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Politica

Sel: “Ambiente, lavoro, diritti: dov’è il Pd?”

Emergenza di Palazzo Rosso, nomine Amag, ponte Meier, registro delle coppie di fatto. Ma anche il terzo valico, l’inquinamento industriale, i precari di Palazzo Ghilini. Tra Sinistra Ecologia Libertà e il Partito Democratico sembra esserci ormai un solco profondo: sarà rottura? Il punto di vista di Domenico Priora, segretario provinciale di Sel
“C’è un fatto incontrovertibile: un po’ ovunque in provincia, da Palazzo Ghilini a Palazzo Rosso passando per altri centri del territorio governati dal centro sinistra, Sel è stata esclusa dal governo del territorio. Mi sembra difficile che si possa pensare a casualità”. Domenico Priora, segretario provinciale di Sinistra Ecologia Libertà, ha dedicato parte della pausa di agosto ad analizzare la situazione politica locale e nazionale, e i conti sembrano non tornare: non è certamente ancora rottura con un centro sinistra “egemonizzato” dal Pd, ma certamente i segnali di disagio non mancano, e non vanno sottovalutati. “Forse da noi abbiamo un po’ anticipato – sottolinea Priora – uno scenario che potrebbe ora delinearsi, con la nuova legge elettorale in discussione in questi giorni, anche a livello nazionale. Ossia un Pd che punta a fare da solo, a muoversi in autonomia sul piano delle scelte e delle decisioni, mettendo poi gli alleati di fronte al fatto compiuto: un percorso che però a noi francamente non interessa”. Facile leggere in questa analisi riferimenti precisi alla situazione alessandrina, dove Sel nelle scorse settimane in un paio di occasioni (gli aumenti delle tariffe conseguenti al dissesto, e la scelta del nuovo amministratore delegato Amag Giampiero Borsi) non ha mancato di sottolineare in maniera ufficiale il proprio dissenso. Così come anche sulla vicenda del ponte Meier, “a cui noi continuiamo ad essere contrari”.

Preludio ad una crisi più ampia, che potrebbe portare Sel fuori dalla maggioranza di Palazzo Rosso? Al momento sembra piuttosto la richiesta di un cambio di passo, e di maggior condivisione: “ma non è, vorrei che fosse chiaro – precisa Priora – una questione di incarichi, assessorati od altro. Semplicemente crediamo che Rita Rossa abbia di fronte a sé una grande opportunità di cambiamento vero, di rottura con il passato. Occorre saperla cogliere fino in fondo, condividendo le decisioni il più possibile, e aprendosi alla città. In questi primi mesi di mandato non è successo, ma c’è ancora tempo per correggere la rotta”. Il segretario provinciale di Sel non nasconde le proprie perplessità rispetto al dissesto (“ci sono realtà messe peggio di Alessandria, che sono riuscite ad evitarlo: forse bisognava puntare i piedi con più decisione”), ma guarda avanti: “vedo due emergenze, per tutto il nostro territorio provinciale: si chiamano ambiente, e lavoro. E proprio dal capoluogo è auspicabile possano arrivare segnali importanti. Ma c’è anche la questione dei diritti civili delle persone, che in una prospettiva di sinistra non è secondaria: purtroppo da Palazzo Rosso in questi giorni ci arrivano, da questo punto di vista, segnali pessimi”. Priora si riferisce, in particolare, alla mancata iscrizione fra i punti in discussione al prossimo consiglio comunale alessandrino (in programma lunedì 3 settembre) del registro delle coppie di fatto: “una scelta politicamente grave, rispetto alla quale chiederemo seri approfondimenti alla coalizione che sostiene Rita Rossa”.  
Poi c’è il lavoro. “la nostra provincia – sottolinea Priora – rischia di pagare un costo altissimo a questa crisi, e come Sel ci chiediamo se la politica, e soprattutto il centro sinistra, non possano e debbano fare di più. Penso naturalmente alla situazione alessandrina di queste settimane, con le complesse vicende che ruotano attorno a Palazzo Rosso, che necessitano di una prospettiva di analisi ampia, che vada oltre l’emergenza di questi giorni. Ma guardo anche al resto del territorio provinciale. Dove, ad esempio, si potrebbe pensare a progetti di riqualificazione di ampie porzioni di territorio spesso abbandonato, e la cui manutenzione certamente potrebbe generare anche occupazione. E poi c’è la vicenda dei precari della Provincia, che non può passare sotto silenzio. Nei mesi scorsi diversi singoli lavoratori sono andati a casa, per scadenza di contratto, nell’indifferenza generale. Ora i precari, in scadenza dilazionata, sono ancora una sessantina: e io credo che un segnale importante potrebbe venire da un contratto di solidarietà, ricavando le risorse necessarie (in mancanza di altre soluzioni) attraverso un taglio delle retribuzioni di dirigenti e posizioni organizzative dell’ente. So che mi farò qualche nemico: ma sarebbe una scelta coraggiosa, e davvero di sinistra”. Una volta tanto nei fatti, e non solo nelle parole.

Sul fronte ambiente e inquinamento, Domenico Priora boccia con decisione il terzo valico, ritenendola un’opera estremamente costosa, e dall’impatto ambientale non sufficientemente monitorato e verificato: “nella migliore delle ipotesi – precisa - stiamo parlando di un’opera costosissima, che creerebbe un corridoio di modernità calato all’interno di un territorio desertificato. Qualcuno ha provato a calcolare l’impatto positivo che si avrebbe, anche sul piano occupazionale, se solo una parte delle risorse destinate al terzo valico fosse utilizzata per riqualificare intere aree soggette a frane, alluvioni e quant’altro?” E stiamo parlando, naturalmente, di denaro dei cittadini/contribuenti, la cui posizione rispetto al terzo valico si ha la sensazione sia stata sistematicamente ignorata. Sul fronte della lotta all’inquinamento ambientale, Priora ci tiene a sottolineare che gli attuali rappresentanti di Sel (“penso a Renzo Penna come assessore all’ambiente in Provincia, all’ingegner Lombardi e anche ad altri”) sono sempre stati in prima fila, “e senza di noi negli ultimi dieci anni vicende come la discarica per rifiuti industriali a Mirabello Monferrato o la cava Cementir avrebbero preso pieghe assai diverse, e pericolose”. E le grandi fabbriche? Rispetto a questioni come l’Ilva (che ha riflessi diretti anche sul nostro territorio, a Novi Ligure) o all’inquinamento del polo chimico di Spinetta la sinistra non ha spesso avuto un atteggiamento di “baratto” (“ti lascio inquinare, purché tu dia lavoro”) di cui oggi tutta la comunità rischia di pagare i costi? “La storia dello sviluppo industriale di questa provincia è complessa – conviene Priora – e errori non solo la sinistra, ma la classe politica nel suo insieme ne hanno certamente complessi. Poiché occorre guardare avanti, è chiaro che gli enti locali non possono più chiudere gli occhi, e devono prendere posizione in maniera decisa: certe bonifiche sono costosissime, e non possono certo ricadere sulle spalle di Provincia o comuni: da questi però devono però arrivare segnali forti”.
 
30/08/2012

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