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Cultura e spettacolo

Il Monferrato apre le porte degli infernot

Domenica 18 settembre sarà possibile visitare i manufatti diventati Patrimonio dell’Umanità e appartenenti al sito seriale I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato: piccole camere sotterranee, scavate nella Pietra da Cantoni senza luce ed aerazione e utilizzate per custodire il vino imbottigliato
CULTURA E SPETTACOLO - Domenica 18 settembre il Monferrato aprirà le porte degli infernot per una iniziativa congiunta che coinvolgerà 14 Comuni. L’Ecomuseo della Pietra da Cantoni organizza con i Comuni della core zone 6 Camagna, Cella Monte, Frassinello, Olivola, Ottiglio, Ozzano, Rosignano, Sala e Vignale Monferrato, e i Comuni di Casorzo, Fubine, Grazzano Badoglio, Ponzano Monferrato e Terruggia l’apertura congiunta di infernot pubblici e privati, dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, grazie al sostegno della Regione Piemonte, della Camera di Commercio di Alessandria e alla collaborazione di Alexala.

Durante questa giornata sarà possibile visitare i manufatti diventati Patrimonio dell’Umanità e appartenenti al sito seriale I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, iscritto alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco, dal 22 giugno 2014. Il riconoscimento è stato assegnato alla radicata cultura del vino e allo straordinario paesaggio modellato dal lavoro dell’uomo, in funzione della coltivazione della vite e della produzione del vino, e la core zone a cui appartiene il nostro territorio, Il Monferrato degli infernot, è la sesta ed ultima componente del Sito ed è caratterizzata appunto dalla diffusione di questi singolari manufatti architettonici. La proposta, già promossa lo scorso anno, ha come fine quello di realizzare una rete di collaborazione e di riuscire ad innescare una pratica condivisa di apertura di questi luoghi.

“È basilare iniziare a condividere il valore e le opportunità che questo riconoscimento potrà dare, un riconoscimento che appartiene al territorio, che promuove il patrimonio collettivo di cui dobbiamo essere consapevoli – dicono gli organizzatori - L’auspicio è quello di riuscire a dare maggiore accessibilità agli infernot per la maggior parte privati e quindi di difficile fruizione, ma anche di accrescere la consapevolezza che questo importante riconoscimento parte da una storia lontana e dalle radici della storia del nostro territorio”.

Le visite partiranno dai punti di ritrovo indicati per ciascun paese, dove saranno fornite le informazioni sui luoghi aperti alla visita. Inoltre sarà possibile visitare altri luoghi di interesse in ogni comune coinvolto.

Luoghi di accoglienza
  • Camagna Monferrato: piazza S.Eusebio10, (locali della Pro loco)
  • Casorzo: piazza Verdi
  • Cella Monte: piazza Vallino (piazza chiesa parrocchiale)
  • Frassinello Monf.: via Carlo Alberto 1
  • Fubine: via Pietro Longo 95 (sede Avis/Cri)
  • Grazzano Badoglio: piazza Cotti
  • Olivola: via Vittorio Veneto 23
  • Ottiglio: piazza Filippini
  • Ozzano Monferrato: piazza Vittorio Veneto
  • Ponzano Monferrato: piazza Unità d’Italia (sede Pro loco)
  • Rosignano Monferrato: piazza Faletti (sede Pro loco)
  • Sala Monferrato: Chiesa di San Francesco
  • Terruggia: piazza Vittorio Veneto (davanti al Municipio)
  • Vignale Monferrato: via Bergamaschino (belvedere)

Gli infernot non sono soltanto protagonisti della cultura materiale, ma rappresentano soprattutto testimonianze di quella cultura immateriale che ha costruito la nostra storia, la tradizione di un territorio. L’infernot è una piccola camera sotterranea, scavata nella Pietra da Cantoni senza luce ed aerazione, generalmente raggiungibile attraverso una cantina, e utilizzata per custodire il vino imbottigliato. Le sue caratteristiche di temperatura e umidità costanti consentono l’ottima conservazione delle bottiglie più preziose.

Gli infernot sono di diverse tipologie monocamera, multicamera o a corridoio. Hanno finiture differenti: lisciati, a spacco naturale o con picconatura a vista; l’alloggiamento delle bottiglie varia: a nicchie, gradinate o a piani continui. Alcuni sono impreziositi da decorazioni, altri addirittura hanno un tavolo, che non è mai un elemento aggiunto ma scavato nella pietra. Ogni infernot è un’opera unica realizzata dalla maestria di persone comuni, è un manufatto che rappresenta in sintesi il patrimonio materiale ed immateriale del nostro Monferrato.

Il censimento e la catalogazione dei manufatti ha avuto inizio nei primi anni del 2000 in collaborazione con l’Istitutio Superiore Statale Leardi, ed oggi prosegue su tutto il territorio bacino dell’ecomuseo
Una catalogazione di molti infernot è stata pubblicata dall’Ecomuseo della Pietra da Cantoni ed è consultabile sul sito www.ecomuseopietracantoni.it.


Per informazioni:
Ecomuseo della Pietra da Cantoni
c/o Comune di Cella Monte, tel.0142/488161
info@ecomuseopietracantoni.it –
www.ecomuseopietracantoni.org
www.ecomuseopietracantoni.it 
15/09/2016

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