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Arquata Scrivia

Cromo nell'acqua, nascerà un osservatorio ambientale

Sarà costituito ad Arquata Scrivia un osservatorio ambientale per monitorare, tra gli altri compiti, anche il livello di cromo esavalente in alcune fonti. A rilevare la presenza della sostanza cancerogena sono state alcune analisi affettuate da Cociv, nell'ambito dei lavori del Terzo Valico. I limiti, perora, rientrano in quelli della attuale normativa, ossia 50 microgrammi per litro. Ma la normativa, appunto, sta per cambiare
ARQUATA SCRIVIA - Sarà costituito ad Arquata Scrivia un osservatorio ambientale per monitorare, tra gli altri compiti,  anche il livello di cromo esavalente in alcune fonti. A rilevare la presenza della sostanza cancerogena sono state alcune analisi affettuate da Cociv, nell'ambito dei lavori del Terzo Valico. I limiti, perora, rientrano in quelli della attuale normativa, ossia 50 microgrammi per litro. Ma la normativa, appunto, sta per cambiare. Se ne è parlato l'altra sera, nel corso di una commissione consiliare. La quantità rilavata ad Arquata è di 17 microgrammi. Il nuovo limite sarà di dieci.

Il problema non riguarda solo il centro della valle Scrivia, ma molti comuni della Provincia, e non solo. Alessandria, insieme a quella di Asti, è tra le zone del Paese in cui è presente un fondo di cromo, che deriva dal dilavamento delle rocce. Il cromo è cancerogeno se si presente in forma esavalente, mentre non lo sarebbe in forma trivalente. L'Italia, con il decreto ministeriale 12 "ha ritenuto, in via cautelativa, di abbassare l'attuale limite, che è di 50 microgrammi – conferma Claudio Coffano, dirigente della Provincia – Molti comuni dell'alessandrino, compreso il capoluogo, lo superano, anche se di poco. E' probabile che il ministero applichi una proroga rispetto alla data di entrata in vigore, fissata per il 15 luglio. La Provincia sta monitorando la situazione, insieme ai gestori delle reti idriche". E' possibile abbassare i livelli di cromo, attraverso impianti di trattamento che, al momento, non ci sono. "Tali impianti dovranno essere realizzati, tenendo condo delle diverse situazioni, come la collocazione delle fonti e la portata".

Il problema, alla fine, sarà quello di trovare le risorse per costruire gli impianti. "E' evidente – prosegue Coffano – che i gestori dovranno prepararsi, approntando piani di investimento e assegnando priorità agli interventi", è la conclusione a cui giunge il dirigente. Intanto ad Arquata la commissione porterà in consiglio la proposta di attivare un osservatorio ambientale, al quale parteciperanno anche Asl ed Arpa. "E' per ora una ipotesi, non ci sono ancora date precise. La problematica c'è e comunque va affrontata", dice l'assessore. Cero, c'è la speranza di una ulteriore proroga “all'italiana”, che tuttavia sposterebbe solo il problema, senza risolverlo.
31/05/2017

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