Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione
Cultura

Marengo Museum: “riapertura tra qualche settimana”

Da fiore all’occhiello dell’amministrazione provinciale, al “chiuso sino a data da destinarsi” pubblicato sulla home page del sito Internet. La struttura alle porte della città rischia di diventare un emblema del disarmo degli enti locali. “Ma riapriremo presto”, spiega il presidente della Provincia Paolo Filippi, “e potremmo inserirlo nel circuito museale del Comune di Alessandria”
ALESSANDRIA - “Museo chiuso sino a data da destinarsi”, si legge da qualche settimana sul sito internet realizzato ad hoc, a suo tempo, per promuovere la struttura e gli eventi collegati. Oggi il Marengo Museum è, a tutti gli effetti, un emblema del disarmo degli enti locali del territorio. Ma Paolo Filippi, presidente della Provincia, ha ragione da vendere quando ricorda che “siamo onesti, nelle scorse settimane abbiamo fatto i salti mortali per far quadrare il bilancio 2012, e abbiamo di fronte enormi incognite per il 2013: ovvio che la vicenda del Marengo Museum sia passata per un momento in secondo piano”. Però è lo stesso Filippi a riconoscere: “la chiusura della struttura non l’ho decisa io, e non la condivido. Faremo di tutto per riaprirlo prima possibile, credo già entro gennaio”. Sì, ma con quali risorse, e affidandosi a quale personale? Se in passato si fece ricorso alle competenze di una cooperativa sociale specializzata nel comparto museale e culturale (l’alessandrina StartAl), il successivo tentativo di gestione “in house” è rapidamente naufragato, fino alla decisione di chiusura che, a quanto pare, è stata presa dai dirigenti del comparto, senza neppure consultare il primo inquilino di Palazzo Ghilini. Ora l’ipotesi più accreditata pare quella di affidare la gestione della struttura al personale di Energia e Territorio, società “partecipata” dalla Provincia la cui sede è stata di recente trasferita proprio dal Palazzo Pacto a Villa Degano. “E’ una possibilità a cui stiamo lavorando – conferma il presidente della Provincia – ed è certamente al momento la più sensata, nella logica di risparmio e razionalizzazione delle risorse con cui la politica governativa di continui tagli delle risorse alle Province ci costringe a confrontarci”.

Sembra passato un secolo, eppure solo qualche anno fa il complesso di Marengo veniva presentato come una delle principali risorse turistico culturali della terra mandrogna. Anche se qualcuno, già allora, sottolineò come ergere a simbolo dell’alessandrinità un invasore straniero la dicesse lunga sul nostrano senso di identità. Sui costi complessivi del progetto di ristrutturazione e rilancio di Villa Delavo è sempre il presidente Paolo Filippi a garantire “in buona parte si è trattato di risorse messe a disposizione ad hoc da soggetti esterni all’ente, come la Fondazione CrAl. Ma sono stati utilizzati anche in parte i fondi del terremoto del 2000. E la famosa piramide, su cui tanto si favoleggia, è costata in realtà circa 600 mila euro: ed è francamente una splendida struttura di accoglienza”. E, anche se in passato gli obiettivi dichiarati in termini di pubblico erano certamente più ambiziosi, comunque i 20 mila visitatori registrati fino alla chiusura rappresentano un traguardo non trascurabile, che forse avrebbe potuto essere meglio valorizzato, e rappresentare un punto di partenza, anziché di arrivo. Ma l’annuale rievocazione storica in costume della battaglia di Marengo, il coinvolgimento delle scolaresche e persino progetti innovativi a vantaggio di non vedenti e ipovedenti non sono bastati a garantire alla struttura la sopravvivenza, a fronte della scure della spending review. Almeno fino ad oggi, naturalmente, e confidando in una positiva evoluzione della situazione.

Nei mesi scorsi c’è anche stato chi (l’assessore Miraglia in particolare, nei pochi mesi durante i quali ha avuto anche la delega al Turismo) ha provato a giocare per il complesso di Marengo la carta del coinvolgimento di partner privati, a cui affidare la gestione del complesso, naturalmente con la possibilità di sviluppare all’interno anche altre strutture ricettive, in primis legate alla ristorazione. “In realtà – precisa Paolo Filippi – lo spazio per sviluppare all’interno della struttura un ristorante ci sarebbe senz’altro. Il punto però è che, per portare avanti qualsiasi progetto, servirebbe un minimo di chiarezza sul futuro dell’ente Provincia, che oggi manca completamente. Nonostante ciò, l’obiettivo è la riapertura, in tempi rapidi. E a gennaio ci piacerebbe anche confrontarci con Palazzo Rosso, per verificare la possibilità di una collaborazione su questo fronte, con l’inserimento del Marengo Museum nel circuito museale del Comune di Alessandria”.
28/12/2012

Versione stampabile   Invia articolo a un amico   Scrivi alla redazione


 
blog comments powered by Disqus

Facebook


Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Droghe e alcol: impennata di consumo fra i più giovani
Case vuote, persone senza casa
Case vuote, persone senza casa
Mostra veri corpi al Centro Congressi Alessandria
Mostra veri corpi al Centro Congressi Alessandria
Gioco d'azzardo: i conti non tornato
Gioco d'azzardo: i conti non tornato
Uici, cinque posti letto per studenti fuori sede
Uici, cinque posti letto per studenti fuori sede
Il Decreto Sicurezza spacca gli Enti Locali
Il Decreto Sicurezza spacca gli Enti Locali
Grave episodio a Tortona
Grave episodio a Tortona
Sindacati in piazza contro il Governo: tagli inaccettabili alle pensioni
Sindacati in piazza contro il Governo: tagli inaccettabili alle pensioni
Ex Simple Minds trascinatori della festa di Capodanno
Ex Simple Minds trascinatori della festa di Capodanno
Inaugurato il Bosco Rotariano
Inaugurato il Bosco Rotariano