Sei in: AlessandriaNews / Provincia / Formagnana: “a volte mi chiedo: serve ancora la Lega?” - 30/03/2012
Intervista

Formagnana: “a volte mi chiedo: serve ancora la Lega?”

Alessandrino da oltre vent’anni, e da febbraio consigliere regionale. Michele Formagnana, ex militante del Carroccio oggi nel gruppo misto di Palazzo Lascaris, racconta il percorso politico che lo ha condotto a Torino. Ecco la sua verità
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“Sono sempre stato leghista dai toni moderati, ma convinto. Oggi però davvero di federalismo parlano tutti, e mi chiedo se la Lega non abbia completato il suo ciclo. Soprattutto quando vedo carnevalate come i ministeri a Monza…”. Michele Formagnana ha modi gentili, anche quando esprime concetti forti. Ci riceve nel suo ufficio di assicuratore, nel centro di Alessandria, ma l’obiettivo naturalmente è parlare di politica e territorio, e della sua nuova esperienza come consigliere regionale, cominciata intorno a metà febbraio. Con un “ripescaggio” che ha suscitato non poche polemiche, e l’adesione, almeno per il momento, al gruppo misto, “in attesa di capire l’evoluzione della situazione”.

Consigliere Formagnana, lei lavora da più di vent’anni ad Alessandria. Ma l’accento ancora la tradisce…

Ebbene sì, sono cuneese, e ho studiato e vissuto a Torino, come si intuisce. Ma Alessandria, dove lavoro, e Valenza dove ho messo su famiglia e vivo, sono ormai le mie due città. Sono qui dal 1990: pensi che da ragazzo, dopo la laurea in giurisprudenza, volevo fare il notaio, e stavo studiando per procedere in quella direzione. Poi è saltata fuori un’opportunità nel mondo assicurativo, e me ne sono innamorato.

E la politica?

Quella è una passione adulta. Naturalmente sono sempre stato un elettore attento, e orientato verso il centro destra. Poi tramite amici mi sono avvicinato alla Lega Nord, una decina d’anni fa. Perché davvero allora sentivo che il Carroccio esprima al meglio l’insofferenza che la gente del nord, soprattutto la parte più operosa, sentiva nei confronti dei partiti tradizionali e della burocrazia statale. Certo, oggi….

Ripercorriamo brevemente le tappe del suo percorso…
Volentieri. Sono stato segretario cittadino della Lega a Valenza dal 2006 al 2010, e sempre nel 2010 sono stato eletto in consiglio comunale, in cui sono stato, sia pur per poco tempo, capogruppo del mio partito, per poi dimettermi una volta nominato presidente dell’Amv spa (che si occupa di servizio idrico, gas, parcheggi, affissioni e piscina) e Amv srl (che cura igiene ambientale e verde pubblico). Nel frattempo, sempre nel 2010, ho partecipato alle elezioni regionali, ottenendo un risultato lusinghiero, e risultando il primo tra i non eletti.

Poi, nel 2011, la rottura con la Lega: perché è stato espulso?
Sa che sto ancora aspettando che me lo spieghino? Io sono sempre stato vicino alle posizioni di Maroni e Tosi, esponenti leghisti che stimo molto tuttora. Sul territorio ho sempre avuto qualche difficoltà in più, senza dubbio, nel relazionarmi con i vertici. E dopo una prima sospensione a fine 2010, è arrivata l’espulsione nella primavera 2011. Le cito a memoria la frase, perché ancora la ricordo: “espulso per ripetuti atteggiamenti in contrasto con gli interessi della Lega Nord”. Ma pensi che io ho sempre creduto di essere stato eletto per occuparmi degli interessi dei cittadini che mi avevano votato, e non di un partito. Il fatto è che ormai la Lega è l’ultimo partito leninista d’Italia: il dissenso non è tollerato.

Formagnana dunque come Francesca Calvo, Domenico Comino, Dino Bosio? In passato però qualcuno è tornato sui propri passi….lo farà anche lei?
Lo escludo. Lei ha citato Dino Bosio, che è vicenda emblematica dello stato confusionale della Lega di oggi: uno dei padri fondatori del movimento, e figura amatissima dal popolo leghista, costretto a candidarsi con una lista civica perché gli hanno preferito una figura, con tutto il rispetto, pressoché sconosciuta. Io purtroppo ho l’impressione che la Lega abbia perso la propria spinta propulsiva, e lo dico con amarezza. Però davvero non si possono continuare ad illudere gli elettori con vuoti slogan, o con pagliacciate come quella dei ministeri a Monza. Con tutte le emergenze reali a cui si dovrebbe pensare, accidenti…

Intanto ha lasciato la sua carica di presidente Amv…
Non solo io in realtà: è tutto il cda di Amv srl che, a dicembre, ha ritenuto di dimettersi, a fronte di una situazione di grande incertezza, per lanciare al sindaco di Valenza un segnale preciso. Al momento mantengo, invece, la presidenza di Amv spa.

Dottor Formagnana, la sua nomina a consigliere regionale, conseguente all’estromissione del segretario provinciale della Lega Riccardo Molinari (nella foto), ha suscitato molte reazioni. Si è anche detto che il privato cittadino che promosse il ricorso è un suo amico. Insomma, era lei il mandante?

Assolutamente no, e mi fa piacere chiarirlo. Non nego di conoscere l’avvocato che ha promosso l’iniziativa, ma le assicuro che non lo sentivo da anni, e anzi quando ho saputo l’ho cercato, per dirgli: “ma tu sai cosa diranno, vero?”. Lui però, che nel frattempo credo si sia avvicinato all’area radicale, ha ritenuto opportuno procedere comunque, per ragioni sue. Con questo, mica voglio dire che non mi abbia fatto piacere essere chiamato in Regione: tutt’altro. Certo, mi ha fatto sorridere tutta la dietrologia: le ipotesi di manovre anti Lega interne al centro destra e così via. Tutte frottole, lo garantisco.

Perché ha aderito al gruppo misto, e non al Pdl?
Proprio perché, pur essendo sempre stato animato da valori di centro destra, in questa fase politica così confusa voglio capire bene cosa succede, prima di aderire di nuovo ad un partito. Io sono a Torino per mandato dei miei elettori, ed è a loro che intendo pensare nei prossimi tre anni. Perché io francamente non credo all’ipotesi, che pure è circolata, di elezioni anticipate. In Regione l’alleanza Lega Pdl terrà per tutta la legislatura.

Che rapporti ha con lo sparuto drappello di alessandrini in Regione: Cavallera, Botta e Muliere?

Ottimo. Anche con Muliere devo dire, che sta all’opposizione ma è persona preparata e disponibile. Ci sentiamo spesso. E del resto io credo nel dialogo e nel confronto sui temi: non è più tempo di scontri ideologici.

Ma, concretamente, la Regione cosa può fare per aiutare il nostro territorio a superare la crisi?

In queste settimane la full immersion sul piano sanitario ci ha visti impegnati in sedute lunghissime, anche serali e notturne. Il risultato finale, pur con tutte le mediazioni del caso, spero possa generare un sistema sanitario regionale più efficiente, e capace di rispondere davvero ai bisogni dei pazienti, ma senza sprechi. Poi ci butteremo sul bilancio, e anche lì sarà una battaglia, inutile negarlo. In tempi di risorse sempre più scarse, io credo che il nostro compito sia di sostenere, in tutti i modi possibili, il lavoro e la ripresa occupazionale. E’ solo così che può arrivare il colpo di reni, e la ripresa complessiva del sistema Italia.
30/03/2012


 
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