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Cronaca

Due indagati per il presunto stupro in val Borbera

Ancora massimo riserbo da parte delle autorità. Trapela l'ipotesi di due indagati, di età compresa tra i 20 e 35 anni per il presunto abuso di una minorenne
Si stanno delineando, poco a poco, i contorni della grave vicenda che vede coinvolta una ragazza di 16 anni e alcuni adulti, tra i 20 e i 35 anni, tutti originari della val Borbera. Al momento è tutto sotto il vaglio della procura della Repubblica di Alessandria che ha aperto un'inchiesta ed ha già ascoltato alcuni testimoni, una decina di ragazzi ospiti di una festa che si è svolta lo scorso 20 giugno a Rocchetta. Verso l'una di notte, la ragazza si sarebbe appartata con un conoscente in riva al torrente Sisola (nella foto), corso d'acqua che attraversa il paese. Quel che è accaduto da qual momento fino al giorno dopo, quando la giovane è stata accompagnata al pronto soccorso, è oggetto di indagine. E l'ipotesi inquietante è quella di violenza sessuale. Oltre ad aver ascoltato diversi testimoni, due risulterebbero indagati.
La valle è ancora incredula, ma anche infastidita, di fronte ad un accusa che suona troppo grave per una realtà da sempre considerata a dimensione d'uomo.
Così, a finire “sotto accusa”, ora, sono tutti i giovani : “bevono troppo”, “non sanno più come divertirsi”, “sono fuori controllo”. Parole fin troppo banali, ma che forse aiutano a spigare qualcosa di difficile da comprendere. Da sempre la Val Borbera è una valle di confine, chiusa. E il reato, se sarà confermato dalla indagini, è, in fondo, un “panno sporco” da lavare in casa. “A quella festa eravamo una trentina. C'era gente di tutte le età – racconta uno dei giovani presenti – c'erano anche coppie sposate. La ragazza? si, c'era anche lei. Ma ad un certo punto si è allontanata. Sinceramente non so dove sia andata e cosa sia successo dopo”. Nessuno sa, o vuole sapere.
“Ho visto che c'era un po' di gente, lungo il torrente, non so cosa sia successo, io però sono arrivato dopo, verso le 2 e mezza. Forse si poteva intuire che c'era trambusto. Conosco la ragazza, è vero. Ma non me ne sono preoccupato, perchè ho visto che la stavano riaccompagnando a casa”, racconta un altro ragazzo. Ma nessuno ha avvisato i carabinieri o il 118.
Il mattino dopo la minorenne, stando ai racconti, avrebbe accusato dolori nel basso ventre e sarebbe stata portata dai genitori al pronto soccorso.
Il sindaco del comune di Rocchetta sta valutando l'ipotesi di costituirsi parte civile, come hanno fatto colleghi di altre città dove si sono registrati fatti analoghi. Ma anche questa presa di posizione, di decisa condanna, a molti non piace. “Il sindaco pensi a fare le strade”, è un'altra di quelle reazioni che si colgono al bar del paese.
30/06/2011

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