Sei in: AlessandriaNews / Scuola e Università / "Una città senza università è una città senza giovani" - 7/02/2012
Università

"Una città senza università è una città senza giovani"

A Palazzo Monferrato si è tenuto un convegno per discutere dell'esperienza dell'Università di Alessandria e per trarre qualche considerazione sul suo futuro incerto
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L'idea di rendere più efficiente e meno dispendiosa l'università italiana si sta facendo sempre più largo. In tempi di crisi e rischio default la necessità di contenere i costi ha accelerato il progetto. La riduzione dei corsi di laurea, l'accorpamento degli atenei e l'eliminazione delle sedi decentrate, sembrano essere alcuni dei punti fondamentali su cui faranno leva i tagli. In questo quadro il futuro della sede alessandrina dell'Università del Piemonte Orientale pare quanto mai incerto. Alessandria potrebbe, infatti, perdere la sua università in favore di un accentramento verso Novara. Sarebbe una grave perdita per la città. Da un recente studio in cui si analizzano i benefici economici per il territorio dalla presenza della struttura universitaria, si è rivelato che l’Ateneo Avogadro ha un consistente effetto moltiplicatore per l’economia alessandrina.
Per discutere dei passati cinque anni dell'ateneo alessandrino, e del suo futuro, si è svolto il 4 febbraio presso Palazzo Monferrato “L'Università ad Alessandria. Bilancio di un quinquennio e prospettive", un convegno organizzato dal Rotary Club e i Lions di Alessandria. A seguito dei saluti di apertura di Paolo Camagna, Presidente Rotary e Franco Ricagni, Presidente Lions, hanno portato il loro contributo al dibattito molti rappresentanti istituzionali.

Tra i primi a intervenire il vicepresidente della Regione Piemonte Ugo Cavallera: “L’Università degli Studi del Piemonte Orientale rappresenta da anni il centro d’eccellenza per la condivisione, lo scambio e la divulgazione del sapere non solo scientifico, e l’Ateneo Amedeo Avogadro costituisce un riferimento culturale di notevole importanza per il nostro territorio -ha commentato- L’incontro di oggi è un esempio per tutti noi di come sia possibile lavorare in sinergia tra le diverse istituzioni impegnate per lo sviluppo del polo universitario alessandrino ed auspico che vi siano sempre più attori interessati a questo progetto in grado di valorizzare le risorse umane della nostra Regione e di trainare anche l’economia locale”.
A portare il suo contributo ci ha pensato anche la vicepresidente della Provincia di Alessandria, Rita Rossa. “Gli enti locali sono in prima linea da vent’anni per il sostegno all’esperienza universitaria alessandrina, per investire sulla conoscenza. Ed è stato fatto proprio perché la vocazione di Alessandria potesse essere quella di un terziario avanzato, e che potesse essere elemento propulsivo per l’intera economia del territorio. Ora , siamo costretti a sciogliere dei nodi. In Regione Piemonte non siamo più riusciti con il presidente Cota a difendere il profilo di appartenenza. Bisogna capire allora se si puo riprendere la strada del radicamento o se c’è un continuo attacco all’esperienza alessandrina” le sue parole.

Il Prefetto Francesco Paolo Castaldo ha ribadito l’importanza dell’Università, qualificante per una città come Alessandria. “Una città senza Università è una città senza giovani” la considerazione del Prefetto. Il sindaco Piercarlo Fabbio ha chiesto l’appoggio degli imprenditori, il presidente della Fondazione Cra Pier Angelo Taverna ha appoggiato l’idea di maggiore sinergia fra i tre poli di Novara, Vercelli e Alessandria. Il rettore dell’Università del Piemonte Orientale, professor Paolo Garbarino ha ipotizzato una “riorganizzazione e ridistribuzione dei corsi di laurea. Nei periodi di crisi le sinergie si concentrano nei centri più grandi”. A portare la voce degli industriali è stato l’ingegnere Pier Giacomo Guala che ha ribadito l’apporto degli imprenditori all’Università alessandrina auspicando anche un apporto di idee. A nome dei docenti ha fatto sentire il suo parere la professoressa Maria Luisa Bianco, a nome degli studenti Davide Cervetti. Ha concluso il dibattito il Ministro per la Salute professor Renato Balduzzi, docente universitario di Diritto Costituzionale. “Partiamo da questo bilancio per rialzare la testa. L’eccellenza c’è. La tripolarità è stata una scommessa virtuosa ma è anche problematica -ha detto Balduzzi- Chi ha più filo tesse di più, ma noi comunque di filo ne abbiamo ancora ed è senz’altro possibile riprendere il discorso, con l’impegno serio di tutti coloro che in questa sede hanno fatto sentire la loro posizione”.
7/02/2012


 
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