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Opinioni

Quando la terra trema

Mercoledì 24 agosto alle 3:36 del mattino c'è stato un terremoto di magnitudo 6.0 (Scala Richter) con epicentro nei pressi di Amatrice e Accumuli, due piccoli paesi del reatino. La scossa ha avuto una magnitudo di 6.0, una profondità di 4 km ed è durato 142 secondi. Alle 3.56 la seconda scossa, ad Amatrice, di magnitudo 4.4
OPINIONI - Mercoledì 24 agosto alle 3:36 del mattino c'è stato un terremoto di magnitudo 6.0 (Scala Richter) con epicentro nei pressi di Amatrice e Accumoli, due piccoli paesi del reatino. La scossa ha avuto una magnitudo di 6.0, una profondità di 4 km ed è durato 142 secondi. Alle 3.56 la seconda scossa, ad Amatrice, di magnitudo 4.4.
Questa la fredda cronaca di un evento naturale che ha sconvolto le vite di migliaia di persone, con (nel momento in cui scrivo) 295 morti. Per i danni materiali non oso fare una stima, le foto le abbiamo viste tutti.
142 secondi.

Io ricordo il piccolo terremoto che colpì Novi Ligure qualche anno fa, furono solo pochi secondi ed una magnitudo neanche paragonabile, ma la sensazione di avere il terreno che scappava da sotto i piedi fu terribile. 142 secondi di scuotimenti a 0.3/0.4 G, per chi li ha subiti devono essere durati un’eternità, seguita dallo choc di ritrovare la propria vita distrutta.

I satelliti Sentinel 1A e Sentinel 1B, che fanno parte del programma Copernicus dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e quelli della costellazione Cosmo-Sky-Med dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) hanno mandato le prime immagini dei danni e dei crolli, ed i loro strumenti hanno permesso ai sismologi di calcolare che Accumoli ha subito uno spostamento laterale di 16 centimetri del suolo e uno sprofondamento di 20 centimetri. Può sembrare poco, ma bisogna pensare alle superfici, ai volumi in gioco, e questo 'poco' diventa una cosa enorme.

Cosa è un terremoto? In poche parole, la crosta terrestre è suddivisa in zolle che si muovono lentamente le une contro le altre, galleggiando sul mantello di rocce semifluide sottostante. Siccome queste zolle sono rigide ed ‘incastrate’ tra di loro, il movimento non è libero, quindi l’energia del movimento si accumula piano piano in determinati punti fino a quando all’improvviso, in quel punto specifico, le zolle ‘scivolano’ provocando il terremoto. L’intensità del terremoto dipende da diversi fattori: elasticità della zolla, energia accumulata, profondità del movimento, tipo del terreno.
Ribadiamo ancora una volta una cruda, triste verità: per quanto si studino le scienze della terra, NON ESISTE un modo per prevedere con esattezza dove, quando e con che forza colpirà un terremoto. Chi dice il contrario è un illuso (e magari un imbroglione).

Sappiamo però quali sono le zone a più alto rischio sismico. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha un sito dove si può vedere il grado di rischio sismico di ogni regione italiana. Mappe simili esistono per tutto il mondo, e sappiamo, per esempio, che la zona di Los Angeles/San Francisco è a forte rischio a causa della faglia di frattura di San Andreas.
Sappiamo dove (più o meno) un terremoto colpirà, ma non sappiamo quando. Bene, usiamo questa informazione per costruire in modo antisismico. Lo possiamo fare, e gli edifici costruiti correttamente possono resistere a terremoti anche più forti di quello di Accumoli ed Amatrice. Le specifiche ci sono, pretendiamo che vengano applicate per le nostre case e per le scuole dei nostri figli.

Piangere dopo non serve a nulla. Serve la prevenzione. Anche se si spende di più prima, alla fine costa di meno. In denaro ed in vite umane.
Per chi volesse dettagli tecnici sul terremoto, il report dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia lo trovate a questo link. Ci trovate anche i riferimenti normativi per le costruzioni antisismiche.
Alla prossima.
8/09/2016
Claudio Casonato - redazione@ilnovese.info

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