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Società

Botti di Capodanno, l'appello dei volontari e i consigli degli esperti

Si avvicina Capodanno e con esso anche i botti, quelli che spaventano moltissimo gli animali. A tal punto che le associazioni che li tutelano chiedono ai sindaci di prendere provvedimenti. Mentre gli ordini di proibizione ancora mancano, esiste qualche accorgimento che possono prendere coloro che hanno animali
SOCIETA' - "Per molti è l’occasione di festeggiare, per noi volontari un momento di lavoro intenso. L’anno scorso tra la mezzanotte del 31 dicembre e le prime luci del mattino successivo abbiamo recuperato una decina di cani. Il primo, lo ricordo, un pastore tedesco smarritosi dalle parti di Rocca Grimalda". È molto chiara Patrizia Ferrario [nella foto a sinistra], presidente dell’Enpa Ovadese: i botti di capodanno dovrebbero essere vietati. "I cani si spaventano, rimangono disorientati. Alcuni cercano di scappare: l’anno scorso abbiamo anche avuto il caso di un animale che si è impalato cercando di scavalcare un cancello". Come lei la pensano molti amanti degli animali, non solo cani.

E invece ovadese e novese sembrano essere due territori in contro tendenza. Solo Tortona e Valenza hanno optato per proibire i botti. Così come ha fatto Bologna, ad esempio, dove i petardi saranno vietati dal 24 dicembre fino al 7 gennaio. Un provvedimento analogo l’ha promesso nei giorni scorsi anche il sindaco di Modena. Più vicino a noi, l’anno scorso furono parecchi comuni del novarese a varare provvedimento di questo tipo, e a avviare campagne di sensibilizzazione nelle scuole.
"Non sono abituato a fare populismo e a prendere in giro la gente – commenta il sindaco di Ovada, Paolo Lantero – Non farò un’ordinanza se so che poi non c’è una concreta possibilità di farla rispettare".

"Potrebbero essere chiamate in causa le guardie zoofile – replica Ferrario – Saprebbero sicuramente operare sul territorio nel modo più corretto". L’argomento è molto caldo anche sui social. Lo scorso anno, allo scoccare della mezzanotte si sviluppò sulla pagina “L’Ovada che vorrei” un’aspra contesa, non priva di insulti reciproci, tra i sostenitori della causa animalista e chi invece utilizza botti e petardi. Quest’anno per ora gli appelli sono affidati alle singole persone.

Per i nostri amici a quattro zampe, però, qualcosa che possiamo fare c’è
. Lo spiega ad esempio Roberto Mannu [foto a destra], titolare del centro cinofilo “Di Albascura” di Rocca Grimalda. "Si possono avere alcuni accorgimenti, ma non è detto che funzionino, perché ogni animale ha una sensibilità differente. Molto dipende dalle esperienze vissute quando era cucciolo: magari l’abbiamo portato con noi a vedere i fuochi artificiali, ottenendo sostanzialmente di “traumatizzarlo”.
Se sappiamo che il nostro cane qualche problema con i botti ce l’ha, meglio cercare di alleviare il più possibile il rumore: "È utile chiudere tutte le finestre e le imposte di casa. Meglio anche alzare il volume della televisione o della radio, non perché riesca a “coprire” il rumore degli scoppi, ma perché lo smorza un po’", dice Mannu.

Oggi in commercio esistono anche collari o diffusori che possono contribuire a calmare il cane. Si chiamano Dap e diffondono quelli che in gergo si chiamano “feromoni appaganti” che hanno la funzione di rassicurare l’animale. "Non si tratta però di prodotti ad effetto immediato – dice Mannu – servono un paio di settimane di utilizzo perché facciano effetto". E in ogni caso, per il cane la compagnia del padrone è fondamentale: «Possiamo chiudere finestre, alzare il volume della tv, usare diffusori di feromoni, ma se lo lasciamo a casa da solo durante i festeggiamenti di Capodanno rischiamo di ritrovarci l’appartamento devastato".

"È spesso utile preparare un rifugio, un posto sicuro dove l’animale possa sentirsi a suo agio – dice Paola Cavanna [foto a sinistra], veterinaria a Novi Ligure – Il rifugio deve essere preparato per tempo, in un luogo facilmente raggiungibile e collocato nell’ambiente in cui ama nascondersi abitualmente. Se possibile sarebbe consigliabile portare fuori il cane quando ancora c’è luce, questo per evitare che si trovi ad affrontare fuochi sparati in anticipo rispetto alla scadenza della mezzanotte".
Ricorda ancora Cavanna: "Il proprietario non deve inoltre obbligare l’animale a stargli vicino, se l’animale invece vuole stare nel suo rifugio deve dare affetto, rassicurarlo ma mantenendo sempre un atteggiamento sereno perché i nostri amici animali sono molto sensibili al nostro comportamento e ai nostri cambi di umore".
Sui veri e propri farmaci calmanti o sedativi Cavanna è cauta: "Vanno utilizzati solo dopo averne parlato con il veterinario perché sono farmaci molto difficili da usare e che possono avere molti effetti collaterali".
 
28/12/2015
Elio Defrani - Edoardo Schettino - redazione@ilnovese.info

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