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Provincia

Più morti sul lavoro? Si tolgono i fondi all'Ispettorato

L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Alessandria aderisce alla protesta indetta a livello nazionale per la riforma che ha di fatto portato pesanti tagli di fondi, rendendo ancora più difficile il lavoro degli ispettori
PROVINCIA - Stop all'uso dell'auto propria per spostamenti legati alle missioni di lavoro e agli straortinari. L’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Alessandria adererisce alla protesta indetta a livello nazionale da tutte le sigle sindacali.

Con la nascita dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, avvenuta nel gennaio del 2017 in attuazione del decreto legislativo 149/2015, si sarebbe dovuto dare impulso a tutte le attività svolte dalle ex Direzioni Territoriali del Lavoro, attività che spaziano dalla vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale alle attività di conciliazione, di certificazione e di assistenza e tutela diretta dei lavoratori.

La Riforma, nata sulla carta per razionalizzare le risorse, contenere gli sprechi ed evitare la duplicazione dei controlli, avrebbe dovuto portare alla nascita di un ente unico per le ispezioni del lavoro, L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, il quale avrebbe dovuto assorbire tutti i compiti ispettivi e di vigilanza in materia già esercitati da Ministero del Lavoro, INPS e INAIL, coordinandone l’attività.

Qui di seguito il comunicato diramato: 
"Allo stato attuale, a quasi un anno dalla nascita del nuovo Ente, il coordinamento tra enti è rimasto una chimera, inoltre non solo nessuno si è fatto carico del trasferimento delle risorse necessarie per sostenere le attività fondamentali svolte dagli Ispettorati del Lavoro ma addirittura sono stati effettuati ulteriori drastici tagli alle già risibili risorse economiche ad essi destinate.

Forse non tutti sanno che gli ispettori di lavoro infatti, per l’attività istituzionale di verifica e vigilanza sulle condizioni di lavoro altrui, utilizzano la propria autovettura privata, a fronte di rimborsi che coprono solo una parte delle spese affrontate esponendosi quindi in prima persona a rappresaglie e minacce da parte dei soggetti ispezionati e senza che sia nemmeno riconosciuta un’assicurazione contro gli atti vandalici.

Senza la buona volontà e la messa a disposizione del proprio mezzo da parte del personale ispettivo infatti la maggior parte delle ispezioni non potrebbe avere luogo in quanto da effettuarsi in luoghi non altrimenti raggiungibili con il trasporto pubblico locale così come l’effettuazione di ispezioni in orario serale, notturno o in giornate festive.

Inoltre non si contano più, a livello nazionale, gli episodi di lesioni, insulti, minacce ed incendi ad auto di proprietà di ispettori del lavoro, episodi intimidatori in riferimento ai quali è necessario che i responsabili siano perseguiti nelle competenti sedi con fermezza e tempestività.

Il personale ispettivo denuncia quindi un sostanziale svilimento della delicata e fondamentale funzione sociale delle ispezioni sul lavoro, l’assenza, in violazione delle disposizioni di legge attualmente vigenti, di una formazione adeguata, di strumenti operativi ed informatici, dell’accesso banche dati in materia di lavoro, di una copertura assicurativa per gli svariati rischi connessi alla funzione ispettiva nonchè il ritardo di mesi, anzi di anni, del pagamento delle competenze previste per legge al personale per le attività già svolte.

Una riforma insomma senza risorse, con la quale si è raggiunto l’unico obiettivo, nonostante i dati allarmanti su evasione e morti bianche, di determinare un arretramento dello Stato di fronte alla piaga del lavoro irregolare, dell’evasione contributiva, del caporalato e della salute sui luoghi di lavoro. Tutto questo nell’immobilismo e nell’indifferenza più totale della politica, già da mesi interessata della problematica.

A pagare per la situazione creatasi oltre agli addetti ai lavori che si trovano ad operare in strutture ormai di fatto depotenziate e demotivate, sarebbero soprattutto i lavoratori privati in questo modo della tutela dei loro diritti e gli imprenditori rispettosi della legge esposti ad una concorrenza sleale in assenza di controlli.

Il personale dell’Ispettorato di Asti - Alessandria, pertanto, a fronte di quanto sopra esplicitato non garantirà più l’uso del proprio mezzo di trasporto per i necessari spostamenti sui luoghi di lavoro e si asterrà dalla disponibilità ad accertamenti al di fuori dai canonici orari di ufficio riservandosi, inoltre, l’adozione di tutte le ulteriori forme di protesta che riterrà necessarie per la tutela dei propri diritti e per ripristinare il corretto funzionamento dell’attività istituzionalmente demandata di tutela del lavoro e dei diritti altrui".
13/11/2017

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