Cronaca

La crisi idrica costa all'Amag diecimila euro al giorno. Chiesto lo stato di emergenza

All'incontro con tutti i sindaci della Val Bormida e dell'Alta Langa si giocata l'unica carta possibile in un territorio che si scoperto ancora senz'acqua: chiedere lo stato di emergenza. AGGIORNAMENTO: Anche Acqui vieta l'uso dell'acqua potabile per orti e lavaggi non domestici. Multe fino a 500 euro
AGGIORNAMENTO ore 11.30
Divieti anche ad Acqui Terme
Anche la città termale decide la linea dura contro gli sprechi d'acqua. Nonostante Acqui Terme non sia stata colpita dall'emergenza - proprio per il collegamento con Predosa, realizzato negli anni scorsi per evitare il ripetersi dei problemi del 2003 - oggi, mercoledì 30 agosto, il sindaco Lorenzo Lucchini ha firmato un'ordinanza per vietare l'utilizzo dell'acqua potabile per irrigare orti e giardini, per riempire le piscine, lavare auto e simili, e, a scanso di equivoci, "per qualsiasi uso ludico". 

Le multe per chi non rispettasse l'ordine possono arrivare fino a 500 euro (a partire da 25, però). 

La misura restrittiva è stata giustificata dal perdurare delle anomale condizioni meteorologice (non piove da marzo) e dalla richiesta di Amag Reti Idriche di vietare gli usi non strettamente domestici. 

"Abbiamo deciso di dare un segnale di vicinanza ai comuni limitrofi", ha commentato Lucchini, Di fronte ad un crisi idrica permettere il riempimento di una piscina privata poteva risultare irrispettoso nei confronti dei paesi confinanti che attualmente versano in uno stato di emergenza. L’ordinanza non colpisce in nessun modo le attività commerciali, neanche le stazioni di autolavaggio. L’acqua potrà essere liberamente usata senza nessun razionamento per motivi igienici e alimentari. Era indispensabile dare un segno per tutelare un bene, che a prescindere dalla crisi idrica, va salvaguardato dagli sprechi privati e da tutte le minacce possibili"

 


CRONACA - I sindaci della Val Bormida escono soddisfatti dal summit sulla crisi idrica, e tornano a casa con qualche promessa in più di essere aiutati dalla Regione - con la richiesta dello stato di emergenza gli enti superiori fanno fronte alle spese - e di poter contare su nuovi investimenti per i prossimi anni di siccità.

Per queste ultime settimane d'estate si dovrà sperare ancora nella pioggia e nelle autobotti dell'Amag, che alla collettività, per portare acqua supplementare dove scarseggia, costano ben diecimila euro al giorno.

Due le ipotesi di lavori sul tavolo, per scongiurare un'altra annata così difficile: il 'tubone' che da Acqui - già collegata a Predosa proprio per non rimanere all'asciutto - porta fino in località Gaini nell'Erro, o un nuovo invaso in Bric Berton. Per la seconda ipotesi c'è già un progetto preliminare, vecchio di dieci anni, ma che potrebbe andar bene. Lo aveva preparato l'ing. Boggero di Ovada, ed è stato sventolato dal sindaco di Ponzone durante tutta l'emergenza come la panacea di tutti i mali. "Da parte nostra è anche più facile, le aree sono già comunali, non dovremmo provvedere agli espropri". 

Opzione A o B che sia, non saranno pronte se non tra un paio d'anni. Intanto si guarda all'insù per sperare nella pioggia.


 

30/08/2017
G. P. - redazione@alessandrianews.it