Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Opinioni

Crescere! Obbedire! Inquinare!

Qualche sguardo distratto alla rete rivela che molti italiani si sono fatti un’idea un po’ strana del Fascismo e invece che leggerne un’interpretazione storica si leggono visioni estreme, entrambe lontane dai fatti: coloro che ne hanno una visione

smogOPINIONI - Qualche sguardo distratto alla rete rivela che molti italiani si sono fatti un’idea un po’ strana del Fascismo e invece che leggerne un’interpretazione storica si leggono visioni estreme, entrambe lontane dai fatti: coloro che ne hanno una visione idilliaca mettendo sullo stesso piano un treno in orario con una legge razziale e una porta aperta con la privazione della libertà individuale e coloro che negano che il fenomeno sia stato realmente di massa e sostenuto dalla maggioranza degli Italiani per due terzi della sua storia.

Uno degli aspetti che mi ha sempre interessato dei regimi è l’iconografia, nella quale hanno un rilevante posto le frasi ad effetto, i motti memorabili: nel Fascismo, indiscutibilmente, uno dei più riusciti e pregni è stato:

Credere! Obbedire! Combattere!

Ripetuto durante la prima agonia del Regime, poco prima che questo trascinasse l’Italia in uno dei momenti più cupi della sua storia: riassume perfettamente l’enfasi e la caparbietà con cui si pretese dal popolo convinzione e sostegno verso un percorso chiaramene sbagliato e doloroso.

Una caparbietà simile nei confronti della direzione sbagliata e un’enfasi simile nello spronare il popolo a credere ciecamente che sia la cosa giusta da fare e sia imperdonabile non sostenerla lo viviamo in questi anni con la perseveranza nel pretendere la continua crescita dell’economia.

La crescita ci viene imposta come unico obiettivo nonostante sia ormai del tutto evidente che sia quello sbagliato, che sia indispensabile cambiare rotta e percorso, che gli effetti di un sistema economico basato sulla domanda indotta del superfluo sono devastanti.

I governi non fanno che rassicurare sull’imminente aumento della crescita, ma allora cosa ci fanno a fare a Parigi, oltre a mangiar bene in un bel posto?

Come pensano di frenare il riscaldamento globale e ridurre l’inquinamento proponendoci un modello economico che ha nell’inquinamento il principale propulsore?

Inquinare è un imperativo categorico, un’obbedienza indiscussa al consumismo imposto anche quando reso difficile dallo stesso sistema che lo impone, un sistema che fa della disuguaglianza e dell’assenza di prospettiva uno strumento indispensabile. Alcune delle principali dimostrazioni di questa assenza di prospettiva sono:

  1. Favorire il trasporto privato e su gomma (nuove strade, autostrade e tangenziali) invece di investire nel trasporto pubblico, in particolare su ferro
  2. Tentare di ridurre la domanda di mobilità (e quindi la conoscenza e la socialità) per poterla soddisfare insostenibile invece di aumentare l’offerta sostenibile (dalla conservazione e gestione delle ferrovie alla fibra ottica)
  3. Aumentare i rifiuti (esempio aumento imballaggi) invece di razionalizzare le norme e recuperare i materiali (la raccolta differenziata del vetro per esempio andrebbe sostituita con il riutilizzo del medesimo, primi passi si stanno facendo con la legge sul vuoto a rendere dell’On. Vignaroli)
  4. Non difendere il territorio evitandone il consumo con nuove costruzioni invece di promuovere ristrutturazioni e rendere energeticamente indipendenti gli stabili.

Siamo costretti a inquinare, come a obbedire allora.

Combattere è forse l’unico imperativo aberrante allora come adesso che possiamo convertire in un imperativo positivo: combattendo l’apostasia che stanno vivendo le teorie della decrescita rileggendo Latouche con spirito critico e non con irriverente superiorità, sostenendo i tentativi di superare il monetarismo e il liberismo riscoprendo Keynes, nel quotidiano cambiando gradualmente le nostre abitudini stando attenti ai prodotti rispettando le stagionalità e evitando le multinazionali, usando i mezzi pubblici.

Su quest’ultimo punto siamo un po’ al ridicolo dove città di centomila abitanti che hanno frequenze orarie su linee urbane rendono gratis l’uso del rarissimo mezzo pubblico impegnato in astrusi percorsi come Alessandria o dove politici come Cota che sono stai amministratori contestano le misure palliative contro l’inquinamento dopo aver fatto della mobilità insostenibile una bandiera (fu la sua giunta a cancellare un terzo della rete ferroviaria della regione Piemonte).

Combattere contro l’ipocrisia è uno dei momenti positivi di questo normalmente disprezzabile imperativo, l’ipocrisia di chi pensa di produrre mobilità eccellente promuovendo il trasporto su gomma, di chi pensa di ridurre l’inquinamento aumentando la produzione e diminuendo il costo del lavoro, di chi pensa di estendere i mercati invece di ridurne gli effetti, di chi pensa che basti chiudersi in casa a chiave per superare indenne il tornado.

 
31/12/2015
Angelo Marinoni - Redazione Appunti Alessandrini - redazione@alessandrianews.it

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


StrAlessandria 2019
StrAlessandria 2019
'Canapa in Festival' a Borgo Rovereto, le immagini della prima edizione
'Canapa in Festival' a Borgo Rovereto, le immagini della prima edizione
Alessandria-Albissola 3-0, le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Albissola 3-0, le foto di Gianluca Ivaldi
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Maurizio Landini alla Festa d'Aprile
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Centri sportivi: dalla Giunta la proposta per la ricerca di un partner privato
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Alessandria-Arezzo 2-3. Le foto di Gianluca Ivaldi
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Inaugurato il nuovo laboratorio di chimica organica all'Istituto 'A.Volta'
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Viaggio nel mondo della sicurezza con l'Ispettorato del Lavoro di Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Da Osaka ad Alessandria
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale
Bimbi in maschera e dolci sorprese per il Carnevale