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Alessandria

Più azioni di contenimento, nel rispetto della biodiversità

Nonostante la situazione degli animali selvatici in provincia sia 'disastrosa', le azioni di contenimento sono insufficienti. La Federazione della Caccia lancia l'allarme e critica le politiche regionali.
ALESSANDRIA - Anno (venatorio) nuovo, problemi vecchi anzi, peggiori di prima. Tempi duri per i cacciatori in Piemonte, e soprattutto in provincia di Alessandria: nonostante ci sia un gran bisogno di contenere i capi di fauna selvatica dannosa per l'agricoltura, sembra che gli enti locali non abbiano intenzione di risolvere il problema, ma solo di rinviarlo di anno in anno.

“Così facendo siamo già in ritardo di sette-otto anni”, lamenta il presidente provinciale della Federazione Italiana della Caccia, Francesco Carosio, “La Regione Piemonte sta facendo ben poco per la provincia di Alessandria. A fronte di un sempre crescente numero di ungulati che devastano le campagne in cerca di cibo – e questa estate anche di acqua - avevamo richiesto un numero maggiore di abbattimenti selettivi.
Ad Asti lo hanno permesso, perché qui non ci riusciamo?”, si chiede il responsabile dell'associazione che da sola rappresenta il 62-68% delle doppiette provinciali. Nessuno vuole sterminare i caprioli, men che meno Federcaccia: “Vogliamo mantenere la biodiversità degli ambienti, pertanto chiediamo di poterne contenere in un numero adeguato alla superficie e al territorio”. Pare invece che non sia così, visto che i danni alle coltivazioni siano sempre in aumento. La fame e la sete la patiscono anche gli animali selvatici, disposti a spostarsi anche decine di chilometri pur di trovare da sostentarsi: “Da Sezzadio sono arrivati a Predosa, tutta la Bormida, da Acqui in avanti, questa estate ne era piena perché unico fiume con acqua. A Castelnuovo Scrivia non se ne vanno più”.

Eppure i cacciatori sono i primi a pagare, ancor prima di iniziare a sparare. “Si paga una tassa per poter prelevare la selvaggina, che per legge è bene indisponibile dello Stato. Si pagano inoltre 100 euro alla Regione, in anticipo, per i danni. Chiediamo che la quota regionale venga accantonata in un fondo a parte affinché i pagamenti siano più puntuali. Quello che avanza torni pure a Torino...”.

Nei prossimi giorni la discussione si sposterà in Provincia, per fare il punto della situazione sugli abbattimenti selettivi e sull'inizio dell'attività venatoria vera e propria, dopo la preapertura. “Gli Enti devono intervenire in modo drastico”, chiosa Carosio, “non c'è più tempo per temporeggiare. I contenimenti vanno fatti tutto l'anno”.

Così la stagione venatoria non inizia nel migliore dei modi, anzi, in provincia di Alessandria sembra che la 'voce' dei cacciatori non venga considerata, nonostante i problemi dell'aumento spropositato di caprioli e cinghiali (cresce anche il numero dei predatori, volpi e lupi) facciano preoccupare anche il mondo agricolo. “Quando non ci saranno più i cacciatori e saremo invasi da caprioli e cinghiali, chi chiameranno per contenerli? L'esercito?”
14/09/2017

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