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Provincia

Provincia fanalino di coda per differenziata e riciclaggio di rifiuti

Dal 2012 i Comuni dovrebbero riciclare il 65% dei rifiuti. Ma sono meno della metà quelli in provincia. Sono solo piccoli municipi. Consigli agli amministratori da Legambiente: per migliorare servirebbero impianti di riciclo, incentivi al recupero, porta a porta e acquisti verdi
PROVINCIA - Arriva ancora una triste conferma per la provincia di Alessandria. Il nostro territorio è tra i meno ‘verdi’ di tutto il Piemonte. La statistica cruda di Legambiente è impietosa, anche se si potrebbero tirare in ballo vari fattori giustificativi, tra cui i numerosi comuni, i grandi centri zona urbanizzati. Eppure in testa alla classifica regionale di Comuni “Rifiuti free”, ovvero quelli che fanno una grande raccolta differenziata e nel contempo producono meno di 75 chili di spazzatura pro capite, si piazzano alcuni paesi alessandrini su 36: Pecetto di Valenza e Rivarone e Castelletto Monferrato. Ma poi il nulla.

Appena il 35,5% dei Comuni piemontesi raggiunge il 65% di raccolta differenziata previsto per legge e sono soltanto 36 su 1201 i Rifiuti Free. sono i dati che emergono dal dossier Comuni Ricicloni Piemonte 2018.

Sono i piccoli Comuni che evidentemente possono gestire meglio la raccolta rifiuti ad aggiudicarsi i primi posti regionali, anche se esistono degli esempi felici pure in quei centri con più di 10 mila abitanti. Fanalini di coda ancora una volta Alessandria e Torino.

Tra i ‘Ricicloni’ più piccoli (sotto i 10 mila abitanti) Pontecurone svetta con il 91,6% di differenziata. Seguono Castelletto Monferrato, Treville, Alluvioni Cambioò (ancora segnato come separato da Piovera), Castelspina, San Salvatore Monferrato, Castelletto Merli. Chiude Quattordio al 49esimo posto, con un risultato del 65,2%. la stragrande maggiranza dei Comuni provinciali è ‘sotto’ in modo preoccupante.

Nel corso degli anni gli obiettivi della classifica di Comuni Ricicloni sono diventati sempre più stringenti adeguandosi al panorama della gestione dei rifiuti in Italia che è mutato molto, fino ad arrivare al porta a porta e al target minimo del 65% in vigore già dal 2012, per la verità.

“Il ruolo dei Comuni nel portare l’attuale sistema di gestione dei rifiuti sempre di più verso l’economia circolare è fondamentale -dichiara il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani-, le amministrazioni locali sono le uniche in grado di indirizzare i propri concittadini verso pratiche virtuose di prevenzione, raccolta e riciclo. E’ importante però che siano inserite in un contesto di normative regionali e nazionali e di piani d’ambito che sostengano questa direzione, prevedendo la costruzione degli impianti di riciclo, gli strumenti necessari come la tariffazione puntuale, i sistemi di premialità per sfavorire il conferimento in discarica e incentivare il recupero di materia, la raccolta porta a porta e serie politiche di riduzione della produzione dei rifiuti. Al tempo stesso gli amministratori possono, attraverso scelte consapevoli e obbligatorie come gli acquisti verdi, incidere in maniera significativa sulla diffusione dei riprodotti e nello sviluppo di una vera e propria economia circolare”.
6/12/2018

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