Ovada

Da area industriale mai nata a semi discarica

E' il Pip della Rebba dove tra zone buie e pochi capannoni č facile abbandonare quel che non ci serve pių senza farsi notare
 OVADA - Doveva essere area di attrazione per le imprese artigianali della nostra zona, oggi è mestamente vuota (solo un’azienda, la Momev, ha deciso di scommetterci). E, ulteriore spregio per il complesso della Rebba che non è mai decollato, oggi si è trasformato in un luogo ideale per abbandonare ciò che non ci serve più. La foto scattata la settimana scorsa è emblematica: accanto ai cassonetti un divano abbandonato, una poltrona di cui è rimasta solo una parte, sacchi della spazzatura. E la cosa curiosa è che a nemmeno due minuti dall’area ci sarebbe lo spazio di Econet nel quale gli stessi rifiuti potrebbero essere conferiti gratuitamente in modo più civile. A pochi metri di distanza la vegetazione cresce spontanea tra il marciapiede e il viale.

Oltre 110 mila metri quadrati, per la quale sono stati spesi fondi europei per circa 1.700.000 euro. L’inizio dei lavori nel 2002 dopo la stipula di una convenzione tra il Comune e la Soprin al quale fu passato l’incarico di trovare soggetti interessati. I prezzi risultarono molto alti a fronte di una location non particolarmente servita a livello di viabilità. Nel 2010 fu varato un pacchetto di modifiche per rendere più appetibile il tutto, tra queste l’innalzamento a 13 metri dei capannoni, mal visto dall’allora Circolo della Sinistra che vi vedeva l’apertura a una futura centrale a biomasse. Anche la crisi economica ha fatto la sua parte. Ora non resta che quel che documentiamo con la foto. 

30/10/2012
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