Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Racconti dalla Cittadella

Durante la guerra in Cittadella ci scaldavamo così...

Come ogni lunedì ecco per i nostri lettori un nuovo racconto dalla fortezza, narrato da chi ha vissuto lì durante la Seconda Guerra Mondiale e ha sperimentato in prima persona la quotidianità in Cittadella. Oggi è Pietro Cesare Gamalero, pediatra in pensione, a portarci per mano a riscoprire un po' della nostra storia, una memoria collettiva che non va dimenticata
RACCONTI DALLA CITTADELLA - Chi passeggia oggi fra i bastioni e le caserme abbandonate in Cittadella, quasi mai ha idea di quanto questo luogo sia stato vivo, pieno di storie da raccontare, di episodi curiosi, di vicende che sono specchio di come andarono le cose per esempio durante la Seconda Guerra Mondiale. Solamente ricostruendo meticolosamente le testimonianze dei protagonisti è possibile far affiorare una memoria che è fondamentale conservare con attenzione, perché chi non ha memoria del passato difficilmente può avere un futuro dinnanzi a sé. 

Nel raccontare la storia della Cittadella attraverso le voci dei protagosti che lì hanno vissuto, oggi incontriamo Pietro Cesare Gamalero, pediatra in pensione, un fiume in piena di ricordi e aneddoti tutti da ascoltare.

Eccone qui alcuni, altri sono raccontati direttamente da lui nell'intervista video a fondo pagina. I testi sono frutto del lavoro di Enrica Balza, volontaria Fai, che "insegue" con impagabile passione i militari che transitarono dalla fortezza per aggiuntere testimonianze alla memoria collettiva che questo luogo splendido rappresenta. 

Sono stato in Cittadella dal 1942 al 1943 - racconta Gamalero - assegnato all’Artiglieria Pesante d’Armata. La caserma di riferimento era la Beleno; di fronte c’era la Giletti, ma era della Fanteria e noi non avevamo nessun contatto. Potevamo andarvi solo per ritirare il pane, in una stanza a sinistra; non potevamo attraversare la piazza, eravamo controllati e saremmo finiti in punizione. Apparteneva all’Artiglieria anche la caserma con gli archi subito dietro alla Beleno. Me lo ricordo bene perché, per un certo periodo, ho dormito proprio sopra gli archi “in quella finestra”, (l’ultima a destra). Lì eravamo pochi artiglieri; i locali erano adibiti soprattutto a comandi e infermeria.

In fondo al corridoio c’era l’armeria e io facevo la guardia ai moschetti, ancora della Prima Guerra. La polveriera era in funzione, non c’erano cavalli e i cannoni più grossi dell’esercito erano i 145/39, arretrati rispetto a quelli dei nemici.

Ho dormito anche nei sotterranei,
a sinistra della caserma Beleno dove ci sono le inferriate. Entravamo dalla porta all’angolo: faceva molto freddo, avevamo i letti a castello sistemati a labirinto e, qualche volta, ne bruciavamo uno. Quando stava per nevicare rubavamo un tronco enorme, lo segavamo e lo bruciavamo nel camino. Non c’erano vetri alle finestre, così ci coprivamo con tante coperte sorrette da due assi laterali, perché ci pesavano troppo addosso. Le coperte erano in consegna, quindi era comodo prenderle. Erano belle e qualcuno si era fatto il cappotto o le portava a casa, di nascosto ovviamente.

Dormire costituiva sempre un’avventura: scoppiava l’allarme ”cimici”, era impossibile annientarle, si arrampicavano sul soffitto e poi ricadevano. Ricordo che al campo estivo di Rivanazzano, un sergente le bruciava in un contenitore di metallo, mentre in caserma metteva ai piedi delle brande dei barattoli contenenti petrolio. Le pulci procuravano lo stesso fastidio, forse peggiore rispetto a quello delle cimici. A peggiorare la situazione c’erano tanti topi che morsicavano anche in faccia, gli zigomi, il naso e le orecchie.

Sovrintendente al casermaggio era il Colonnello Assandro, una brava persona. Ci chiedeva di fare la revisione del materiale, siccome mancava sempre qualcosa, tagliavamo in due parti le lenzuola e poi si eliminavano, così i conti tornavano. Il mio amico Chiappino faceva vedere i pezzi chiamandoli “lenzuola”, e si prese una sberla.

Eravamo pagati 2 lire al giorno e qualcuno non le spendeva per inviarle a casa. Spesso, chi non sapeva scrivere, mi chiedeva di compilare il vaglia. Durante la libera uscita serale era possibile andare gratuitamente al cinema. Qualcuno passava dal fotografo con studio subito dopo il ponte, verso la stazione, per farsi fotografare in divisa.
Io ero fortunato: andavo al ristorante “Il Grappolo”, cenavo e, nella camera del figlio del proprietario, mi toglievo la divisa, indossavo una tunica da meccanico e, in bicicletta, andavo a casa, a Castellazzo.

Al mattino rientravo, prima dell’adunata, passando dalla porta d’Asti perché meno controllata. Non ero l’unico a passare dai campi, le guardie ci scoprivano subito perché eravamo sporchi di erba.

Alla sera recitavamo la preghiera ironica che sbeffeggiava Mussolini. La Cittadella era illuminata, i lampioni elettrici erano applicati alle caserme".
 


La Cittadella vista dal cielo, con riprese esclusive realizzate per AlessandriaNews.it dal nostro partner Drone Genova.

28/09/2015

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


StrAlessandria 2019
StrAlessandria 2019
'Canapa in Festival' a Borgo Rovereto, le immagini della prima edizione
'Canapa in Festival' a Borgo Rovereto, le immagini della prima edizione
Alessandria-Albissola 3-0, le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Albissola 3-0, le foto di Gianluca Ivaldi
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale