Alessandria

Campagna social per tornare a bere l'acqua del rubinetto: "Buona e sicura"

Nonostante le diffidenze l'acqua degli acquedotti alessandrini controllata duemila volte all'anno, ed potabilissima. La nuova campagna di sensibilizzazione sull'uso consapevole e contro gli sprechi vuole far cambiare le abitudini
 ALESSANDRIA - L'acqua che esce dai rubinetti è controllata, sicura e buona. Eppure, per diffidenza e scarsa abitudine siamo più portati a bere quella in bottiglia, molto più costosa e inquinante. L'Egato6 – Ente di Governo dell'Ambito territoriale alessandrino, prima Ato 6 – vuole tentare l'impresa titanica di far cambiare le abitudini agli alessandrini, lanciando una campagna di sensibilizzazione sull'uso consapevole, sul risparmio idrico e di riflesso sulla fiducia nelle istituzioni e nell'ente pubblico che ne gestisce l'approvvigionamento. “La nostra acqua è sicura e buona”, ha sottolineato Gianfranco Baldi, presidente della Provincia di Alessandria e dell'Egato 6, “La diamo per scontata ma ci accorgiamo quanto è importante solo quando ci manca, come durante le siccità estive. Vogliamo far capire quanto lavoro ci sia dietro per far arrivare l'acqua nelle case e quanto sia importante non sprecarla”.

La campagna #beretrasparente ideata dalla Coop Erica vuole utilizzare più canali, da quelli tradizionali (incontri, banchetti informativi, campagne nelle scuole) ai social: sito web, Facebook e Instagram, proprio per utilizzare un 'linguaggio' più vicino alla gente e più amichevole. 

“Bere trasparente” sarà nelle principali feste e sagre (Anche ad AleComics di settembre) con materiale informativo e bottiglie di vetro in omaggio, come si beveva una volta prima del boom dell'acqua minerale. Gli operatori sarano a disposizione per levare qualche dubbio atorno all'acqua che sgorga dal rubinetto.

L'Ato 6 serve 146 Comuni tra le province di Asti e Alessandria (tutti i centri zona eccetto Valenza e Casale), 325 mila abitanti, 4200 km di rete dell'acquedotto e 2 mila analisi all'anno. Le sorgenti e i pozzi sono 665, 26 i potabilizzatori.

Data la vastità della rete e della complessità orografica del territorio alessandrino la dispersione dovuta a falle sotterranee è alta: fino al 30%. “Stiamo sperimentando un progetto innovativo di visione satellitare della rete che individua le perdite rilevando la variazione di umidità attorno ai tracciati delle tubature. Le foto scattate evidenziano i punti critici”, spiega il direttore Adriano Simoni.

Tra i fondi dell'Ente (una quota della tariffa va a gestione e manutenzione) e quelli erogati dalla Regione per il dopo siccità, si stima che la provincia abbia a disposizione 10 milioni di euro per migliorare la rete idrica e creare nuovi collegamenti (tra cui il 'tubone' Tra Predosa e Acqui e una nuova vasca a Ponzone).

18/05/2018
Redazione - redazione@alessandrianews.it