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Scuola e Università

Casale, Classe Futuro

Viaggio nelle scuole superiori cittadine, su come cambia la scuola di fronte alle sfide attuali
CASALE MONFERRATO - Scendono dagli autobus veloci e disordinati. Mentre la città dorme, sono loro i padroni della scena. Studenti, centinaia, migliaia di studenti si riversano per le vie di Casale alle 7.30 del mattino. Un numero sproporzionato per una cittadina di 36.00 abitanti. Già, perché Casale, che non è (davvero) una città universitaria, ha un’altra vocazione: essere città della Scuola.
Per i paesi del Monferrato, ma anche per la Lomellina e più in là nelle pianure verso Vercelli, la nostra città funge da polo di attrazione per gli studenti delle superiori. Con un’offerta formativa davvero completa: 15 indirizzi, considerando solo i tre principali plessi scolastici. Elenchiamoli: liceo linguistico, scientifico, classico, sociale, scienze umane (Balbo); perito con quattro indirizzi, tecnologico, sportivo, agrario (Sobrero); ragioneria, geometra, turistico, grafico (più due sperimentali, al Leardi). Senza contare le scuole private, paritarie e i centri di formazione.
Non vi inganni il rito sempre antico della campanella. Dentro tutto sta cambiando. La tanto bistrattata scuola è sottoposta ad un processo di rinnovamento della forme e dei contenuti, per tenere il passo e guidare i giovani in una realtà che ai loro stessi genitori pare sempre più incomprensibile. Internet, ambiente, globalizzazione, vediamo come queste e altre tematiche sono entrate o stanno entrando nelle aule delle scuole casalesi, a partire dai loro tre istituti più importanti. E dai loro presidi.

NOVITA’ ANNO SCOLASTICO 2012/2013.
Nuovo giro, nuova corsa. Ma anche “nuovi corsi”, a vedere i programmi del nuovo anno scolastico dell’Istituto Balbo: il preside Riccardo Calvo e il vicepreside Roberto Scanzo presentano il nuovo piano di offerta formativa, che contiene un’ora in più di formazione per ogni indirizzo. La cosiddetta “ventottesima ora”, cioè una materia a scelta tra due, che diventa materia di curriculum (cinese o spagnolo al Linguistico, laboratorio multimediale o diritto ed economia al Classico, analisi o gestione ambientale allo Scientifico, linguaggi multimediali o musica per Scienze Umane e Liceo Sociale).
Non è da meno l’offerta del Leardi, che, come ci illustra la Dirigente Carla Rondano, vede l’introduzione di due corsi speciali: accanto al corso tipico di Ragioneria, è ora attivo dalla Terza l’indirizzo in “sistemi informativi aziendali”, dove l’informatica la fa da padrona. Mentre al Geometra, si affianca un curriculum in Geotecnica, con materie quali “tecnologie per il territorio e l’ambiente” e “Geologia applicata”, sempre dal terzo anno. Non viene trascurato nemmeno il Turistico, con tre lingue straniere accompagnate da docenti madrelingua. In tutti i corsi poi, è prassi l’alternanza scuola/lavoro, con stage specifici per ogni indirizzo.
Coerente con la sua vocazione applicativa, l’alternanza scuola lavoro viene potenziata anche al Sobrero, dove il preside Mauro Bosco ci illustra la novità degli stage all’estero o presso grandi imprese multinazionali del nostro territorio. Il Liceo Sportivo, infine, vedrà forse quest’anno il riconoscimento ufficiale da parte del Ministero, dopo anni di sperimentazione.
Se la dott.sa Rondano sottolinea “l’aumento nel numero delle iscrizioni, dovuto allo sbocco lavorativo più immediato dato da una formazione tecnica” e “l’importanza di portare i ragazzi a contatto col mondo del lavoro, con esperienze che li rendono entusiasti”; il preside Calvo spiega come i corsi attivati “sviluppano e certificano delle competenze” e soprattutto “con essi la scuola prova a dare degli strumenti di lettura di cose che stanno a cuore ai ragazzi”. Approcci diversi, dunque, ma coerenti con le specificità di ciascuno.
Alcuni fenomeni, però, sono trasversali:


INFORMATICA
E’ una delle più grandi innovazioni degli ultimi anni, su cui la scuola italiana è stata spesso in ritardo. Ora però patente ECDL e registro elettronico sono diventati o stanno diventando una prassi quasi ovunque, e le scuola casalesi non fanno eccezione. Si aggiunge, al Leardi, il progetto “2.0” curato dal prof. Celoria: “ogni ragazzo viene dotato di un tablet, e si sperimenta una didattica innovativa”. Sempre al Leardi, si tengono da anni progetti CAD specifici, corsi su programmi Zucchetti per i ragionieri, e i grafici hanno a disposizione un laboratorio MAC all’avanguardia. Il Sobrero, che in informatica possiede anche un indirizzo di Perito, considera la digitalizzazione “ormai di routine”. Al Balbo, infine, è stata appena installata una rete wi-fi ad hoc, e al plesso di piazza Castello ogni aula è ora dotata di videoproiettore, mentre si stanno acquistando tablet per ogni docente.


AMBIENTE
Permeano l’economia e la vita di tutti i giorni: le tematiche ambientali entrano così nella formazione dei giovani. Con formule diverse per ogni istituto.
Il Leardi, con la professoressa Meni, approfondisce il tema dell’amianto in modo multidisciplinare: tecniche di bonifica per i geometri, costi di smaltimento per ragioneria, comunicazione del problema ai grafici e rinascita della città al turistico. Il progetto “Scuole che fanno la differenza”, invece, punta sul ri-uso e sul riciclaggio dei rifiuti in ambito scolastico.
Al Sobrero, anch’esso parte del gruppo Scuole Insieme per la lotta all’amianto, si affronta il tema della green economy, con tirocini presso aziende del settore (da ultimo una multinazionale che sta avviando a Crescentino un grosso impianto di energia a biocarburanti di seconda generazione) e anche con un corso post-diploma IFTS sulle energie alternative presso l’Istituto Agrario, che ha raccolto un alto numero di adesioni.
Grande attenzione alle tematiche ambientali mostra poi il Balbo, dove il prof. Meni da anni cura il Laboratorio Colibrì: “entrambi i plessi sono dotati di una fontana per l’acqua leggera, a cui gli alunni si riforniscono con borracce in plastica riciclata, abbattendo il consumo di bottiglie usa e getta; i distributori automatici, inoltre, contengono anche prodotti del mercato equo-solidale”. Novità di quest’anno è poi il Laboratorio “A come ambiente”, sviluppato in collaborazione con l’omonimo Museo di Torino, che fornisce attrezzature per analisi ambientali, tra cui PlastLab, un laboratorio sul riciclaggio della plastica.

INTERNAZIONALE
Se l’Europa è sempre più integrata e il mondo entra a casa nostra (spesso senza bussare alla porta), lo studio delle lingue e le esperienze all’estero giocano un ruolo importante per saper leggere la realtà e viverci dentro da protagonisti.
E’ unanime l’impegno su questo fronte, che vede al Leardi l’introduzione di tre lingue al Turistico, la certificazione delle competenze possedute e il supporto di docenti madrelingua. Il Sobrero punta decisamente sugli stage all’estero: il Master dei Talenti Tecnici, finanziato dalla C.R.T., è attivo dal 2004 e permette a 5 neo-diplomati di fare un’esperienza di 12 settimane in un Paese europeo, con una borsa di studio; ad esso si aggiunge quest’anno il progetto Re-Energy, aperto a 20 partecipanti che svolgeranno 5 settimane di tirocinio presso un’azienda estera del loro settore, come spiega la professoressa Maria Cristina Chianello.
Al Balbo, infine, prosegue e si rafforza la tradizione dello studio delle lingue straniere, con risultati sorprendenti. Sebbene la riforma Gelmini abbia soppresso il bilinguismo allo scientifico, sono attivi anche qui corsi pomeridiani, a costi praticamenti irrisori, per ottenere certificazioni linguistiche di notevole livello: “i nostri studenti ottengono ogni anno centinaia di certificazioni, con una media altissima a livello italiano”, sottolinea il preside, “e con poca spesa”. Il progetto Outgoing, presente anche al Sobrero, raggiunge al Balbo risultati impressionanti: tantissimi ragazzi scelgono di trascorrere il quarto anno all’estero (articolo a parte). “Lo scorso anno erano una quindicina, su circa cinquecento in tutta Italia!”.

E i tagli? “Si tratta” – aggiunge il preside Calvo, esprimendo un’idea facilmente condivisibile dai colleghi – “di iniziative ad alto valore aggiunto, ma nate dalla sensibilità e quasi dal volontariato dei professori, che si impegnano in una scuola che non può più spendere nulla”.
La scuola, dunque, tiene botta. Ma che ne pensano gli studenti? E quanto è consapevole la città del patrimonio che custodisce? Si può valorizzarlo? Le domande sono aperte al contributo dei lettori.
 
29/10/2012

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