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Cronaca

“Noi, così amati, ci siamo risvegliati così fragili”

I Vigili del Fuoco Volontari di Valenza spiegano la difficoltà di rispondere a chi chiedeva dei fatti avvenuti in provincia di Ragusa, dove 15 persone sono indagate per aver appiccato incendi e simulato richieste di intervento per percepire l'indennità. “Auspichiamo che chiarezza e giustizia siano fatte, che chi ha sbagliato paghi e che si risolva la spinosa questione delle retribuzioni”
CRONACA - “Vi vorremmo spiegare il senso di frustrazione che ognuno di noi ha provato: quando amici, parenti, conoscenti o cittadini ci chiedevano stupefatti 'hai visto quelli in Sicilia? Li hanno beccati, ma come è possibile?' non potevamo fare altro che abbassare il capo e dire 'sì, è una vergogna, speriamo che se colpevoli paghino e caro le loro colpe. Proprio noi, così amati, ci siamo risvegliati così fragili”. Sulla pagina Facebook dei Distaccamento Volontari Vigili del Fuoco di Valenza è stata  scritta questa considerazione dopo l'operazione “Efesto” con la quale la Polizia ha arrestato, su mandato della Procura della Repubblica di Ragusa, un uomo di 40 anni per aver fatto parte di un gruppo di 15 volontari dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Santa Croce Camerina (Rg) che, al fine di percepire indebite somme di denaro, appiccava incendi e simulava richieste di intervento. Gli ultimi fatti risalgono al 2015. Tutti e 15 i volontari sono indagati per truffa ai danni dello Stato e una parte di essi per incendio.

Anche se volontari, gli uomini del distaccamento percepiscono delle indennità ma solo quando effettuano gli interventi, se invece restano in caserma non hanno diritto ad alcun rimborso. Come riporta la Questura di Ragusa. la prima anomalia riscontrata che ha permesso l’avvio delle indagini era il numero degli interventi effettuati da quel turno di volontari. Rispetto agli altri volontari, gli indagati operavano tre volte di più. Una modalità messa in atto era quella di simulare degli interventi mediante segnalazioni inesistenti alla centrale operativa del 115. In altre occasioni, i volontari, chiedevano “aiuto” a parenti ed amici, ottenendo così segnalazioni da parte loro del tutto inesistenti, così da percepire le indennità previste per gli interventi. La terza e più grave tipologia di truffa ai danni dello Stato era quella di appiccare incendi a cassonetti e terreni.

“Vorremo portare tutti voi nei nostri distaccamenti volontari (sì, volontari, e ne andiamo orgogliosi) dove ci tassiamo per comprare i materiali di consumo, dai piatti di carta, al sapone, alla carta igienica, dove la manutenzione ordinaria e straordinaria della caserma e dei mezzi tocca a noi, senza competenze, soldi o ringraziamenti, e dove le divise scarseggiano e le magliette anche (perché ora ci sono quelle grigie che a noi non spettano, quindi dobbiamo raschiare i fondi di magazzino e rappezzare quelle rosse in disuso, ormai), dove bisogna preparare il pranzo la mattina, altrimenti se squilla il telefono non si pranza, mettendo (giustamente) mano al portafoglio perché non abbiamo mense o buoni pasto, dove gli autisti mancano perché i corsi patenti non si fanno per i volontari, per non parlare di quelli a caposquadra, impossibilitandoci di fatto ad ottemperare alle richieste del comando (si considera squadra completa autista caposquadra e tre vigili)” scrivono i Vigili del Fuoco Volontari di Valenza.

“Potreste dire 'chi ve lo fa fare?', d'altronde è la stessa domanda che ci fanno consorti, figli, amici conoscenti e, a volte, che ci poniamo anche noi stessi, ma sinceramente ad oggi non sappiamo cosa rispondere, è bello però sapere di esserci stati per chi chiedeva aiuto, di esserci resi utili per la comunità, di aver reso disponibili le nostre competenze e il nostro tempo per quella divisa che, ieri ferita, noi amiamo. In conclusione auspichiamo che chiarezza e giustizia siano fatte e che chi ha sbagliato paghi e duramente, che si risolva la spinosa questione delle retribuzioni, che i volontari siano volontari, e noi per primi lo chiediamo, e che i soldi risparmiati si riutilizzino per la nostra formazione, per corsi, attrezzature o mezzi per il personale. Il volontario vuole rendersi utile nel modo migliore possibile con onore, orgoglio e rispetto”.
11/08/2017

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