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Lotta alla mafia

Cascina Saetta: a settembre le prime attività?

Dopo un iter piuttosto tortuoso i lavori di demolizione delle vecchie strutture sono stati conclusi. Si attendono ancora 34 mila euro dalla Regione, ma Libera è pronta ad avviare i lavori per l'impianto delle attività floro-vivaistiche rivolte a scolaresche e persone con disabilità. "Sarà il primo bene confiscato della provincia"
BOSCO MARENGO - Si dovrà aspettare probabilmente fino alla prossima primavera per l'avvio delle attività floro-vivaistiche nel primo bene confiscato alla mafia in provincia di Alessandria. "Quello di Cascina Saetta è stato un percorso lungo e complicato - racconta Carlo Piccini, responsabile provinciale di Libera - ma noi siamo finalmente pronti a partire. Questo è un luogo simbolo per il nostro territorio, e non vediamo l'ora di aprirlo a scuole e associazioni per svolgere attività didattiche con scolaresche e persone diversamente abili. Ultimamente abbiamo intensificato le riunioni e speriamo che tutti coloro che hanno preso impegni specifici li rispettino. Nel dicembre 2012 il comune di Bosco Marengo e Parcival - associazione di promozione sociale spesso attiva in collaborazione con Libera - avevano stretto accordi precisi e pur con difficoltà l'iter individuato si sta compiendo". 

I lavori di demolizione ad opera del Comune sono stati completati, anche se si dovrà procedere al tamponamento del muro di proprietà del vicino. Il coordinamento provinciale di Libera è intanto pronto a costruire le nuove attività. Precisa Piccini: "il nostro investimento, circa 40 mila euro, è già stato interamente anticipato e pagato, grazie all'impegno dei volontari, delle campagne di raccolta fondi, del contributo della Fondazione CRT di 11 mila euro. Per raggiungere la cifra complessiva del progetto, cioè circa 70 mila euro, mancano ancora i 34 mila euro che deve versare la Regione, in base alla legge regionale 14 del 2007. Speriamo che questi soldi vengano sbloccati presto. In fondo finora lo sforzo più grande è stato compiuto dai privati, ma la lotta alla mafia non deve essere certo solo una questione privata. Il prefetto Romilda Tafuri sottolinea l'importanza di questo progetto ogni volta che ne ha la possibilità, speriamo davvero che ora ci sia l'accelerata decisiva". Il crono programma iniziale prevedeva la fine dei lavori per la componente comunale entro il 28 febbraio (ma per quella data i lavori non erano neppure iniziati), mentre l'intervento di competenza di Libera (successivo però agli interventi del comune di Bosco Marengo) sarebbe dovuto iniziare il 20 luglio. "Nell'estate speriamo comunque che il cantiere sia pienamente operativo - conclude Piccini - A metà settembre abbiamo invitato i familiari del giudice Saetta. Organizzeremo una serie di iniziative ad Acqui Terme, città natale del giudice, dove è nato da poco il nuovo presidio territoriale di Libera, intitolato al figlio del magistrato, Stefano Saetta, anch'esso ucciso nell'agguato mafioso avvenuto 25 anni fa". 
29/07/2013

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