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Novi Ligure

"Dopo di noi", il progetto sulla disabilità minacciato dai tagli della Regione

Il progetto “Dopo di noi” rischia la sospensione. La struttura destinata a ospitare i disabili di età superiore ai 35 anni rischia di non vedere la luce a causa dei tagli della Regione. Il Csp, il consorzio dei servizi sociali del novese, ha messo da parte 1,8 milioni di euro per la realizzazione della struttura, che però non bastano
NOVI LIGURE - Il progetto “Dopo di noi” rischia la sospensione. La struttura destinata a ospitare i disabili di età superiore ai 35 anni rischia di non vedere la luce a causa dei tagli della Regione. Il Csp, il consorzio dei servizi sociali del novese, ha messo da parte 1,8 milioni di euro per la realizzazione della struttura, che però non bastano. L’Asl nicchia, anche perché, una volta costruita, il 70 per cento dei costi di gestione sarebbe in capo proprio all’azienda sanitaria.

"Fino ai 35 anni i disabili vengono accolti dal centro realizzato a Novi Ligure, alla Bricchetta – ha spiegato ai consiglieri della commissione Affari sociali il presidente del Csp Ippolito Negro – Ma dopo? Cosa succederà quando i genitori che oggi li accudiscono saranno troppo anziani o addirittura non ci saranno più? Ecco perché questo è un progetto importante ed ecco perché l’abbiamo voluto chiamare Dopo di noi”.
La costruzione della struttura – che dovrebbe sorgere sempre in zona Bricchetta – per ora è bloccata non solo per la mancanza di fondi sufficienti ma anche a causa di una legge nazionale che prevede la soppressione dei consorzi. Una norma che risale al 2010, che di anno in anno viene prorogata o sospesa, ma che tuttora pende come una spada di Damocle sul futuro del Csp.
"Ora però vorremmo partire almeno con una sperimentazione del progetto, utilizzando parte del centro diurno per anziani alla ex colonia solare", ha detto Negro.

Intanto è partito l’iter per l’approvazione del bilancio del consorzio. "Da cinque anni i Comuni godono del 20 per cento di sconto sulle quote che dovrebbero versare, che già sono molto più basse di quanto accade nell’ovadese e nel tortonese – ha affermato Negro – Così si è azzerato l’avanzo di amministrazione ottenuto negli anni scorsi. Oggi il bilancio è in pareggio a 5 milioni di euro. Dovremo valutare, insieme ai sindaci interessati, se tornare alle quote del 2010". 
30/03/2015

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