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Economia

L'economia provinciale ritarda ancora la ripresa

"Per quanto ancora?" la domanda che arriva dall'indagine congiunturale di Confindustria. La crisi in provincia prosegue inesorabile, positivo è solo l'export. L'associazione degli imprenditori lancia la sua proposta per ripartire
PROVINCIA - Ancora un rinvio per la ripresa dell’economia, nazionale e internazionale, nel trimestre d’inverno che apre il 2013, e anche le attese dell’industria locale si raffreddano, con l’unico conforto della tenuta dell’export, che con le aziende provinciali continua a volare.
Lo confermano i risultati della 153a Indagine Congiunturale Trimestrale di Confindustria Alessandria, che registra le previsioni di attività delle imprese associate per il trimestre gennaio-marzo 2013.
Si ripete l’andamento dei precedenti trimestri, e le cifre dei principali indicatori permangono negative per occupazione, produzione e ordini totali. E’ invece ancora positivo il dato degli ordini export, e continua la tenuta del grado di utilizzo degli impianti e della propensione ad investire. La previsione di ricorso alla cassa integrazione è stabile rispetto ai precedenti trimestri, e la maggioranza degli intervistati (il 70%) prevede comunque invariata l’occupazione.
Previsioni discontinue si registrano tra i settori produttivi più rappresentativi: il metalmeccanico, con dati negativi ma export produzione è a –16 positivo, la chimica, con previsioni migliorative e dati tutti positivi, la gomma-plastica, con indici tutti negativi. Il settore alimentare, soggetto a forte stagionalità, mostra dati in diminuzione ma positivi per l’export. Il vasto e variegato comparto delle industrie varie, che comprende grafiche e cartotecniche, tessile e calzature, legno e materiali da costruzione, prevede valori negativi ma con export positivo.
E’ ancora elevato il ritardo negli incassi, mentre il portafoglio ordini a breve termine è in lieve calo.
In sintesi, l’indice di previsione dell’occupazione è negativo a –12 (era –18 lo scorso trimestre, e a –14 un anno fa), l’indicatore della (era –11 tre mesi fa e –20 un anno fa). Gli ordini totali sono negativi a –17 (erano –8 tre mesi fa e –12 un anno fa). Sono positivi invece a +10 gli ordini export (erano a +12 tre mesi fa e a +8 un anno fa). La previsione di ricorso alla cassa integrazione è segnalata dal 35% degli imprenditori del campione, come tre mesi fa (erano il 17% un anno fa) e la maggioranza degli intervistati (il 70%) prevede invariata l’occupazione. Il grado di utilizzo degli impianti è al 67% della capacità (era il 66% tre mesi fa), e la propensione ad investire, per ampliare o sostituire impianti, è dichiarata dal 57% degli intervistati (era il 54% tre mesi fa). Il ritardo negli incassi è segnalato dal 56% degli intervistati (era il 57% lo scorso trimestre), mentre il 61% ha lavoro per più di un mese (era il 67%).

“Il riscontro dei dati – ha osservato  il presidente di Confindustria Alessandria Marco Giovannini – è, ancora una volta, ripetitivo e sconfortante, con la sola consueta eccezione dell’export. E anche gli scenari congiunturali complessivi nazionali, più recenti, mostrano previsioni al ribasso. In un contesto di questo tipo, l’unica risposta possibile dal mondo delle imprese è che “crescere si può, si deve”, come titola il documento programmatico presentato da Confindustria nei giorni scorsi. Occorre però agire subito. Le proposte di Confindustria sono 'stabilità dei conti pubblici, flessibilità del lavoro, pieno utilizzo dei fondi comunitari, apertura dei mercati alla concorrenza, aumento e diffusione della conoscenza, innalzamento della partecipazione al lavoro, promozione dell’innovazione, dell’internazionalizzazione e dell’attrattività degli investimenti esteri'. Sono supporti competitivi necessari a tutti, anche a quelle aziende, che certo non mancano nella nostra provincia, che comunque sanno competere con successo sui mercati esteri, o, potremmo citare esempi recenti, innovano realizzando nuovi impianti, piuttosto che prodotti ad alto contenuto innovativo, con attenzione alla sostenibilità, e investono in tecnologie di frontiera anche nell’economia verde. Se si parte da qui, allora saremo in grado di restituire un domani di prosperità agli italiani, in particolare ai giovani”.

Il direttore, Fabrizio Riva, ha aggiunto: “Il documento di proposte di Confindustria per la crescita dell’economia sottolinea però che occorrono 'interventi urgenti, da collocare in un progetto di riforme che agiscono nel medio termine, quello di una legislatura, la prossima' che 'deve ridare efficienza e nuova competitività all’Italia con politiche coraggiose che migliorino le istituzioni, semplificando anzitutto le regole, la cui sclerosi non tutela le fasce più deboli della popolazione, non offre opportunità alle giovani generazioni e danneggia il sistema produttivo'. O si faranno questi interventi, oppure dovremo continuare a chiederci, sconsolati: per quanto, ancora?”.

29/01/2013

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