantita a partire da una scadenza predeterminata. Il problema è che tale scadenza, a seconda dei casi, è stata messa in discussione con le riforme degli ultimi anni, e in particolare con la cosiddetta Monti-Fornero, che ha ulteriormente innalzato i limiti per poter andare in pensione. Senonché, alcune centinaia di migliaia di lavoratori (le stime più diffuse parlano di circa 390 mila) si sono trovate così senza più la copertura finanziaria prevista fino alle pensione, scaduta secondo gli accordi, e senza la possibilità di percepire la pensione come concordato, non possedendo più i requisiti ora richiesti. A complicare ulteriormente la situazione, ma è un tema tanto tecnico che è difficile addentrarsi per chi non è del settore, esistono almeno 7 differenti tipologie di lavoratori “esodati”, a seconda del periodo nel quale hanno sospeso l’attività lavorativa e delle condizioni nelle quali lo hanno fatto, con innumerevoli eccezioni e situazioni particolari che cambiano da caso a caso.

Il primo risultato è stato quello di gettare tanti ex lavoratori in attesa della pensione nel panico, non riuscendo a reperire spesso informazioni precise sulla propria condizione. Tanto più che, nel frattempo, scadute le altre forme di sostegno, alcuni fra questi cittadini si sono trovati senza più alcuna forma di reddito né di tutela, anche da diversi mesi.

Tre di loro qualche giorno fa si erano rivolti, come tante altre volte, alla sede alessandrina dell’Inps, ma a differenza delle altre volte avevano minacciato gesti estremi se non fossero state date loro risposte chiare. Da lì ci sono stati alcuni contatti con i sindacati e i coordinamenti territoriali superiori, così poter cogliere l’occasione per tentare di fare chiarezza e affrontare il problema di comunicazione prima che altre persone esasperate potessero ripetere gesti di protesta.

Dall’incontro di ieri però non sono emerse novità veramente confortanti e tanti esodati saranno costretti ad aspettare ancora per conoscere con precisione il proprio destino. La partita si gioca sulla possibilità di essere più o meno inclusi in particolari liste di “salvaguardati”, che, proprio grazie ai requisiti maturati, potranno godere di una condizione d’eccezione rispetto a quanti in quelle liste non ci sono. Spiega Alessandro Casile, presidente dell’Inps di Alessandria: “la prima lista riguarda 65 mila soggetti salvaguardati. Il decreto di riferimento è stato registrato di recente, e solamente ora è possibile cercare di aiutare i lavoratori a chiarire in quale condizione si trovino. Per questo abbiamo deciso di potenziare il servizio presso la nostra sede: oltre ai consueti orari al mattino sarà possibile, previo appuntamento, ricevere un consulto personalizzato il pomeriggio, dalle 13.30 alle 15.30”.

Precisa Paola Caporali, referente del Ministero del Lavoro: “la normativa è stata pubblicata il 31 luglio, e da allora lavoriamo alacremente per ridurre al minimo i disagi. La circolare 19, oggetto di questo provvedimento, e tutta la modulistica di interesse per i lavoratori si possono trovare all’indirizzo www.lavoro.gov.it. Lì si trovano anche le indicazioni precise su come contattarci, compreso uno spazio dedicato con relativo indirizzo di posta elettronica. Le domande vanno presentate entro 120 giorni, quindi c’è tempo fino al 21 novembre”.
Dalida Trevisan, esperta dell’Inps, aggiunge: “è bene precisare che la lavorazione delle liste è cominciata di recente e al momento nessuno può sapere con certezza chi vi è incluso e chi no. Nel mese di settembre le diverse certificazioni presentate confluiranno in un archivio generale centralizzato, e le liste definitive verranno quindi stilate da Roma, anche perché hanno valenza nazionale. E’ vero che il tetto massimo è di 65 mila persone, ma per le diverse categorie sono previsti tetti massimi autonomi per quel che riguarda il numero di richieste accoglibili. Il criterio di selezione, in caso di esubero rispetto ai 65 mila posti, sarà cronologico, e farà fede la data di cessazione dell'attività lavorativa. Più è lontana nel tempo, più sarà probabile essere inclusi". 

L’invito, a tutti coloro che avessero dubbi sulla propria posizione di “esodati” o volessero maggiori informazioni, è quello di contattare l’Inps al numero verde nazionale 803 164 per prendere un appuntamento presso la sede più vicina o di prendere contatti con la Direzione territoriale del Lavoro all’indirizzo di posta elettronica dpl.alessandria@mailcert.lavoro.gov.it opure all’indirizzo appositamente dedicato dplai.salvaguardati@lavoro.gov.it.
4/08/2012
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